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Poste Italiane: storia e prospettive future

Poste Italiane è una delle principali aziende esistenti in Italia. Nata nel 1862 con il nome di Regie Poste, nella veste di una azienda autonoma cui era affidata la gestione dei servizi telegrafici e postali statali, quindi godendo di una posizione di monopolista, rappresentò la conseguenza dell’unificazione del Paese avvenuta l’anno precedente con l’incorporazione di tutti i servizi postali preesistenti. La sua nascita avvenne sulla base di tre principi ben precisi:

  1. la funzione di servizio pubblico;
  2. l’inviolabilità della propria corrispondenza;
  3. l’unicità della tariffa, fondata sul peso e non sulla distanza.

A favorire il processo di crescita del servizio postale fu in particolare il francobollo, istituito dodici anni prima, cui presto si aggiunsero altri servizi basilari come la cartolina postale, quella illustrata e il pacco.

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Nascita e funzioni delle Poste Italiane

Oltre ai prodotti postali, l’ente si segnalò immediatamente per una serie di servizi finanziari, a partire dal vaglia postale, offerto sin dal suo esordio, con il quale era possibile il trasferimento non solo rapido, ma anche sicuro del denaro.
Il 1875 fu invece l’anno in cui fece capolino la cassa postale, con il corollario dei libretti di risparmio. Sin dall’inizio Poste Italiane ha assunto un ruolo di vero e proprio volano anche per l’economia italiana. Si pensi al proposito che attualmente si attesta poco sotto quota 15mila il numero di uffici postali dislocati lungo tutto il territorio  peninsulare, che provvedono a smistare oltre venti milioni di pacchi e missive di vario genere ogni giorno.

Valore delle Poste Italiane

Anche per quanto riguarda l’aspetto finanziario, l’ente ha assunto le dimensioni di un vero e proprio gigante, tanto che si calcola intorno ai 300 miliardi l’entità dei depositi rastrellati, con oltre cinque milioni e mezzo di conti correnti aperti.
Tra i servizi offerti un ruolo del tutto particolare spetta alle carte prepagate, soprattutto con PostePay, che dopo il suo debutto sul mercato, avvenuto nel 2003, è diventata la più diffusa in assoluto a livello continentale.
Poste Italiane fornisce anche un contributo importante al Paese sotto il livello occupazionale, dando lavoro a oltre 150mila addetti.

Da società pubblica società per azioni

Va però ricordato come nel frattempo sia venuto a mancare proprio uno dei punti fondamentali su cui si era basata la sua crescita, ovvero la funzione di servizio pubblico. Oggi, infatti, Poste Italiane è una Società per Azioni, controllata per il 35% da Cassa Depositi e Prestiti, quotata presso la Borsa di Milano.
Anche i servizi forniti hanno naturalmente assunto una dimensione sempre maggiore e rispondente all’avanzamento tecnologico in atto. Se nei primi anni unitari la posta era affidata a corrieri scortati, a postiglioni che si spostavano grazie ai cavalli e dovevano far fronte al brigantaggio, con il passare del tempo sono sopravvenuti la bicicletta, il treno, l’aereo, le moto e i furgoni.

Digitalizzazione delle Poste e prospettive future

In questo contesto, non poteva mancare la digitalizzazione, concretizzata nel 2010 dall’introduzione della posta elettronica certificata, servizio poi dismesso quattro anni dopo. Tra i servizi più gettonati in tal senso occorre anche ricordare quello di tracciamento della corrispondenza, uno dei più gettonati in assoluto dalla clientela più dinamica.
Il prossimo salto in tal senso sarà quello rappresentato da “Deliver 2022”, il piano strategico messo a punto dal management di Poste Italiane con lo scopo di rispondere in maniera sempre più pressante alla sfida della modernità.
Il piano presentato a Piazza Affari dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, punta a soddisfare ancora meglio le esigenze e le aspettative degli oltre 34 milioni di attuali clienti.

La spedizioni pacchi di Poste Italiane

In questa ottica va visto il rafforzamento del segmento formato da spedizioni pacchi e corrispondenza con Poste Italiane, oltre alla rinnovata attenzione per il commercio elettronico. Per quanto concerne il primo comparto, si prevede il rafforzamento della consegna domenicale, un servizio reso ancora più indispensabile dal fatto che ormai sono sempre più i clienti che decidono di spedire online nel fine settimana, cui occorre dare una risposta all’altezza, anche in termini di velocità.
Anche i servizi finanziari dovrebbero essere oggetto di un notevole potenziamento, puntando in particolare a dare spazio ai prestiti offerti da terzi soggetti e a rendere ancora più solide le basi che hanno consentito al gruppo di assumere la leadership nel ramo Vita.

Necessità di smaterializzare la corrispondenza

Un piano quindi in grado di rispondere agli intensi processi di trasformazione della società italiana, in particolare quelli che stanno smaterializzando la corrispondenza. Rivolto ad un mercato che, occorre ricordarlo, dal 2011 è stato completamente liberalizzato, dando quindi ad altri operatori la possibilità di entrare in concorrenza con Poste Italiane.
Una sfida raccolta dal management del gruppo Poste Italiane, con risultati tutt’oggi molto positivi sia in termini di fatturato che di qualità del servizio offerto.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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