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Periferie di Roma: una polveriera annunciata

Quello che sta accadendo in questi giorni nelle periferie di Roma è soltanto l’apice di una problematica che da tempo riguarda la Capitale; chi conosce la situazione delle periferie romane non sarà stato certo sorpreso di quanto sta succedendo.
Da questo giornale avevamo, in passato, tentato di fornire una panoramica generale del degrado delle periferie di Roma; un viaggio diviso in tante puntate nel corso delle quali ci eravamo recati di persona a verificare il disagio sociale che si vive in quelle realtà. Una per una.
Le criticità dei quartieri periferici di Roma sono tante e tali che non si possono elencare tutte; non era poi così difficile prevedere che prima o poi sarebbe esplosa la protesta. Il disagio che caratterizza quei microcosmi, spaccato di una società gravemente malata, lo si è tentato di nascondere per la serie occhio non vede cuore non duole.
Ma, come noto, mettere la polvere sotto il tappeto per evitare di pulire è operazione sconsigliabile; perché prima o poi risalta fuori. Ecco perché parlare ora è troppo facile e scontato; la gran parte dei media sembra essersi accorta solo adesso del problema che noi avevamo denunciato da tempo.

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Corviale, Bastogi, Quartaccio e Fidene: periferie abbandonate

Alcuni anni addietro, era sindaco Alemanno, a Roma si sparse la notizia che, per riqualificare le periferie, si stava pensando alla costruzione di nuove chiese.
In che modo questo potesse portare alla valorizzazione e riqualificazione delle periferie romane aiutandole a uscire dal degrado che vivono non ci fu dato sapere. Certo è che, prendendo spunto da quella proposta, girammo molte delle periferie interessate per capire se l’ ipotesi poteva trovare terreno fertile.tor-sapienza
Più che un bisogno di fede e preghiera tuttavia, quello che riscontrammo fu una necessità assoluta e impellente di servizi basilari per migliorare la vita di chi in periferia ci vive quotidianamente.
Avevamo descritto la condizione di degrado di Corviale, il Serpentone; dove una chiesa esisteva già e non sembrava certamente essere il centro della vita del quartiere. Così come a Bastogi, noto per la criminalità, dove la gente ci aveva portato in giro per farci vedere la sporcizia e il degrado nei quali erano costretti a vivere.
Sporcizia e mancanza di servizi essenziali che avevamo riscontrato anche in altre periferie come il Quartaccio, un vero e proprio quartiere fantasma tra baracche abusive e mancanza di illuminazione; e poi ancora l’ incuria a borgata Fidene, dove la gente era costretta a pulirsi le strade da sola (Borgata Fidene, degrado e rabbia).

Un’esplosione facilmente prevedibile

Altre situazioni borderline che avevamo raccontato erano quelle del famigerato Bronx di Torrevecchia, del Laurentino 38 o di Primavalle, dalle quali era evidente un sentimento di rabbia e disagio per una situazione di degrado sociale oltre che un senso di abbandono totale da parte delle istituzioni.
Sono passati alcuni anni da quei nostri reportage di denuncia ma la situazione non è cambiata; anzi è peggiorata al punto che, come era facile da prevedere, sta deflagrando inesorabilmente. Nè attualmente sembrano esserci al comando timonieri in grado di prendere decisioni coraggiose e, soprattutto, utili per alleviare la condizione di disagio costante.
Il finale, o quantomeno il proseguo della storia sembra tristemente scritto; alcune problematiche sono ormai entrate a far pate dei gangli vitali della società e sembrano difficilmente estirpabili. Questa volta, a differenza della denuncia di alcuni anni fa sul degrado delle periferie, speriamo vivamente di sbagliarci.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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