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Bonus bebè in arrivo: cos’ è e come richiederlo

Sta per prendere il via il bonus bebè, un contributo a sostegno delle famiglie meno abbienti che lo stato eroga con la finalità di “incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno”.
Un provvedimento che già in passato l’Italia aveva sperimentato con modalità differenti rispetto a quella attuale; avevamo parlato del bonus bebè del 2010 in riferimento alle polemiche sulla Lega Nord dato che un suo sindaco aveva stabilito di concedere il bonus solo a bimbi con entrambi genitori italiani.
Nel 2011 avevamo raccontato la paradossale vicenda di chi il bonus bebè era stato obbligato a restituirlo: ben 8mila famiglie italiane che erano state costrette a rendere la somma percepita, circa 1.000 euro, a causa di certificazione sbagliata del proprio reddito.
Tornando alla stretta attualità, il decreto attuativo entrato in vigore in data 10 aprile 2015 rende operative le modifiche al bonus bebè contenute nella legge di stabilità 2015.
Sarà adesso compito dell’ INPS rendere disponibili, sul proprio sito internet, i moduli per accedere al contributo riservato naturalmente a determinate categorie sociali di cittadini. Andiamo a vedere nello specifico come funziona il bonus bebè e chi può usufruirne.

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Caratteristiche del bonus bebè:

La cosa più importante è naturalmente l’importo: la cifra che verrà erogata sarà di 960 euro annui per ogni figlio nato o adottato nel triennio 2015, 2016 e 2017, sensibilmente meno di quella concessa in passato. Naturalmente non tutti potranno accedere al contributo; il bonus bebè sarà esclusivamente rivolto a famiglie con reddito/ISEE fino a 25.000 euro annui.
Nel caso di famiglie particolarmente indigenti il cui reddito/ISEE non supera i 7.000 euro, il bonus bebè salirebbe a 1.920 euro annui. Più del doppio. Il contributo può essere richiesto per figli di cittadini italiani, non italiani ma comunitari, o extracomunitari purchè muniti di permesso di soggiorno. Il beneficio può decadere nel caso venga meno uno dei requisiti essenziali per l’ottenimento.
Nell’ eventualità è il genitore stesso che dovrà comunicare all’ Inps il venir meno dei requisiti con conseguente decadenza del beneficio. Se questo non viene fatto tempestivamente il rischio è, oltre all’interruzione dell’erogazione, di dover rendere le somme percepite indebitamente.

 

Come richiedere il bonus bebè:

Il contributo viene corrisposto dall’ INPS previa domanda telematica che deve essere presentata da uno dei due genitori: lo steso istituto di previdenza ha tenuto a precisare che varranno esclusivamente le domande presentate su modelli ufficiali e via web.bonus-bebè-2015-Inps
È necessario presentare una domanda per ogni singolo figlio per il quale si richiede il bonus e il possesso dei requisiti va confermato tramite autocertificazione allegando relativo ISEE.
Una volta ricevuta la domanda, l’ente agisce in due modi diversi a seconda della tempistica entro la quale la stessa è stata presentata:

  1. domanda presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall’ ingresso in famiglia del bambino adottato: come data per l’ inizio dell’ erogazione del contributo fa fede la data di nascita o adozione;

  2. domanda presentata oltre questo periodo: l’ erogazione del contributo parte dalla data di presentazione della domanda stessa.

Quanto costerà il bonus bebè allo Stato?

Ultimo aspetto importante da analizzare è quello relativo alla spesa per il bonus bebè: fattore non da poco quando si parla di soldi pubblici. La previsione di spesa per erogare il contributo è di 202 milioni di euro per il 2015; 607 milioni per il 2016; 1.012 milioni per il 2017. Per un totale di 1.821 milioni di euro complessivi nel triennio.
Si parla di previsioni di spesa che potrebbero subire, da qui in futuro, modifiche più o meno sostanziali.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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