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I vaccini e la legge in Italia: una guida all’uso

In Italia esistono due categorie di vaccini, quelli obbligatori e quelli raccomandati. Entrambe le categorie di vaccini si propongono di debellare alcune malattie che in passato avevano un alto tasso di mortalità e che attualmente, grazie ai progressi della medicina, non mietono più vittime.
Malgrado ciò non tutti i pediatri o genitori sono favorevoli ai vaccini dato che considerano gli stessi come potenzialmente pericolosi. Indipendentemente, dall’una o dall’altra corrente di pensiero, sulla validità o meno dei vaccini, vediamo nel dettaglio la legislazione vigente nel nostro paese, ovvero quali sono i vaccini obbligatori e quali quelli raccomandati, ma ugualmente importanti, e a quale età vanno somministrati.

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I vaccini obbligatori:

I vaccini obbligatori sono quelli contro: poliomielite, difterite, tetano e epatite B. La poliomielite è una malattia che può manifestarsi secondo tre modalità differenti, di cui la più grave, la poliomielite paralitica, può dar luogo a stati di paralisi degli arti, crampi muscolari e movimenti involontari.
Si presenta inizialmente con febbre alta, vomito e mal di testa. Il vaccino utilizzato contro la poliomielite è il vaccino IPV, ovvero: vaccino di Salk, praticato per via intramuscolare.
Il secondo vaccino obbligatorio è quello contro la difterite, una malattia prodotta da un batterio particolarmente nocivo, il Corynebacterium diphthetiae. Colpisce principalmente: gola, pelle e occhi. La malattia è praticamente scomparsa nelle zone del mondo più sviluppate, mentre nelle zone sottosviluppate dove il numero di vaccinazioni è scarso, il tasso di mortalità per difterite è abbastanza alto.
Passiamo al terzo dei vaccini obbligatori, quello anti tetano. Questo vaccino viene somministrato per combattere i possibili effetti prodotti da un batterio, presente solitamente nel terreno, che colpisce l’organismo a livello muscolare e neurologico.

Vaccino per l’epatite B:

L’ultimo dei quattro vaccini obbligatori è quello anti epatite B. Il virus responsabile dell’epatite B è l’ HBV, un virus che si trasmette tramite il sangue, saliva, sperma e secrezioni vaginali.
L’organo colpito dal virus dell’epatite B è il fegato, e può manifestarsi sotto forma di epatite acuta, fulminante e cronica. Mentre nel primo caso, la malattia si presenta con sintomi tipo, febbre, ittero, vomito, nausea, nel caso di epatite fulminante, nella stragrande maggioranza dei casi si sopravvive solo grazie ad un trapianto di fegato.
Infine, nell’ipotesi di epatite cronica, l’insufficienza epatica può trasformarsi gradualmente in cirrosi epatica e in un progressivo malfunzionamento del fegato.

A quale età fare i vaccini?

Come già anticipato prima, i quattro vaccini sopra elencati sono obbligatori e di conseguenza ogni nuovo nato deve essere sottoposto a queste vaccinazioni. Per quanto riguarda l’età a cui fare i vaccini, il Ministero della Salute prevede il seguente pino vaccinale:

  1. i vaccini contro il Tetano, Difterite e Poliomielite vanno fatti nel 3°, 5° e 11° mese di vita e un ultimo richiamo tra i 5 e 6 anni.
  2. il vaccino contro l’epatite B va somministrato nel 3°, 5° e 11° mese di vita.

Per gli effetti collaterali, se il bambino è sano, si possono riscontrare: febbre, lieve rossore e indolenzimento della zona in cui è stato praticato il vaccino. Si ricorda che il vaccino non può essere somministrato in caso di febbre o altri stati di malessere.

I vaccini raccomandati:

Passando alla categoria dei vaccini cosiddetti raccomandati, si tratta di vaccini ugualmente utili al pari di quelli obbligatori in quanto creati per proteggere da malattie particolarmente invasive. Essi sono i vaccini contro: Pertosse, Morbillo, Paraotite, Rosolia, Pneumococco e Meningococco C.
Il vaccino contro la Pertosse viene solitamente somministrato insieme a quelli della Difterite e del Tetano, al 3°, 5° e 11° mese di vita, mentre il vaccino contro il Morbillo, Rosolia e Paraotite va somministrato al 13° mese di vita.
Per quanto riguarda gli ultimi due vaccini raccomandati, quelli contro il Pneumococco e il Meningococco, c’è da dire che entrambi questi virus sono molto pericolosi per la salute non solo di bambini, ma anche di adulti e anziani. Il Pneumococco è un germe che si trasmette per via aerea, attraverso la saliva o con il contatto con oggetti infetti.
Molte persone, soprattutto bambini sono portatori del batterio ma non lo sanno. Si annida nelle mucose delle vie respiratorie ed è responsabile della maggior parte de casi di otite nei bambini. La pericolosità del batterio si manifesta quando lasciando le vie respiratorie riesce ad arrivare nel sangue, nei polmoni o nel liquido che avvolge il midollo spinale e il cervello, dando luogo a casi di polmonite e meningite.

Il rischio meningite:

Anche il Meningococco C, così come il pneumococco è causa della meningite, una grave malattia che colpisce il cervello e che nei casi più gravi può portare a deficit cerebrali o alla morte.
Mentre il vaccino contro il Pneumococco va somministrato a 3°, 5° e 11° mese di vita, quello contro il Meningococco C va somministrato al 13° mese di vita e successivamente dopo gi 11 anni di età.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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