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Legittima difesa: lo scontro sulla legge

Sta riscaldando gli animi come era facilmente prevedibile la questione legata alla legittima difesa; un tema che da sempre porta divisioni vista la sua sostanziale importanza.
In Italia la legittima difesa è regolamentata dall’art.52 del codice penale che afferma come “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.”
Una norma che in sostanza lascia al giudice ampia discrezione di valutare caso per caso la proporzionalità della difesa per capire se questa possa essere considerata commisurata al pericolo o, viceversa, smisurata.
Ecco allora che la legge ha sempre diviso i vari schieramenti tra chi auspica meno margine di decisione per i giudici e vorrebbe cambiare la norma sulla legittima difesa; e chi reputa, invece, che così come è la legge vada più che bene.

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Il testo del Pd che modifica l’articolo 59:

Dov’è il centro della questione delle ultime ore in Parlamento e cos’è che ha esacerbato così tanto gli animi? Tutto nasce da un testo di riforma della legittima difesa presentato dal Pd, precisamente dal responsabile Giustizia David Erminiche in un emendamento ha proposto la modifica non dell’art.52 del Codice Penale di cui sopra, bensì dell’art. 59 che si riferisce esclusivamente alle circostanze del reato.
Le modifiche presentate riguarderebbero l’esclusione della colpa dell’ agente se l’errore riferito alla situazione di pericolo e ai limiti imposti è conseguenza di un grave turbamento psichico ed è causato, volontariamente o colposamente, dalla persona contro cui è diretto il fatto.

Lo scontro Lega Nord / Pd:

L’emendamento quindi non tocca minimamente l’articolo 52 del codice penale che disciplina la difesa legittima. Si continua a lasciare un margine di discrezionalità al magistrato non consentendo alla vittima di una rapina, come vorrebbero i fautori di una modifica del suddetto articolo, di difendersi dall’aggressione o dalla concreta minaccia di morte qualora tale rapina avvenga nella propria casa o nel proprio negozio.
Diritto di difesa che dovrebbe poter essere esercitato senza rischiare di essere indagati o arrestati per decisione del giudice a causa di un eccesso colposo di legittima difesa.
A pensarla così è parte dell’opposizione, in particolare la Lega Nord autrice della prima proposta di riforma nei fatti molto più permissiva e con maggiori tutele nei confronti di chi spara per difendere se stesso e la sua famiglia.
Non si parlava, in questa proposta della Lega, di proprietà privata; in sostanza ci si focalizzava esclusivamente sull’incolumità fisica del soggetto vittima di eventuale minaccia e dei suoi familiari.

Lo scontro in Parlamento:

Tutto questo ha portato ad uno scontro in Parlamento: il governo stesso si è diviso sull’emendamento in questione e alla Camera è tornata in discussione la legge.
L’ Idv, pur con soltanto i suoi tre parlamentari, ha appoggiato il governo Renzi ed ha al riguardo attirato l’attenzione sulla loro legge di iniziativa popolare che ha già raccolto circa 200mila firme.
Il Nuovo centrodestra, partner di governo del Pd e il cui esponente Enrico Costa è ministro della Famiglia già vice della Giustizia, vorrebbe chiedere a Renzi una revisione in quanto il testo non convince.
La sua proposta, che ha fatto molto discutere, è di tenere in considerazione la presenza di bambini sul luogo di una rapina come fattore di valutazione. La necessità di difenderli, questo è il ragionamento, dovrebbe essere considerata già sufficiente per giustificare la legittima difesa.
Uno scontro sul testo che è destinato a proseguire ancora per un po’ data la portata del tema che si va a trattare.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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