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Quanto ci costa mantenere l’automobile?

L’automobile per gli italiani è un salasso: come non bastassero le già molte voci di spesa che alleggeriscono le nostre tasche, ci si mette anche l’auto; che comunque per gli italiani è pur sempre uno status symbol e, quindi, un qualcosa di irrinunciabile.
Gli italiani continuano a preferirla ai mezzi di trasporto alternativi; anche perché questi ultimi in Italia non sono poi così efficienti. Dai mezzi di trasporto pubblici, che funzionano a mala pena, alle piste ciclabili e bike sharing che scarseggiano non invogliando i cittadini a utilizzare la bici come accade in altre realtà più o meno grandi all’estero.
In sostanza tutto un insieme di cose che fa si che gli italiani non possano fare a meno della propria macchina: ma quanto costa mantenere un’ automobile? Ci siamo mai chiesti quanti soldi ci vogliono per pagare tutte le spese della nostra macchina?
Ci ha pensato l’Eurispes che all’interno del Libro Bianco sulla Mobilità e i Trasporti ha realizzato una stima. Secondo il rapporto, mantenere un’ automobile costa ad ogni italiano circa 4.500 euro all’anno tra tasse varie e benzina. Una spesa non da poco che va ad incidere sul reddito medio delle famiglie per il 13% circa.

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Le spese degli italiani per l’automobile:

Quindi tra tasse, imposte varie e benzina gli italiani pagano 4.500 euro l’anno di spese per mantenere la propria auto. È importante notare che si sta parlando qui di spese per il mantenimento di una sola automobile: perché se si possiede più di un auto in famiglia (e in Italia non è un caso così raro) le spese per il loro mantenimento diventano addirittura superiori a quelle per mangiare.
I consumi alimentari incidono mediamente per il 19% sul reddito familiare: nel caso di più auto possedute la spesa per il loro mantenimento arriva ad incidere per il 25%. Malgrado questa incidenza piuttosto sostanziale, il tasso di motorizzazione nel nostro paese rimane alquanto elevato: in Italia ci sono 600 automobili ogni 1000 abitanti. In alcune città, come Firenze e Roma, le auto salgono a 700 ogni 1000 abitanti.
Il trasporto privato ci costa 17 volte più di quello pubblico. Che resta poco utilizzato anche per le sue pecche ormai note.

Soluzioni alternative di trasporto: dal bike sharing al car pooling

Tra i motivi di questo attaccamento all’automobile malgrado i costi elevati vi è anche la scarsa qualità del trasporto pubblico in Italia; in alcune grandi città come Roma, la densità di servizio pubblico offerto è abbastanza scarsa: solo 181 km per 100 kmq a differenza dei 600 di Torino e dei 387 di Milano.
A questo va aggiunta la qualità dei trasporti pubblici che, come noto, in Italia scarseggia: l’età media del parco mezzi pubblici italiani continua a salire senza riuscire a garantire adeguato ricambio.
Altre soluzioni potrebbero essere quelle legate all’utilizzo della bicicletta ad esempio: ma come avevamo certificato in passato, nelle grandi città continuano a scarseggiare piste ciclabili e bike sharing. Forse sarà anche per un fatto di cultura ma l’utilizzo della bici in città, rispetto a quanto avviene in altre realtà europee, continua a essere limitato. Solo il 3% degli italiani utilizza il bike sharing.
Ultima nota è quella relativa al car sharing o car pooling: il car sharing è una sorta di noleggio di un auto, un sevizio che consente di prelevare un’automobile in un dato luogo, utilizzarla e riportarla a fine uso presso un parcheggio dove qualcun altro potrà usufruirne.
Il car pooling consiste invece nel condividere la propria auto con altri viaggiatori, anche non conosciuti, dividendo così spese di viaggio e manutenzione. Si tratta di due soluzioni che stanno iniziando ora, con molta fatica, a prendere piede in Italia ma i cui numeri sono anche qui molto indietro rispetto all’estero.
Il car sharing privato è diventato una realtà qui in Italia solo da alcuni mesi, basti pensare a servizi come car2go o Enjoy, e solo in grandi metropoli come Milano e Roma. Il car pooling viaggia soprattutto in rete grazie ad alcuni portali che fanno da punto di incontro tra domanda ed offerta per condividere un viaggio: è il caso ad esempio di Blablacar.
In sostanza, un po’ alla volta qualcosa si muove. Seppur a piccoli passi. Ma d’altra parte gli italiani sono, per tradizione, molto restii ai cambiamenti.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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