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Colpo di mano del Parlamento: fondi senza controlli ai partiti

Ancora una volta il Parlamento ha dato vita ad un colpo di mano che fa praticamente a pezzi la retorica renziana sull’ abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.
Con 319 voti a favore, e appena 88 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato un emendamento presentato dal democratico Sergio Boccadutri, che si fa praticamente beffa delle delibere adottate dagli Uffici di presidenza di Camera e Senato, con le quali era stata congelata l’erogazione della tranche del finanziamento pubblico che i partiti dovevano incassare prima della pausa estiva.
Una decisione motivata dal fatto che la commissione delegata al controllo dei bilanci aveva dichiarato la pratica impossibilità a svolgere le verifiche sui bilanci del 2013 e 2014, a causa della mancanza di personale. Un colpo di mano che consente ai partiti, tutti, ad eccezione del M5S che ha fatto sapere di rinunciare preventivamente, di spartirsi ben 45,5 milioni di euro, senza dover sottostare ad alcun controllo sui bilanci.
Una legge salutata dagli stessi deputati grillini con il getto di banconote finte da 500 euro in segno di protesta. Il commento di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera è stato durissimo, paragonando il provvedimento preso ad un vero calcio in bocca dato ai cittadini, i soli per i quali valgono regole regolarmente disattese dai partiti.

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Dipendenti dei partiti e cassa integrazione straordinaria:

La denuncia di Di Maio si appoggia al fatto che una sua collega di partito, Fabiana Dadone, aveva provato a trovare un punto di compromesso, posticipando al 15 dicembre, ma solo per l’anno in corso, il termine per la verifica dei bilanci, in modo da dare alla commissione di garanzia il tempo di ottemperare alla sua funzione.
Tutto inutile e anche Riccardo Fraccaro ha avuto buon gioco a ribadire come i partiti abbiano dimostrato di essere totalmente privi di credibilità, avendo di fatto non solo disatteso la promessa di abolire il finanziamento pubblico, ma avendolo addirittura sganciato da ogni controllo.
Una denuncia che si estende ad un’altra norma scandalosa contenuta all’interno della legge, quella in base alla quale tutti i dipendenti dei partiti hanno diritto, a differenza dei comuni lavoratori, alla cassa integrazione straordinaria, la stessa che viene ormai sottratta ai lavoratori normali.

Movimento 5 Stelle e finanziamento pubblico:

Di fronte alla denuncia di Di Maio e Fraccaro, la deputata del Partito Democratico, Teresa Piccione, ha invece affermato che la legge non toglierebbe i controlli, andando palesemente contro l’evidenza.movimento-5-stelle
Trovando peraltro il soccorso dello stesso Boccadutri, ex tesoriere di SEL fulminato sulla via di Firenze tanto da entrare nel Partito di Renzi, secondo il quale la legge sanerebbe una situazione oggettiva, senza precisare se si tratti della pratica illegalità sancita dai mancati controlli o di altro.
Allo stesso tempo, Boccadutri torna sulla questione del mancato accesso di M5S al finanziamento pubblico, che distingue il movimento di Grillo dal resto delle forze politiche, affermando che i grillini non hanno alcun diritto al finanziamento in quanto non rispettano quanto previsto dalla legge.
Una affermazione che suona come una ulteriore beffa se si pensa che neanche gli altri partiti sono tenuti a rispettare gli obblighi dell’attuale normativa, non essendoci in pratica più alcun controllo grazie al suo emendamento.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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