Per le attività industriali, il concetto di comfort termico sui luoghi di lavoro andrebbe sempre preso con serietà, essendo sottoposto a responsabilità legale. La temperatura degli spazi, in particolare quelli interni, è infatti soggetta a condizioni particolari come quelle legate all’uso dei macchinari.
Quando è troppo alta oppure è troppo bassa, oltre a indurre una produttività inferiore fino al 15%, stando alle statistiche più recenti, espone i lavoratori a un maggiore rischio di infortuni e perdita di concentrazione.
Il comfort termico, in Italia, rientra tra i temi oggetto di disciplina da parte del legislatore. La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 81/08, il quale porta con sé la necessità di adempiere a requisiti di natura microclimatica in termini di umidità, temperatura, radiazione termica e velocità dell’aria. Non basta disporre condizioni ottimali nella fase iniziale, occorre monitorare tali fattori in maniera continuativa.
Tra gli strumenti più efficaci per una corretta gestione del comfort termico presso le aziende troviamo i raffrescatori industriali: macchinari certificati e versatili, in grado di assicurare standard superiori nel segno della sostenibilità. Permettono infatti di abbassare la temperatura e di purificare l’aria senza l’uso di sostanze nocive, come avviene nei normali dispositivi in cui vengono impiegati i gas refrigeranti.
In questo articolo parliamo di:
UE, F-gas e comfort termico
L’Unione Europea, con il Regolamento UE 2025/573 ha bandito ufficialmente i cosiddetti F-gas, per i quali è in atto una profonda transizione, soprattutto in ambito industriale.
Le nuove policy vanno in una direzione chiara, nel segno dello sviluppo sostenibile: ridurre l’adozione di gas così inquinanti e che detengono un impatto concreto sull’ambiente.
Tutto questo a favore di gas meno nocivi e capaci di detenere un basso potenziale per quanto concerne il riscaldamento globale. Il passaggio è quindi quello di refrigeranti dal cosiddetto basso GWP. Un discorso che vale in particolare per i macchinari di nuova installazione.
La sostenibilità dei raffrescatori evaporativi
I raffrescatori evaporativi industriali rappresentano una valida alternativa rispetto agli apparecchi di concezione tradizionale perché non si avvalgono di gas refrigeranti.
Alla base c’è infatti un principio diverso, più semplice e al contempo più efficace: il meccanismo fa leva sull’evaporazione dell’acqua. Ciò risulta possibile grazie a componenti quali pannelli bagnati, torri evaporative e ventilatori industriali.
L’acqua viene raffreddata senza che sia necessario adoperare sostanze nocive, come sono appunto gli F-gas. L’apparecchio è in grado di abbassare la temperatura in maniera 100% green, garantendo un flusso d’aria fresco e pulito, in linea con le disposizioni in vigore per gli ambienti industriali di grandi dimensioni.
I benefici dei raffrescatori industriali
I raffrescatori industriali permettono di gestire la temperatura interna degli spazi in maniera semplice e green, grazie a un contenimento alla radice delle emissioni industriali inquinanti.
A ciò aggiungono un ricambio ottimale dell’aria, un’elevata praticità di fruizione nella quotidianità, un’aria più salubre e una continuità termica superiore. Hanno inoltre costi contenuti di manutenzione. Sono dunque una soluzione nel segno del risparmio e dell’efficientamento energetico tra le più attuali e performanti.