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Adozioni per i single e no della Chiesa

L’adozione da parte dei single potrebbe diventare realtà anche in Italia; a rendere l’ipotesi plausibile è stata la sentenza numero 3572 della Corte di Cassazione, relativa al caso di una donna sola di Genova che ha ottenuto il diritto di adottare una bambina russa, seppur in forma non pienamente legittimante.
La donna aveva già ottenuto il riconoscimento dell’adozione negli Stati Uniti, dal Tribunale della Columbia: fattore che sicuramente ha influito sulla valutazione dei giudici italiani circa il bene del minore, trattandosi di un menage familiare già instauratosi. La sentenza, ad ogni modo, è destinata a far discutere.
Se ne è parlato infatti durante i colloqui bilaterali tra Italia e Santa sede, avvenuti la scorsa settimana per l’anniversario dei Patti Lateranensi: è stato lo stesso ministro degli Esteri, Franco Frattini, a riferire che fra i temi trattati nell’incontro è emerso quello delle adozioni da parte dei single.
Del resto si tratterebbe di una possibilità, ha sottolineato la Cassazione, che non va contro la Convenzione di Strasburgo sui fanciulli siglata nel 1967, punto di riferimento che contiene le linee guida in materia di adozione.

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Adozione per genitori non in coppia:

In Italia, il Parlamento non ha ancora varato una legge che consenta l’adozione di minori da parte di genitori non in coppia; in questo senso l’esortazione è arrivata proprio dalla Cassazione nella sentenza depositata la scorsa settimana, dove si legge: «il legislatore nazionale ben potrebbe provvedere, nel concorso di particolari circostanze, ad un ampliamento dell’ambito di ammissibilità dell’adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell’adozione legittimante».
Con le dovute cautele, significa che i giudici ritengono i tempi maturi affinché anche le persone senza un partner possano adottare, con meno difficoltà, bambini rimasti soli o abbandonati.
Se dunque la questione dei procedimenti di adozione sembrerebbe prossima ad una svolta, il “no” del Vaticano cerca di soffocare i primi entusiasmi: «in linea generale, la priorità è il bene del bambino, che esige un padre e una madre». È quanto ha affermato sull’argomento il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, interpellato nei giorni scorsi proprio in merito alla sentenza della Cassazione a favore della mamma single genovese. «Ogni bambino ha diritto a una madre e a un padre, questa dovrebbe essere la normalità», ha specificato il cardinale.

Reazione del Vaticano:

Più plausibilmente, la sentenza della Corte di Cassazione infastidisce il Vaticano per la rimozione dell’idea naturale di famiglia che essa porta con sé: la stessa che consentirebbe, ad esempio, anche alle persone omosessuali di poter adottare un figlio (sempre qualora il Parlamento legiferasse in futuro sui procedimenti di adozione, come auspica la Cassazione).
Al di là della bagarre politica e ideologica, l’adozione legittimante attualmente rimane consentita per legge solo ai «coniugi uniti in matrimonio, avendo finora ritenuto il legislatore tale statuizione opportuna e necessaria nell’interesse dei minori». Riusciranno i rappresentanti politici del nostro Parlamento a legiferare, prima o poi, su questa complessa questione?

Pubblicato in Focus

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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