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Come fare ricorso e contestare una multa

Ricevere una multa per qualche infrazione e decidere di volerla contestare. Può succedere soprattutto se si è convinti di non aver effettuato la violazione del codice della strada o se si pensa che il verbale sia ingiusto.
L’Italia è il paese dei ricorsi, questo va detto; e anche la contestazione di una multa è uno strumento che spesso e volentieri viene abusato, sia chiaro. Tuttavia alcune volte il ricorso per una multa è ampiamente motivato e giustificato.
E allora, per tutti quegli utenti che ritengano di aver subìto un torto, ecco una breve guida su come contestare una multa e a chi rivolgersi per fare ricorso.

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Le procedure per contestare una multa

Esistono due diverse procedure per contestare una multa: quella di fare ricorso al Giudice di Pace e quella di contestarla al Prefetto. In entrambi i casi si va incontro ad una spesa, come vedremo più avanti, che non è certamente proibitiva.
Chiaro è che sarebbe sempre bene capire se il gioco valga la candela: in sostanza se la multa è di un importo limitato, potrebbe non essere conveniente fare ricorso.
Alle due modalità di cui sopra, Prefetto e Giudice di Pace, si è affiancata di recente un’altra soluzione per contestare una multa: è possibile farlo anche direttamente online, da soli, tramite il sito del Ministero della Giustizia.
Il tutto grazie ad un servizio guidato che permette ad ogni utente di compilare la richiesta per contestare una multa sempre tramite i servizi del Giudice di Pace ma direttamente online. Un nuovo servizio messo a disposizione dal Ministero della Giustizia per facilitare le procedure.
Detto ciò andiamo a vedere le due distinte metodologie utilizzate per fare ricorso e contestare una multa: il Giudice di Pace e il Prefetto.

Ricorso al Giudice di Pace

Il ricorso al Giudice di Pace per contestare una multa è una delle due strade note per gli utenti: il tutto avviene in tempi ridotti, molto più brevi rispetto alla contestazione al Prefetto. Come fare ricorso tramite questo soggetto?
Si deve depositare domanda di ricorso presso la cancelleria del Giudice di Pace o inviarla per mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno. Qui va inclusa tutta la documentazione necessaria con motivazioni del ricorso. Il tutto si può fare anche online.
Non appena il Giudice di Pace esamina la documentazione, si procede con la convocazione di un’udienza presso la quale il richiedente è obbligato a prendere parte senza avvocati. Il Giudice può quindi annullare la sanziona (tutta o in parte); dichiarare inammissibile il ricorso o convalidare la multa qualora il richiedente non si presenti in udienza.
In caso di ricorso respinto, il pagamento imposto varia tra il minimo e il massimo previsto dalla normativa in riferimento alla violazione accertata.
Il ricorso al Giudice di Pace avviene con tempistiche ridotte rispetto a quello presentato al Prefetto: si parla di finestra massima per presentare la domanda entro 30 giorni dalla contestazione o dall’avvenuta notifica della sanzione. Il costo per contestare una multa al Giudice di Pace è di 55 euro.

Ricorso al Prefetto

L’altra strada praticabile per contestare una multa è fare ricorso direttamente al Prefetto. A differenza del Giudice di Pace, il ricorso può essere presentato entro 60 giorni dalla contestazione o dall’avvenuta notifica della sanzione.
Entro 120 giorni il Prefetto si pronuncia dichiarando se accoglie o rigetta la richiesta. Nel caso di non risposta vale la regole del silenzio assenso: quindi accoglimento della richiesta. Qualora il Prefetto decida di respingere la richiesta, il richiedente può comunque rivolgersi ancora al Giudice di Pace entro 30 giorni.
Anche in questo caso, di ricorso al Prefetto, la richiesta deve essere spedita tramite raccomandata con avviso di ricevimento o tramite Pec. Compito del Prefetto è quello di verificare la regolarità formale della multa; non quindi di pronunciarsi sul merito dell’infrazione.
In caso di conferma della multa l’automobilista dovrà pagare almeno il doppio della multa iniziale. Il costo per fare ricorso al Prefetto riguarda esclusivamente le spese di spedizione della raccomandata: ovviamente qualora il Prefetto respinga la richiesta si andrà incontro ad altre spese.

In quali casi si può contestare una multa

Quanto fin qui detto si riferisce a come contestare una multa; ma nello specifico, quand’è che si può fare ricorso per un verbale? Esistono determinate casistiche che elenchiamo di seguito:

  • Verbale illeggibile, incompleto o redatto da un agente esterno al proprio territorio di competenza;
  • Mancata notifica del verbale entro 90 giorni dalla data dell’infrazione (e non quindi dell’accertamento). In caso di residenza all’estero i giorni diventano 150;
  • Vizio di forma, ovvero i casi più frequenti. Si parla di errori riferiti al modello o alla marca dell’auto, ad una non corrispondenza tra dati riportati sulla multa e quelli dell’intestatario della vettura, a fatti non esposti.
  • Consegna di un doppio verbale che riguarda la medesima infrazione;
  • Apparecchiature non omologate tramite le quali si è andati a rilevare l’infrazione;
  • Esclusivamente per quanto riguarda multe da autovelox, la mancanza di segnaletica che ne indichi la presenza;
  • Notifica al vecchio proprietario del veicolo per un’infrazione effettuata dal nuovo proprietario dopo aver eseguito correttamente il passaggio di proprietà;
  • Ricezione di un nuovo verbale per la medesima infrazione dopo aver pagato la multa;
  • Verbale redatto da un ausiliario del traffico al di fuori della sua competenza, visto che questi soggetti hanno potere limitato e possono effettuare contravvenzioni solo presso le aree oggetto di relativa concessione.

Sono queste le casistiche che possono portare un utente ad avere motivazioni sufficienti per contestare un verbale. Il destinatario del provvedimento può controllare da solo se esistano i presupposti per un ricorso; o affidarsi a un legale.

Le multe in Italia

In generale negli ultimi tempi la tendenza relativa alle multe nel nostro paese è data in aumento; nel 2016 gli incassi legati a verbali e sanzioni sono aumentati del 50% e ciò è figlio di tanti aspetti.
Unici responsabili non sono i vigili, ma anche i comuni, soprattutto quelli piccoli, che impongono limitazioni e divieti finalizzati più a fare cassa. Tra Ztl, parcheggi che soprattutto nelle grandi città scarseggiano, nuove regole del codice della strada e mancata esposizione dell’assicurazione, le cause dei verbali sono veramente tante.
L’aumento degli introiti è figlio anche del crescente numero di coloro che pagano le multe; ciò soprattutto in virtù della possibilità di usufruire di uno sconto, il 30%, sul totale della multa se pagata entro 5 giorni dalla notifica. In virtù di tale norma sempre più utenti preferiscono pagare subito con lo sconto se la cifra non è proibitiva e togliersi ogni onere futuro legato all’impellenza di dover fare ricorso e contestare il verbale.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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