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La Banca del Tempo: dove il denaro non serve

In un momento di forte crisi economica dove la tendenza volge sempre di più verso l’individualismo e la rinuncia a coltivare i propri hobby, troppo spesso gravosi per i nostri portafogli già provati, esiste “un’isola” che promuove lo scambio, la reciprocità, il dedicarsi ai propri interessi e, perché no, la possibilità di stringere nuove amicizie. Il tutto a costo zero.
Si tratta della Banca del Tempo, un’idea che ha trovato forma agli inizi degli anni ‘90 e, regolamentata dalla legge 53 del 2000, si è diffusa a macchia d’olio in tutta la penisola vista la geniale intuizione di scambiare saperi e soprattutto capacità tra le persone. Il valore di tali servizi non è quantificato in denaro, bensì in tempo.
La Banca del Tempo è un’organizzazione che va a soddisfare sia i bisogni materiali, cioè le esigenze quotidiane che ogni famiglia ha, sia quelli immateriali come il bisogno di compagnia o l’allargare la rete delle conoscenze.

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Come funziona la Banca del Tempo

Il funzionamento è semplice e quasi simile al baratto. Ciò che si sa fare viene messo a disposizione per poter chiedere, all’occorrenza, un’altra prestazione per la quale non si possiede il tempo o la capacità. L’elenco delle attività offerte è assai lungo e lo si può dividere in due macro categorie. La prima riguarda le faccende della vita quotidiana (la spesa, i bambini, gli anziani…); la seconda tratta lo scambio dei saperi. È da sottolineare che in questo secondo gruppo i saperi sono messi sullo stesso piano senza alcuna relazione economica (fotografia, pittura, cucina, computer…).
Si va dunque dal giardinaggio al corso di tedesco, dall’organizzazione di feste al disbrigo di pratiche d’ufficio. Se sono brava in cucina, per esempio, in occasione di un compleanno preparerò una torta per il festeggiato e quando ne avrò bisogno sarò accompagnata all’aeroporto visto che non ho la patente. A calcolare l’ammontare di ore se ne occuperà la banca che registrerà, come un vero contabile, i debiti e crediti di ogni iscritto.
Due gli elementi salienti da evidenziare; innanzitutto il carattere saltuario delle prestazioni. Riferendosi all’esempio precedente, preparare una torta per un’occasione non significa assumersi la responsabilità di cucinare quotidianamente per qualcun altro. Il secondo invece tratta la regola di fondo che vige in tutte le Banche del Tempo, cioè lo scambio.

Scambio equo di servizi e saperi

A differenza del Volontariato –che prevede l’aiuto a senso unico– i soggetti qui in relazione devono essere attivi e la solidarietà che circola nelle Banche del Tempo è reciproca ed alla pari. Il tempo scambiato è misurato in ore da 60 minuti e non esistono distinzioni di ceto, professione, condizioni economiche o genere delle singole persone.
Al nostro giornale la dott.ssa Grazia Pratella, vicepresidente della Associazione Nazionale Banca del Tempo (BdT) e presidente del coordinamento BdT Milano e provincia, racconta come fare:
“l’iscrizione è molto facile, ci si reca presso la Banca del Tempo più vicina – sono diffuse in modo capillare su tutto il territorio (ndr) – e si sostiene un colloquio in cui si spiega cosa si è bravi a fare e di cosa si ha bisogno; il candidato, se lo desidera, può mettere a disposizione quante capacità vuole; compila dunque la scheda di iscrizione completa di documento. A quel punto seguiranno momenti di socializzazione finalizzati alla conoscenza reciproca degli iscritti. Si procede quindi alla richiesta e all’offerta.”

Come una banca, ma ci si scambiano saperi

Questo quindi l’approccio iniziale all’utilizzo della banca. “La Banca del Tempo – prosegue la dott.ssa Pratella – è un luogo piacevole dove si mettono in rete i servizi che una persona preferisce fare. C’è per esempio una signora che si offre di stirare, le piace, in cambio riceverà altre prestazioni”.
In quanto alla contabilità la vicepresidente chiarisce che funziona come una banca vera e propria, “chi ha ricevuto il servizio emetterà un assegno in tempo e chi lo andrà a incassare si troverà a credito di quel tempo; potrà godere di un servizio anche di tempo superiore da un terzo iscritto e si troverà quindi in debito della differenza. Debito che potrà estinguere in un secondo momento con un servizio offerto a un quarto e così via. Ogni correntista ha un libretto d’assegni, un conto corrente e un estratto conto”.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Laura Fedel

Giornalista, speaker radiofonica.... appassionatamente curiosa.

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