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Legge 40 e fecondazione assistita: se la procreazione è negata

Gli effetti negativi della Legge 40 sulla fecondazione assistita, fortemente voluta e ottenuta dal Vaticano anche se già demolita in buona parte dalla nostra Corte Costituzionale per incostituzionalità, continuano a riversarsi sulle moltissime coppie italiane che sono costrette ad andare all’estero per soddisfare le loro normali necessità terapeutiche al fine di giungere ad una normale procreazione, sopportando costi e fatiche che un Paese civile del terzo millennio non dovrebbe permettere.
Sono “viaggi della speranza” che si potrebbero benissimo evitare in quanto in Italia non mancano conoscenze e tecnologie d’avanguardia capaci di assistere i molti  cittadini nostrani interessati al problema.

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La Chiesa e la fecondazione assistita

Ma la Chiesa non vuole. E come sanno bene i lettori che seguono le vicende di cronaca in cui sono evidenziati rapporti di favori ed intrallazzi tra uomini politici italiani e gerarchie vaticane, in un clima di degenerazione sociale quale quello che stiamo vivendo, non le è difficile affermare la propria volontà.
Sono gli stessi uomini che, ricordiamo, hanno mandato al rogo Giordano Bruno e costretto il padre della Scienza moderna, Galileo Galilei, ad abiurare. Gli stessi che hanno proclamato l’autore di questi misfatti, santo: il cardinale Bellarmino.
E che costringono, come anticipavamo prima, molte coppie a rivolgersi all’ Europa attraverso quello che viene definito “turismo procreativo”. Queste sono costrette ad andare nelle cliniche di Spagna, Svizzera, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Danimarca per cercare di avere un figlio.

Turismo procreativo: all’estero per avere un figlio

Nelle ore scorse, a tracciare i contorni del fenomeno e’ stata Anna Pia Ferraretti, rappresentante italiano della Task Force istituita dall’Eshre (Societa’ Europea di Riproduzione Umana e Embriologia) sulla migrazione riproduttiva, al 26 meeting annuale dell’Eshre. Dall’indagine condotta presso le coppie straniere che si sono rivolte a 44 centri situati nei 6 Paesi europei destinatari del turismo riproduttivo, e’ risultato che le coppie sottopostesi a trattamenti di pma nel mese di osservazione sono state 1.230.
“Tenendo conto che i centri che hanno partecipato allo studio rappresentano circa il 50% dei centri che ricevono coppie straniere – spiega Ferraretti – possiamo affermare che, a livello europeo, il fenomeno coinvolga 20-25 mila coppie l’anno solo nei 6 Paesi menzionati”. Non ha poi destato sorpresa, continua Ferraretti, ”il fatto che di queste 1.230 coppie, quelle italiane siano le piu’ numerose: 391 coppie, pari al 32% del totale. In generale, possiamo stimare che sono circa 10.000 i cicli che le coppie italiane eseguono all’estero ogni anno”.
I dati raccolti mostrano inoltre che le coppie italiane non vanno all’estero per effettuare trattamenti ‘estremi’, ma solo per cercare di avere un figlio all’interno di una coppia stabile, eterosessuale ed in normale eta’ riproduttiva.
E’ solo nel 40% dei casi che le coppie escono dall’Italia per eseguire trattamenti illegali in Italia (donazione di gameti e embrioni), mentre il 60% si rivolge a centri stranieri per eseguire trattamenti leciti in Italia, ma che crede essere piu’ efficaci in Paesi dove esiste una legge piu’ liberale.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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