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Roma Capitale della spazzatura

Come ogni cittadino romano ha potuto constatare l’Ama, l’azienda che gestisce l’igiene urbana nel territorio comunale di Roma,ultimamente ha lanciato una campagna informativa utilizzando 400 poster e 300 stendardi per dire, con tanto di show girl vestita da netturbina, che i cittadini ritengono che Roma sia più pulita.
A quanto pare tale campagna si basa su un sondaggio, di cui non è dato conoscere le caratteristiche del campione intervisato, commissionato dall’Ama alla società indipendente Alter Ego, da dove sarebbe emerso che per il 71% degli intervistati, cioè per 7 romani su 10, il proprio quartiere ora è più pulito, c’è più personale addetto alla pulizia delle strade e circolano più automezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti.

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Per l’Ama Roma è più pulita:

Secondo l’indagine sarebbe in particolare l’area del centro storico della Capitale ad essere notevolmente migliorata. Praticamente l’Ama, che dovrebbe già conoscere il numero di addetti e automezzi che ogni giorno fa circolare in città, avrebbe pagato una società esterna al suo gruppo per farsi dire, nonostante i dati già in suo possesso, se i cittadini abbiano percepito un aumento di pulizia e del personale addetto per poi ricomunicarlo ai cittadini stessi.
Ciò di conseguenza significa che anche il sindaco Gianni Alemanno ignora i dati relativi alla pulizia della città, dal momento che il Comune di Roma detiene dal 2000 l’intero capitale sociale dell’azienda.
L’ipotesi più plausibile, tuttavia, è che si vogliano convincere i cittadini del falso. Sorvolando sulla strategia comunicativa, per altro mediocre, utilizzata per convincere i romani di una cosa non vera, l’azienda ha però dimenticato di considerare l’esistenza di determinati giornali e delle persone che quotidianamente li leggono.
Roma è infatti pù sporca che mai e verte in uno stato di oggettivo abbandono non solo per ciò che concerne i siti archeologici, interessati perfino da recenti crolli dovuti alla mancanza di manutenzione e salvaguardia da parte delle istituzioni preposte, ma anche per ciò che riguarda le ville storiche, i parchi, i quartieri del centro, alcune stazioni della metropolitana e le periferie, abbandonate al degrado più totale.

Roma è più sporca che mai:

I cittadini, ovviamente, se ne rendono conto perfettamente come dimostrano le numerose lettere costantemente pubblicate sulle pagine dei principali quotidiani della città e scritte quasi ogni giorno da romani esasperati dalla sporcizia che si accumula in modo evidente sulle strade.
Le nostre inchieste sul posto (Roma nella morsa dei rifiuti) (Rifiuti: rischio Terzigno alle porte di Roma) conitnuano a documentare e a dimostrare la sciatteria con la quale vengono pulite determinate zone della città, come d’altra parte riferiscono gli stessi Comitati di Quartiere e come confermano le denunce serissime di Legambiente Lazio che da mesi si alternano alle dichiarazioni di svariati esponenti politici preoccupati per l’evidente mancanza di igiene in cui vertono molti quartieri romani.
Nonostante tutto questo il sindaco Alemanno, insieme a Marco Daniele Clarke e Franco Panzironi – rispettivamente presidente e amministratore delegato dell’Ama – continuano a vantare un miglioramento della pulizia delle strade, nonchè della regolarità e qualità dei servizi relativi alla raccolta dei rifiuti, inventando cittadini più soddsfatti per il miglioramento della pulizia generale di Roma.

In periferia gli abitanti puliscono le strade:

Nelle periferie gli abitanti scendono con le scope in strada provvedendo da soli alla pulizia dei marciapiedi; i monumenti del centro storico sono invasi da rifiuti di ogni tipo sotto gli occhi di milioni di turisti che osservano la quasi assoluta mancanza di tutela dei nostri inestimabili patrimoni storici e culturali. Villa Borghese, cuore della città, è nel degrado più totale a causa dell’immondizia che galleggia nelle fontate monumentali, dei platani plurisecolari utilizzati come latrine e di un prato completamente secco per via di un impianto idrico malfunzionante: lo stesso spettacolo osservabile anche in altri parchi della città (Le ville perdute di Roma).
Due delle principali stazioni ferroviarie della Capitale, cioè Ostiense e Monte Mario, sono vere e proprie discariche in cui l’erba delle aiuole prende addirittura fuoco per assenza totale di manutenzione e zone come Piazza Farnese, piazza del Popolo, Campo de’ Fiori, Piazza Navona, Circo Massimo, Fori Imperiali, Largo Argentina e Piazza Venezia presentano indistintamente mucchi di rifiuti e sporcizia. Perfino la strada statale Aurelia sta diventando un mondezzaio a cielo aperto.

La raccolta indifferenziata al via a Roma:

Come informano Ama e Comune la raccolta differenziata prevede da Luglio un nuovo modello, un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti che interessa attualmente 6 municipi della capitale. Una delle novita’ riguarda l’avvio della separazione in casa degli scarti alimentari e organici per la quale le 83 mila utenze domestiche coinvolte hanno ricevuto un kit costituito da una biopattumiera areata con i relativi sacchetti, il materiale informativo e il calendario della raccolta.
Tutti i cassonetti verdi per i rifiuti indifferenziati saranno sostituiti da una fitta rete di punti mobili di raccolta con operatori ecologici, presso i quali sara’ possibile consegnare in modo differenziato gli scarti alimentari e organici e i materiali non riciclabili. Nulla è cambiato invece per la raccolta differenziata di carta e cartone e dei contenitori in vetro, plastica e metalli.
Sul successo o meno di questo nuovo modello avremo modo di verificare in seguito, ora ci preme illustrare qualche dettaglio di cui, questo si, i cittadini non sono a conoscenza. Sul sito dell’Ama, sotto la voce “Bandi e Gare” compaiono tutti i nomi delle ditte aggiudicatrici con le relative somme stabilite, comprese quelle della nuova raccolta differenziata. Le biopattumiere e i relativi sacchetti di carta sono costati ai cittadini quasi mezzo milione di euro.
La verità è che i cittadini sono trattati con poco rispetto e che la città è molto lontana da come vorrebbero che fosse, nonostante 700 cartelloni con la bella donna di turno vorrebbero convincerli del contrario.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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