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Sondaggi politici, Exit Poll, Proiezioni: significato e differenze

Si sono concluse da poco le elezioni presidenziali negli Usa e, per venire alla situazione nostrana, per mesi si è parlato del tanto atteso e dibattuto referendum sulla riforma costituzionale.
Ebbene, senza entrare nello specifico dei due avvenimento, ogni volta che c’è una qualche tornata elettorale all’orizzonte tornano, puntuali come orologi svizzeri, i famosi sondaggi con proiezioni, intenzioni di voto ed exit poll.
Visto che spesso viene dato un grande risalto a questi fattori, pur se talvolta si rivelano essere non del tutto attendibili, soprattutto parlando di previsioni, cerchiamo di capire meglio quello di cui si sta parlando.
A cosa ci riferiamo quando si parla di intenzioni di voto, exit poll, proiezioni e dati reali? Quali sono le differenze tra questi strumenti? E, soprattutto, quanto possono essere attendibili?

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Sondaggi politici sulle intenzioni di voto:

I sondaggi politici vengono utilizzati oggi per conoscere le intenzioni di voto degli elettori prima di una tornata elettorale. Che siano elezioni o anche un referendum, come nel caso di quello costituzionale in Italia.
Questi sondaggi servono a far capire le intenzioni di voto di un bacino elettorale e quindi vanno a palesare il grado di apprezzamento o di disaffezione verso un esponente politico, un partito, una legge o quant’altro.
Nel concreto i sondaggi sulle intenzioni di voto vengono realizzati a campione e per questo è importante che seguano determinate regole: su tutte, il numero degli intervistati.
Per avere un minimo di credibilità ovviamente, un sondaggio elettorale dovrebbe essere effettuato su un tot di elettori: solitamente mai sotto i mille. Al di sotto di questa soglia di intervistati, la credibilità sarebbe poco o nulla.

Come vengono svolti i sondaggi elettorali sulle intenzioni di voto?

Importante anche che il campione analizzato sia il più eterogeneo possibile, in riferimento a età; genere sessuale; classe sociale; localizzazione geografica; grado di istruzione degli intervistati.
I sondaggi sono quindi, in ordine di tempo, i primi a comparire durante una tornata elettorale: perchè rappresentano l’intenzione di voto di un bacino di elettori, quando ancora i seggi sono chiusi.
Paradossalmente quindi, non hanno molta credibilità dato che gli intervistati non necessariamente potrebbero dire la verità sulla loro intenzione di voto: ma finiscono per avere un peso nell’influenzare gli altri elettori, soprattutto quelli indecisi.
I sondaggi elettorali svolti dai grandi istituti di indagine demoscopica (in Italia i più noti sono Demos, EMG, Ipsos di Pagnoncelli, ISPO, Piepoli, Tecné, IPR) vengono infatti diffusi su giornali e organi di informazione maggiori. E ovviamente possono influenzare gli elettori.

Gli Exit Poll: cosa sono e livello di affidabilità

Passiamo poi agli exit poll: la traduzione orientativa in italiano dovrebbe essere ‘sondaggi all’uscita dei seggi’. E questo sono, nell’essenza. Domande effettuate su un campione di utenti immediatamente all’uscita del seggio, dopo aver votato.
In sostanza chi realizza l’intervista chiede all’elettore per chi ha votato. Quello che si ottiene dagli exit poll, che avvengono lo ricordiamo mentre la votazione è ancora in corso, è quindi un’idea generica del risultato finale. E veniamo alla domanda fatidica: gli exit poll sono affidabili?
Ovviamente, come si sarà capito in base a quello che è il funzionamento di questo strumento, gli exit poll non sono del tutto affidabili. Questo perché viene intervistato solo un campione di elettori, non tutti ovviamente. E chi viene intervistato tra l’altro, no è detto che affermi il vero o voglia dire per chi ha votato.
Questo è in sintesi il funzionamento e il livello di affidabilità degli exit poll. Strumento non affidabile ma comunque attivo in una fase già più concreta, ovvero a votazione in corso, rispetto ai sondaggi sulle intenzioni divoto.

Le proiezioni: elaborazione di dati reali

Le proiezioni sono invece effettuate in una fase successiva rispetto agli exit poll: se questi, come detto, avvengono all’uscita della cabina elettorale, con le votazioni ancora in corso, le proiezioni invece vengono effettuate durante lo spoglio e si basano sulle schede già scrutinate.
Quello che ne emerge è quindi una proiezione, per l’appunto, del risultato finale. Il che rende lo strumento delle proiezioni più attendibile rispetto agli exit poll perché si sta palando qui di voti reali, già controllati dagli scrutatori.
Tuttavia anche le proiezioni non possono offrire un livello di attendibilità pari al 100% in quanto avvengono, come per gli exit pool, a campione. In sostanza variano anche a livello geografico e temporale per andare a coprire un campione ampio della popolazione.

I dati reali del Ministero degli Interni:

Ovviamente lo strumento ufficiale e più certo in materia di esito delle elezioni sono i cosiddetti dati reali, vale a dire quelli forniti dal Ministero degli Interni da ogni singolo seggio man mano che lo scrutinio viene portato a termine.
A differenza dei dati reali, sia gli exit poll che le proiezioni, e ancor di più i sondaggi, non hanno carattere dell’ufficialità ne possono fornire garanzie reali su come sia andata l’elezione.
Sicuramente gli exit poll, anche noti come ‘voti di paglia’ proprio per la loro volatilità, sono meno affidabili delle proiezioni, ‘voti di pietra’. E la differenza tra i due strumenti è tutta qui. I dati ufficiali sono, invece, numeri incontrovertibili.

Differenza tra Sondaggi, Exit Poll e proiezioni:

Gli exit pool sono indagini casuali, a campione, effettuate pochi minuti dopo la votazione fuori dal seggio elettorale; le proiezioni sono invece dati raccolti dai cosiddetti ‘inviati’ dei vari istituti di ricerca nei singoli seggi e basati su voti appena scrutinati. Quindi reali.
I sondaggi elettorali sono interviste realizzate prima dell’inizio della tornata elettorale su un campione di utenti in riferimento alla loro intenzione di voto. Tre strumenti distinti anche se, erroneamente, quando si è nel pieno di una qualsiasi votazione, vengono spesso accomunati e confusi tra di loro: soprattutto exit pool e proiezioni.
Ciascuno dei tre, con le rispettive differenze, può avere una qualche utilità per capire come stanno andando le votazioni e finanche influenzare gli elettori; ma si parla comunque di strumenti che, spesso e volentieri, rischiano anche di prendere cantonate colossali.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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