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Gli orti urbani conquistano Roma

Spuntano a ogni angolo della città, orgogliosi baluardi verdi di terra sfuggita al cemento. Sono gli orti urbani di Roma. Da Garbatella all’Ardeatino, dal Laurentino alla Magliana, dal quartiere popolare a quello a due passi dal centro, come l’orto urbano di Monte Ciocci con strepitosa vista su San Pietro.
Grazie a questo fenomeno (non chiamatela moda!) la città negli ultimi dieci anni ha cambiato aspetto, ridisegnando l’ambiente urbano nel sogno di un ritorno concreto alla natura. Era il 2011 quando si cominciava a sentir parlare di coltivazione casalinga e urbana, in aree verde condivise (come racconta questo nostro vecchio articolo). Da allora le cose sono andate avanti.

Orti urbani a Roma: come averli in gestione

Gli orti urbani, oggi, sono spazi verdi di proprietà del Comune, dati in gestione ad associazioni di cittadini o coltivatori non professionisti che per il loro pezzetto di terra pagano un piccolo affitto. La coltivazione, ad uso personale, è destinata principalmente alla produzione di frutta e verdura.
Si tratta quasi sempre di terreni che altrimenti sarebbero condannati ad affondare nel grado, e quindi a tutti gli effetti salvati dalla gente. Ci si impegna anche ad abbellirli creando panchine, recinti, aiuole e vialetti con materiali di recupero.
Il sogno è un orto urbano in ogni quartiere” -spiegano dall’associazione Zappata Romana, attivissima sul territorio nel promuovere azioni collettive di appropriazione di spazio pubblico urbano, insieme allo sviluppo di pratiche ambientali, economiche e sociali innovative. “Le aree riqualificate -proseguono-contribuiscono a creare integrazione, autoproduzione, gioco e cultura ambientale”.

Mangiare sano e socializzare

Gli elementi su cui puntare dopo questa pandemia, che ha amplificato distanziamento, paura, isolamento e, diciamolo pure, un aumento Orto urbano a Romaevidente dei prezzi, arrivati alle stelle proprio per frutta e verdura (secondo i dati Istat, addirittura + 4% le mele e +4,1% le patate).
Grazie agli orti condivisi si mangia più sano, si socializza, si fa attività all’aria aperta e si riportano in vita luoghi abbandonati, riscoprendo il valore di gesti semplici, del tempo che deve fare il suo corso, del piacere di sporcarsi le mani con la terra.
È così che agli svincoli delle strade statali romane spuntano i carciofi, gladiatorii silenziosi di una città eternamente chiassosa e impaziente. Impavide zucchine, pomodori rosso inferno pronti a saltare nella verde lattuga romana, più croccante della semplice insalata.

Dove realizzare un orto urbano

Ma gli orti urbani non sono soltanto quelli in cui si condividono attrezzi, acqua, terreno e consigli da pollice verde. Dietro le case, sui terrazzi, negli angoli dei cortili, sotto ai tralicci o sopra i tetti dei palazzi: ogni spazio può essere sfruttato in modo creativo per coltivare gli alimenti per se stessi e la propria famiglia.
Sì perché a Roma curare un orto è ormai un atto d’amore. Verso la città che recupera zone un tempo degradate, che crede nella sostenibilità, attenta alla natura, che coltiva bellezza nei gesti semplici dei semi che diventano frutti grazie alle cure elargite. Fa sorridere come questo mondo antico e affascinante ormai convive fianco a fianco con la nostra frenesia moderna, chissà perché sempre più alla ricerca di profumi, colori e sapori di tempi lontani.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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