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Il disegno di legge Pillon, cosa prevede

Il disegno di legge Pillon sta generando grandi proteste in tutta Italia: un provvedimento messo in cantiere dall’esponente politico leghista teso a riformare l’istituto dell’affido condiviso, il mantenimento diretto e a fornire garanzie in tema di bigenitorialità.
Il tutto rischia in effetti di provocare la prima vera crisi nel rapporto tra una fetta rilevante di società e governo Conte. Nelle ultime ore si è tenuta anche una manifestazione di protesta in piazza da parte delle donne. Andiamo a vedere più nel dettaglio cosa prevede il disegno di legge Pillon.

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Perché il disegno di legge Pillon provoca tante proteste

Simone Pillon è un avvocato leghista già noto alle cronache come organizzatore del Family Day. Si tratta di una precisazione doverosa, tale da aiutare a capire meglio la posta messa in gioco con il disegno di legge recante il suo nome. Il provvedimento, approdato in commissione Giustizia del Senato lo scorso 10 settembre, si propone infatti di introdurre nel nostro ordinamento la mediazione familiare obbligatoria.
L’articolo 7 va a stabilire per le coppie con figli che decidono di separarsi il ricorso obbligatorio ad un mediatore cui è affidato il compito di aiutarli a trovare un accordo nell’interesse dei minori. Se il primo incontro sarà gratuito, gli altri saranno a pagamento sulla base di tariffe stabilite dal Ministero della Giustizia. Un punto che ha già procurato a Pillon l’accusa di voler favorire la categoria cui appartiene, quella degli avvocati.

Cosa accade in caso di separazione consensuale

L’articolo 10 invece prevede che, in caso di separazione consensuale, i genitori di figli minori debbano dare vita ad un “piano genitoriale concordato” che oltre a toccare tutti gli aspetti della vita sociale degli stessi porterà infine alla scomparsa dell’assegno forfettario di mantenimento, sostituito da una cifra calcolata ad hoc sui bisogni dei figli.
L’articolo 11 provvede invece a stabilire che il minore dovrà passare almeno di dodici giorni al mese, presso i genitori, a meno di accordi intercorsi tra loro, oltre a conservare il diritto di intrattenere rapporti significativi con ascendenti e parenti di ciascun ramo genitoriale.
Altro passo controverso è quello relativo all’alienazione genitoriale, teoria introdotta negli anni ‘80 dallo psichiatra Richard Gardner, e presa spesso in considerazione nelle aule di tribunali, anche in Italia.
L’articolo 17 stabilisce che il giudice possa punire tentativi di indurre il minore a disconoscere l’altro genitore con provvedimenti che possono arrivare sino al risarcimento del danno e alla perdita della responsabilità genitoriale.

Critiche al disegno di legge Pillon

Come si può immaginare il fatto che il provvedimento vada a toccare una materia così complessa ha spinto molti settori ad accusare Pillon di muoversi in ottica maschilista, andando in particolare a sfavorire le donne che siano oggetto di situazioni critiche, soprattutto quelle esposte ad abusi e violenze.
Altro punto critico è proprio quello rappresentato dall’aspetto economico, tanto da spingere alcuni osservatori a preconizzare un piano volto a indurre il coniuge scontento a non intraprendere il processo di separazione anche se giudicato ormai improcrastinabile. Accusa che trova alimento anche nelle dichiarazioni dello stesso Pillon, il quale non ha nascosto le sue preferenze per l’’indissolubilità del matrimonio.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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