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Trading Online, allarme truffe anche in Italia. A cosa fare attenzione

Continuano le tante truffe legate ai danni di investitori inesperti che si lanciano nel trading online, con denunce in aumento che si registrano un po’ in tutta Italia. Il caso più recente ed eclatante è quello accaduto ad Arezzo, dove un pensionato ha investito 1 milione di euro, risparmi di una vita intera, su una piattaforma inglese di trading online per vedere poi i propri soldi sparire nel nulla.
Un fatto incredibile che è stato raccontato dalla Polizia Postale di Arezzo che ha ricevuto la denuncia da parte del malcapitato pensionato, che purtroppo non è il solo. Dalle pagine del nostro giornale avevamo indicato, già nel 2014, quali erano i rischi del trading online e come guardarsi dalle piattaforme truffaldine.
Un’esigenza reale visti i tanti casi, come si diceva: sempre secondo la Polizia Postale, il numero di denunce riferite a questo strumento è in costante crescita. Ad attirare gli investitori sono le promesse di guadagni facili, comodamente seduti davanti ad una tastiera di un pc, cui purtroppo in molti ancora danno credito.

La super esposizione mediatica del Trading Online

Il problema nasce dal fatto che il trading online sta vivendo una super esposizione mediatica già da diversi anni. In sostanza siamo bombardati quotidianamente da pubblicità di vario genere, dal web ai giornali passando per le telefonate che arrivano da ogni parte del mondo per invogliare ad investire nel trading online.
Tutto questo fa aumentare in modo esponenziale il numero delle truffe, anche se è bene fare un distinguo fondamentale: il trading online di per sé non è sinonimo di truffa. È una metodologia di investimento assolutamente legale, che utilizza la rete. Senza entrare troppo nei dettagli di cos’è il trading online (per chi volesse approfondire rimandiamo a questo sito), è sufficiente comprendere che lo strumento nasce per facilitare l’accesso ai mercati.
In sostanza con il trading online è possibile investire su asset di qualsiasi genere, dalla Borsa alle valute estere, senza doversi recare fisicamente da un intermediario ma semplicemente accendendo il pc e registrandosi ad una piattaforma di trading. Ed è proprio qui che nascono poi gli equivoci.

Il ruolo delle piattaforme di intermediazione

Perché, come accade in tanti altri comparti, il settore è esploso e tra i soggetti che ne fanno parte si trovano realtà assolutamente a norma ed altre che, invece, operano totalmente fuori dalla legge. Un broker per potere operare deve avere determinati requisiti, che in Italia ad esempio vengono dettati dalla Consob.
Solo che in rete è possibile collegarsi ad una piattaforma di qualsiasi altro paese del mondo, come successo al signore di Arezzo vittima della truffa di cui sopra da 1 milione di euro: piattaforme che magari fanno capo a regolamentazioni di mete esotiche o che non hanno neanche uno straccio di requisito per operare. E lì nascono i problemi.
I rischi di truffa sono legati al falso trading online, quello che nasce appositamente per frodare gli investitori privati alle prime armi. Sul mercato di contro ci sono tantissimi broker, anche famosi o legati a banche dai nomi affidabili, che offrono la possibilità di investire senza pericoli di truffa. Il che non vuol dire che chi investe abbia qualche garanzia di guadagno, visto che il trading online resta pur sempre uno strumento con il quale realmente in pochi riescono a guadagnare. Ma questa è un’altra storia.

Pubblicato in Focus

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Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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