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Nuovo Pnrr, ecco cosa cambia e cosa rimane

Il nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) presentato dal governo Meloni prevede importanti tagli ai finanziamenti destinati ai comuni e alle infrastrutture, ma anche importanti stanziamenti per l’efficientamento energetico e la transizione verde delle imprese.
In particolare, i comuni subiscono una riduzione di 13 miliardi di euro sui 15,9 previsti, con tagli alle infrastrutture, alla rigenerazione urbana e alla riduzione del rischio idrogeologico, alluvioni, welfare e Ilva. Al contrario, vengono stanziati 4 miliardi per l’Ecobonus sociale per l’efficientamento energetico delle abitazioni, 787 milioni per l’alta velocità al Sud e 6,2 miliardi per le imprese per gestire la transizione verde.

I finanziamenti per le strade

Secondo il Corriere della Sera, i finanziamenti per le strade sono stati eliminati perché non ammissibili nel Pnrr, ma 900 milioni in più sono stati impegnati per la realizzazione di nuovi asili. Alcune opere importanti, come la ferrovia Roma-Pescara e la Palermo-Catania, sono state escluse, mentre altre risorse sono state destinate alla Napoli-Bari e ad altri lotti in Sicilia. Nel complesso, sono state modificate 144 misure su 349 per permettere al Pnrr di centrare gli obiettivi prefissati.
I sindaci sono preoccupati per i tagli ai finanziamenti destinati ai progetti di rigenerazione urbana e alla riduzione del rischio idrogeologico, e chiedono garanzie dal governo per lo stanziamento dei fondi. Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, si chiede chi finanzierà i progetti destinati al dissesto, e il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, chiede garanzie per iscritto per evitare rischi. Tuttavia, i sindaci si sono dimostrati più efficienti dei ministeri e delle regioni nella gestione delle risorse finanziate dal Pnrr.

La questione climatica

Pochi giorni dopol’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’emergenza climatica durante la cerimonia del Ventaglio, il governo Meloni ha annunciato un taglio di quasi 16 miliardi di euro a nove progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), tra cui 1,2 miliardi destinati alla gestione dei rischi di alluvione e idrogeologici.
Questa decisione ha suscitato la reazione del ministro per la Protezione Civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, che ha sottolineato l’importanza di prendere sul serio la vulnerabilità del nostro Paese di fronte a eventi calamitosi. La decisione del governo, quindi, sembra andare contro le dichiarazioni del ministro Musumeci e contro la stessa necessità di affrontare l’emergenza climatica.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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