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Ecommerce, Italia dietro tutta: agli ultimi posti in Europa

Contrordine, come non detto. In passato si era parlato, anche dalle pagine di questo giornale, di come fosse in crescita il dato legato agli ecommerce nel nostro paese. Dati estrapolati nel 2016 da un report diffuso dalla Casaleggio Associati e che poggiavano anche su numeri diffusi nel 2015 da Unioncamere.
Si parlava di una crescita del comparto delle vendite online, a questo ci si riferisce quando si nomina la parola ecommerce, piuttosto generalizzata e diffusa. Nel 2016 si era registrato un +16% rispetto al precedente anno di rilevamento.
Solo che si stava facendo un paragone sul nostro stesso paese, quindi si analizzavano dati riferiti alla sola Italia nel corso degli ultimi anni. E si era effettivamente registrata una crescita. Me non si era tenuto in alcun conto il paragone con il resto d’Europa.
Ci ha pensato la Commissione Ue a farlo e non è stato un bel risultato quello registrato dal nostro paese che risulta essere terzultimo in Europa in quanto ad ecommerce.

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Poche aziende vendono anche online

I dati si riferiscono ai consumi online del 2016 ed evidenziano come soltanto il 29% degli italiani acquisti tramite Internet. Dietro di noi solo Bulgaria e Romania, dato che ci pone al 26esimo posto su scala europea. In testa a questa classifica si trovano Regno Unito, Danimarca e Lussemburgo.
Ad essere basso è anche il dato di aziende con almeno 10 dipendenti che vendono anche online: in Italia sono solo l’11% del totale, sul podio Irlanda, Danimarca e Germania stanno intorno al 30%.
In linea generale nell’area dell’Ue stanno aumentando progressivamente i dati relativi ad acquisti online. Anche in Italia come abbiamo visto, anno dopo anno il dato aumenta pur restando distante dai paesi del resto d’Europa.
Resta lontano poi il numero legato alla spesa online per abitante: nel 2015 l’Italia si poneva alla quart’ultima posizione seguita solo da Bulgaria, Ungheria e Romania.

Quali ecommerce in Italia?

Sul fondo della classifica a livello europeo quindi; ma focalizzandoci comunque sul nostro territorio soltanto, quali sono i settori che caratterizzano l’ecommerce in Italia? Si parla soprattutto di abbigliamento e non soltanto made in Italy.
Una tendenza equamente diffusa senza distinzione di sesso: se una volta erano soprattutto le donne a rivolgersi ad acquisti legati a tale settore, oggi uno dei segmenti più in crescita è quello dell’abbigliamento uomo.
Resta salvo quanto si era detto in passato in riferimento alla tendenza degli italiani di utilizzare il proprio smartphone per effettuare acquisti online. Addirittura a livello europeo siamo in cima alle classifiche per quanto riguarda l’uso dei telefonini intelligenti per fare shopping.
Dopo l’abbigliamento, i settori di ecommerce più diffusi in Italia sono i viaggi, in particolare il segmento degli aerei; i libri, un po’ a sorpresa vista la crisi del settore e partendo dal dato che vede gli italiani come non troppo inclini alla lettura; gli articoli sportivi e gli hotel.

Settori con più segnalazioni da parte dei consumatori in Europa

Tornando ai dati contenuti nello scoreboard sui consumi online della Commissione Ue, interessante notare come la maggior parte delle denunce ai vari centri di difesa dei consumatori in tutta la Ue riguardi le transazioni con compagnie aeree; quindi quelle riferite al settore abbigliamento, arredamento, prodotti elettronici, servizi internet, strumenti musicali e sport, viaggi.
A fronte di questo il quadro di valutazione complessivo lascia registrare un incremento della fiducia dei consumatori nel commercio elettronico a livello di Ue. Fattore certificato dal fatto che negli ultimi 10 anni il numero di cittadini europei che acquista online è quasi raddoppiata passando dal 29,7% nel 2007 al 55% nel 2017.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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