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Matrimoni di comodo con badanti e legge italiana

La Corte costituzionale con la sentenza numero 174 del 2016 ha formalmente annullato la normativa con la quale il governo Berlusconi aveva tentato di arginare la complessa ed articolata questione dei cosiddetti matrimoni di comodo. Tale norma era stata varata a seguito delle numerose critiche sollevate da parte della società civile.
I casi di coppie formate da lavoratrici extra-comunitarie e dai loro datori di lavoro, talvolta di età piuttosto avanzata, erano aumentate in maniera esponenziale e nell’opinione del governo era arrivato il momento di mettere un punto fermo.

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Legge Berlusconi sui matrimoni di comodo:

La normativa prevedeva che l’aliquota della pensione che sarebbe dovuta toccare ai superstiti sarebbe stata ridotta nell’eventualità in cui il matrimonio in questione fosse stato contratto dal marito dopo aver compiuto il settantesimo anno di età e nel caso in cui la differenza di età tra i coniugi risultasse maggiore di vent’anni.
Tale riduzione non era applicabile se dal matrimonio erano nati figli inabili o se i figli non erano ancora maggiorenni o risultavano essere studenti. Stando a quanto stabilito dalla Corte costituzionale pochi giorni fa, questa normativa non è valida.
Pare, infatti, che le decurtazioni in questione sarebbero del tutto prive di fondamento e che, dunque, si tratterebbe di una privazione illogica oltre che irragionevole. Le regole relative alle pensioni di reversibilità secondo la Corte costituzionale devono essere uguali per tutti.

Per la Consulta il matrimonio è insindacabile:

Fare distinzione tra i vari matrimoni in maniera del tutto soggettiva, tra l’altro, va contro anche il mero principio solidaristico. La decisione di stipulare un matrimonio è personale e, soprattutto, è insindacabile.
Nell’opinione della Corte costituzionale, quindi, se un uomo decide di sposare una donna di oltre vent’anni più giovane di lui avendo scavallato i 70 non vi è alcun genere di problema dal punto di vista sostanziale.
Il legislatore, pertanto, ha il compito di applicare le normative in fatto di previdenza allo stesso modo con cui le applicherebbe alle coppie tradizionali.

Matrimoni tra Over 70 e giovani badanti:

Presumere che i matrimoni tra gli ultra-settantenni e le giovani badanti siano basati sulla volontà di frodare il fisco, secondo la Corte costituzionale è tanto tendenzioso quanto privo di un riscontro pratico.
Al momento, dunque, gli ultra-settantenni che hanno intenzione di sposare le proprie badanti possono farlo senza alcun genere di problema, certi del fatto che la pensione di reversibilità sarà corrisposta secondo la legge.
In buona sostanza, la Corte costituzionale ha chiarito il fatto che un mero giudizio di merito, peraltro del tutto soggettivo, non può essere confuso con un dispositivo legale attraverso il quale punire un legame di per sé insindacabile dal quale, peraltro, scaturisce un diritto.

Si può sancire la sincerità di un rapporto?

Un aspetto di cui tenere conto, poi, riguarda il fatto che l’aspettativa di vita si è notevolmente allungata e che, in ogni caso, non vi è alcun genere di strumento grazie al quale sancire la sincerità di un rapporto.
Il giudizio morale alla base della legge varata dal governo Berlusconi, pertanto, non ha nessun valore dal punto di vista legale e la Corte costituzionale non ha potuto fare a meno di cassare una normativa così tanto discussa.
Insomma, oggi le badanti extra-comunitarie che decidono di sposare i propri datori di lavoro ultra-settantenni possono stare tranquille: in caso di morte di quest’ultimo a loro spetterà la pensione di reversibilità come ad ogni altra moglie.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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