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Misteri di Cronaca Nera

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Storia di Luigi Marinelli: morto dopo l’intervento della polizia

Per alcuni potrebbe trattarsi di un altro caso Aldrovandi o Cucchi o ricalcare la vicenda della morte di Riccardo Rasman, misteri che hanno riempito le pagine della cronaca nera degli ultimi anni e che presentano ancora diversi punti oscuri; la storia di Luigi Federico Marinelli richiama le suddette vicende sotto diversi aspetti e sembra essere destinata ad avere un lungo strascico giudiziario. Storie di cronaca nera nelle quali la verità stenta ad emergere e sulle quali si fatica a fare luce.
Luigi Federico Marinelli è un uomo di 49 anni romano affetto da schizofrenia; è invalido civile con pensione d’ infermità oltre che un passato da tossicodipendente. È il 5 settembre 2011 quando la polizia è costretta ad intervenire per sedare una lite, piuttosto accesa, tra Luigi Federico Marinelli e la madre; l’ennesima lite secondo alcuni, per motivi di soldi.
Luigi è probabilmente un po’ spendaccione ed incapace di amministrare una somma della quale disponeva così la madre ed i fratelli gliela passavano a rate. Quel 5 settembre Luigi vorrebbe altri soldi rispetto a quelli che gli vengono passati; ne nasce un diverbio familiare che porta Luigi ad avere comportamenti eccessivamente aggressivi verso la madre ottantenne che, per evitare guai maggiori, chiama la polizia per cercare di calmare il figlio.

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Prime ricostruzioni sulla morte di Marinelli:

Secondo le ricostruzioni dei familiari presenti sulla scena, tra cui anche un fratello di Luigi, Vittorio Marinelli avvocato civilista, gli agenti sono intervenuti in un primo momento in maniera del tutto tranquilla, senza alcun eccesso; cercano di parlare serenamente con Luigi e di riportarlo alla ragione. Ma successivamente qualcosa non va per il verso giusto; forse Luigi, trattenuto dagli stessi agenti nel salotto di casa, prova comunque ad uscire dall’appartamento. Vuole andar a spendere i suoi soldi e non ha intenzione di restare.
È a quel punto che gli agenti intervengono più vigorosamente; subentrano rinforzi (un quarto agente, prima erano in tre), Luigi viene ammanettato ed immobilizzato con forza. Da qui il mistero nella vicenda di Luigi Federico Marinelli diventa fitto.

La strana storia di Luigi Marinelli: dal tg di Teleroma 56

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Immobilizzato e braccato dagli agenti, Marinelli accusa un malore; secondo i familiari presenti sul luogo, Luigi è cianotico e non riesce a respirare. Si cerca anche di liberarlo ma non si trovano più le chiavi delle manette; la situazione precipita, arrivano anche i soccorsi del 118 ma Luigi Marinelli muore nel giro di pochi minuti prima ancora di arrivare all’ospedale. Di infarto si pensa in un primo momento, ma per i parenti non è così; secondo loro il decesso non è da attribuirsi ad una semplice fatalità ma è la chiara conseguenza di una serie di traumi inferti a Luigi dagli agenti.
Anche l’autopsia sembra avvalorare la tesi della famiglia: dai primi risultati si mette in evidenza come vi siano “12 costole fratturate con un’emorragia interna in seguito alla lesione della milza”. Circa un mese dopo la versione dei parenti di Luigi viene confermata dalla perizia istologica disposta dalla Procura di Roma che indaga sul caso: in base a questa perizia, la morte non sarebbe sopraggiunta per infarto come si pensava in un primo momento, bensì per soffocamento con i polmoni che non riuscivano più a gonfiarsi probabilmente perché lesionati per via delle percosse subìte.
Una conclusione, questa della Procura di Roma, che si sposa perfettamente con quanto affermato dai familiari presenti nell’appartamento al momento dell’arresto e convinti che i colpevoli della morte di Marinelli siano i quattro poliziotti intervenuti in quel 5 settembre 2011. I quali vengono in un primo momento indagati insieme a due sanitari del 118 che intervennero per soccorrere Luigi Marinelli.

Omicidio colposo o morte naturale?

L’udienza che deve decidere se archiviare o instaurare il processo per gli indagati viene rinviata e si arriva al 2013; quando, nel mese di febbraio, il caso Marinelli viene riaperto rigettando una richiesta di archiviazione nel frattempo arrivata dalla Procura. In data 25 febbraio 2013 infatti il gip Giacomo Ebner accogliendo la richiesta degli avvocati di parte civile dispone il proseguimento delle indagini per omicidio colposo a carico dei quattro agenti inviati quella sera dal 113 a casa di Marinelli; vengono invece scagionati definitivamente i due infermieri del 118 accorsi nell’appartamento “dato che non hanno potuto far altro che constatare il decesso”.
Secondo la Procura, malgrado le evidenti fratture delle costole rinvenute sul Marinelli la morte dello stesso era invece da ascriversi ad un arresto cardiaco; il comportamento degli agenti non era stato quindi in alcun modo collegabile al decesso e le fratture a dodici costole erano state causate dai tentativi di rianimare Marinelli.
Viceversa, la consulenza di parte civile aveva ritenuto che “la costrizione fisica operata dagli agenti, in particolare l’ammanettamento e il successivo capovolgimento in terra del Marinelli, fossero stati possibile causa dell’arresto cardiocircolatorio”. Quest’ ultima ricostruzione ha spinto il gip Giacomo Ebner a ritenere fondata la richiesta di approfondire il ruolo che ciascun indagato ha avuto nella vicenda.

Riapertura del caso:

Una storia folle quindi, ed una morte assurda resa ancor più grottesca da un particolare non da poco; non appena ci si rese conto che Luigi Marinelli aveva qualcosa che non andava si tentò di fare qualcosa per salvarlo ma gli agenti che lo avevano ammanettato ed immobilizzato a terra non riuscivano a trovare le chiavi per liberarlo. Momenti drammatici descritti dal fratello Vittorio che era presente sulla scena:
“Si sono presentati tre bravissimi agenti di e sono riusciti a calmare Luigi. Quando mio fratello ha cercato di uscire di casa lo hanno bloccato e giustamente, direi, visto che era su di giri. Gli agenti non riuscivano a tenerlo. Così hanno chiamato rinforzi. Poco dopo è arrivato un loro collega, un energumeno di 100 chili, che è saltato addosso a Luigi bloccandolo violentemente contro una porta per ammanettarlo. Mi sono subito accorto che qualcosa non andava. Ho chiesto di togliergli le manette ma non c’erano le chiavi. Quando sono arrivate, Luigi era già a terra esanime” (1).
Il caso di Luigi Federico Marinelli si riapre quindi con una accusa di omicidio colposo a carico degli agenti intervenuti; per i familiari, decisi più che mai a far luce sulla vicenda, la notizia ha rappresentato un sollievo. Nella speranza di arrivare ad una conclusione definitiva e ad una verità che spesso, in casi simili, stenta ad emergere.


(1) Il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2012

Pubblicato in Misteri di Cronaca Nera

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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