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Cresce il numero di italiani che lavorano in Australia. Cosa c’è da sapere

Molto spesso capita di nutrire un senso di insoddisfazione per la propria vita, e le cause possono essere molteplici. Tra queste, rientra sicuramente la mancanza di un lavoro ben retribuito e che possa generare serenità per sé e per tutta la famiglia. Sia che si tratti di giovani vogliosi di fare una nuova esperienza lavorativa o di lasciare casa per trovare il loro posto nel mondo, sia che si tratti di adulti formati e alla ricerca di un impiego maggiormente remunerativo, le opportunità all’estero non mancano. Tra i Paesi in via di sviluppo c’è l’Australia, meta gettonata per coloro che rientrano nelle categorie appena descritte, e che assicura determinati standard qualitativi.

I giovani italiani che vanno in Australia a lavorare

Spesso e volentieri i giovani che partono con l’idea di fare un’esperienza lavorativa in Australia finiscono per intraprendere un percorso formativo al college o all’università. Considerando che tale scelta consente di accedere alla possibilità di permanere più a lungo nel Paese, questo approfondimento sulle università in Australia curato dall’agenzia Lae, una delle più autorevoli nel settore, può risultare molto utile per chi sta riflettendo su un’opportunità del genere.
Per tentare di far fronte alla qualità non troppo elevata del presente, si adottano delle soluzioni inizialmente drastiche, ma che in futuro riusciranno ad appagare le esigenze personali. Ragion per cui, cercare un lavoro in Australia è un’azione saggia e ponderata. Per saperne di più: ecco quanto tempo si può stare in Australia per lavoro, a seconda dei visti.

Visto Working Holiday

Inizialmente si potrebbe optare per un visto più “leggero”, ovvero il visto Working Holiday. Grazie a quest’ultimo si può restare in Australia per un anno, il che è comunque ottimo per i più giovani che intendono fare un’esperienza da inserire nel proprio curriculum. Si può scegliere di lavorare per un anno o di alternare 6 mesi di vacanza con altri 6 dedicati ad un impiego; tuttavia, non si può lavorare un anno intero per lo stesso principale, quindi si dovrà cambiare eventualmente.

Con lo Sponsor Visa, o TSS Temporary Skill Shortage, un lavoratore qualificato ha la possibilità di essere impiegato da un’azienda o da un qualunque datore di lavoro per un massimo di 4 anni. Ciò significa che, con tale visto, il governo approva l’attività in questione. Tuttavia, ci sono dei requisiti da soddisfare per ottenere lo Sponsor Visa: la professione praticata deve rientrare nella Combined List of Eligible Skilled Occupations; bisogna dimostrare di avere un alto livello di inglese (magari possedendo una certificazione IELTS); presentare un curriculum idoneo per gli standard e le normative del Paese.
La questione può risultare ancora più complessa, poiché il datore di lavoro che assume uno straniero deve anche dimostrare un fatto, ovvero che nessun cittadino australiano sia in grado di ricoprire le stesse mansioni. Ecco perché, tra i lavori più diffusi per gli stranieri ci sono quelli appartenenti alle categorie della ristorazione e dell’edilizia. Chiaramente il prezzo per un visto del genere è parecchio alto, ma almeno lo si paga una volta sola per poter contare su un soggiorno che va dai 2 ai 4 anni.

Skilled Visa

Lo Skilled Visa, o Skilled Independent Visa, è il visto più ambito dai lavoratori essendo permanente. Siccome ci sono troppe varianti, tra cui lo stato nel quale si risiede, la presenza eventuale di un datore di lavoro coinvolto e la tipologia di progetto, è consigliato affidarsi ad un agente di immigrazione.
I requisiti sono gli stessi da presentare per richiedere lo Sponsor Visa, ma per ottenere un visto permanente bisogna anche svolgere uno skills assessment, affinché vengano esaminate le qualifiche e le esperienze che si hanno. Ma per riuscire ad avere questo visto ci possono essere anche altre due opzioni: svolgere per 4 anni una professione che rientra nella Medium Long Term Strategic Skill (con Sponsor Visa); oppure si può ottenere una Partner Visa, qualora il proprio partner abbia la cittadinanza australiana.

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