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Facebook diventa a pagamento? E in rete esplode il panico

Ci risiamo. Puntuale come accade solo alle stagioni, anche le bufale on line tornano a prendere piede e gettano il panico fra i lettori meno attenti che non si rendono conto che la notizie è trita e ritrita. Ma anche falsa ovviamente.
Si parla delle famigerate fake news; ed a scatenare il panico on line, questa volta, è stato il ritorno di un grande classico delle bufale: Facebook diventa a pagamento dal prossimo mese. È bastato il diffondersi di questa notizia su Whatsapp per mandare in tilt il social network così popolare tra i giovani ma anche le sue quotazioni in borsa. Ma che cosa c’è di vero in questa notizia e come nasce? Scopriamolo insieme nella breve guida di seguito.

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Come funziona Facebook: breve storia

Facebook è forse il più popolare social network che attualmente viene utilizzato in tutto il mondo. Nato da un’intuizione dello studente universitario Mark Zuckerberg che cercava un sistema per mantenersi in contatto con i suoi compagni delle scuole superiori, oggi è diventato una sorta di carta di identità per utenti non solo giovani ma anche attempati.
Non c’è persona, infatti, che non abbia un suo profilo e che non trascorra il suo tempo libero nel cercare un vecchio compagno di scuola o il commilitone ai tempi della leva. Nonostante diversi scandali attraversati dal social network in questi ultimi anni – l’ultimo riguarda la vendita non autorizzata di dati personali degli utenti – Facebook continua ad essere molto utilizzato e ad alimentare un business più che miliardario.

Aprire un profilo Facebook non costa nulla

Il principio basilare di Facebook è quello della gratuità. Infatti registrare un proprio account sulla piattaforma non ha alcun costo e non è previsto alcuno pagamento neanche per le diverse funzioni che la piattaforma mette a disposizione degli utenti.
Una volta registrato il proprio account, è possibile cercare vecchi amici, pubblicare foto e video, postare pensieri e conoscere nuove persone. Il tutto assolutamente gratis. Ovvio allora che periodicamente si scatenino bufale sul passaggio ad una versione obbligatoria a pagamento del social network.
L’uso di Facebook è diventato in tutti talmente quotidiano e a tratti anche compulsivo (alcuni soggetti sviluppano addirittura dipendenza dal web e dai social network) da essere impensabile un suo completo abbandono da parte dei milioni di utenti che lo consultano ogni giorno.

Come nasce la notizia della versione Facebook a pagamento

Chiariamolo subito per evitare che ulteriore panico si diffonda fra gli utenti: Facebook resterà gratuito, almeno per ora e per il prossimo futuro. Tuttavia una base di verità nella notizia questa volta sembra esserci anche se non nei termini ipotizzati dalla rete.
Durante un’audizione effettuata al cospetto del senato statunitense, lo stesso fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha dichiarato che esisterà sempre una versione completamente gratuita del social network. Ovviamente questa affermazione ha scatenato il crearsi di diverse ipotesi e congetture sul reale significato di questa affermazione.
Zuckerberg non ha mai fatto mistero delle sue intenzioni di sviluppare in senso sempre più professionale Facebook. Inoltre i recenti scandali che hanno coinvolto la società di Menlo Park hanno spinto Mark e il suo staff a lanciare uno sguardo nuovo sulla piattaforma e soprattutto sulla sua fonte primaria di ricavo economico.

Il fatturato attuale di Facebook

Attualmente la società proprietaria della piattaforma ha un fatturato annuo di circa 41 miliardi di dollari, gran parte dei quali provengono dalla vendita dei dati personali degli utenti ad aziende pubblicitarie (Google Advertising).
Se all’inizio, però, gli utenti erano molto superficiali nella gestione dei loro dati personali, oggi si sono fatti più smaliziati e chiedono a gran voce sistemi di protezione delle informazioni personali ed esigono conoscere in maniera dettagliata ciò che viene condiviso e con chi.
Innumerevole il numero degli utenti che ha innalzato il livello di protezione dei propri dati su Fb soprattutto all’indomani dello scandalo di Cambridge Analytica. Abbastanza comprensibile, allora, che i vertici di Facebook stiano pensando ad una soluzione alternativa che potrebbe essere quella di attivare un account a pagamento che blindi i propri dati personali dell’utente che lo attiva.

Il futuro di Facebook sarà a pagamento?

Per il momento si tratta solo di un’idea che ha visto, però, un primo piccolo passo di concretezza. Facebook, infatti, ha avviato un sondaggio di opinione all’interno della sua utenza per valutare il gradimento del pubblico per una soluzione di questo tipo.
La questione è riuscire a quantificare il numero di utenti disponibili a pagare per non rinunciare a Facebook e al tempo stesso difendere la propria privacy. Non si tratta certo di una novità assoluta in quanto già Linkedin, il social network professionale per antonomasia, prevede da tempo l’attivazione gratuita dell’account basic ma anche la possibilità di scegliere l’account pro a pagamento che offre la possibilità di usufruire di numerosi servizi aggiuntivi.
Alla presentazione dei dati dell’ultimi trimestre Sheryl Sandberg, chief operating officer di FB, aveva specificato come il social network fosse ormai proiettato al futuro e con la ferma intenzione di trovare anche altre fonti di guadagno alternative allo sfruttamento dei dati personali. Non sono ancora stati resi noti i risultati dei sondaggi avviati e voluti da Zuckerberg ma negli ambienti più illuminati degli uffici di Menlo Park già scommettono sul successo che ancora una volta il colosso dei social network riuscirà a mettere a segno.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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