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Celiachia: cos’è e come curare l’intolleranza

E’ nota anche come “malattia celiaca” e consiste in un’ intolleranza al glutine, una sostanza a base di proteine che si trova soprattutto nel grano, nei cereali e nei loro derivati.
Oltre al grano dunque è anche nel frumento, nell’orzo, nel farro, nell’avena, nella segale e anche in quei cereali molto usati per i piatti esotici come il kamut (un tipo di grano di origine egiziana), e il greuken (grano greco) nonché il seitan, che è praticamente un derivato del glutine. Il glutine si palesa quando questi alimenti vengono a contatto con l’acqua, quindi negli impasti di pane, pizza, pasta, dolci, che sono colonna portante della dieta mediterranea.
Tale intolleranza è di tipo permanente anche se può rimanere latente per molti anni finché non compaiono sintomi molto seri o non viene alla luce a seguito di esami del sangue. Per essere più precisi la celiachia non può definirsi propriamente una “malattia” in quanto i presupposti per verificarsi sono la predisposizione genetica (per tale motivo è detta autoimmune) e la presenza del glutine. In assenza di quest’ultimo infatti l’aspetto patologico non si verifica.

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Come si manifesta la Celiachia:

L’incidenza della celiachia nel nostro paese è quantificabile in circa l’1% della popolazione, con un rapporto di 1 su 150 e colpisce in misura molto maggiore le donne. L’intolleranza al glutine si manifesta fattivamente con un’abnorme risposta immunitaria di cellule che si trovano nell’intestino tenue.
Tali cellule permettono l’assorbimento dei nutrienti da parte dell’organismo in un tratto d’intestino che è lungo circa 5 m. Qui si trovano delle sporgenze, i cosiddetti “villi intestinali” che hanno una forma molto somigliante a un dito mignolo ed è da qui che vengono sintetizzate le vari sostanze necessarie alla sussistenza.
Il corpo in definitiva riconosce come nemiche le proteine del glutine e reagisce con una poderosa infiammazione che può anche portare a gravi problemi di salute. E’ innegabile che, quando al corpo vengono a mancare determinati nutrienti essenziali, questo ne soffre e, se ci si riferisce in particolare al glutine, il cervello è il primo organo a farne le spese seguito dal fegato.
Quando l’intolleranza al glutine diventa cronica i villi intestinali possono anche danneggiarsi gravemente creando le basi per ulteriori malattie, anche gravi come il cancro. Il fenomeno è particolarmente serio nei bambini, che necessitano di abbondanti sostanze nutritive per i processi di sviluppo e di crescita psicofisica. Al riguardo uno studio recente condotto dal Dipartimento di Pediatria dell’Università La Sapienza di Roma, pubblicato sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition ha evidenziato come anche i bambini in sovrappeso potrebbero soffrire di celiachia.

Come curare la celiachia:

La penuria di nutrienti diventa molto problematica nel caso dell’alimentazione dei bambini che devono trovare cibi alternativi a pasta, dolci, pane, ma cura per la celiachiaanche biscotti, e tutto quello che è fatto con la farina.
Gli esami per diagnosticare la celiachia sono, oltre alla biopsia del tratto intestinale interessato tramite un piccolo sondino introdotto per via orale, anche gli esami del sangue mirati. La diagnosi in mancanza di questi controlli diventa complicata e spesso a rischio di equivoci, in quanto i sintomi di questa patologia possono essere confusi con altre malattie.
La celiachia si combatte principalmente a tavola con la cosiddetta dieta “gluten free”, cioè con alimenti che non contengono il glutine. In tal modo la persona affetta da intolleranza al glutine riesce ad alleviare se non ad annullare i sintomi a tutto beneficio della ricostruzione dei villi intestinali.
Questa parte dell’intestino infatti si può in qualche modo ripristinare se la patologia viene diagnostica in tempo e in giovane età. In tal modo il danneggiamento arrecato si attenua, a patto che il paziente non assuma farmaci che possano controbilanciare una dieta senza glutine e portare comunque problemi all’intestino.
I villi intestinali impiegano circa 6 mesi per tornare a funzionare normalmente secondo quando riferisce il National institute of diabetes and digestive and kidney diseases, ma non nel caso di malati di lungo corso.

Dieta gluten free e cibi alternativi:

I sintomi che invece si manifestano anche dopo aver smesso di mangiare alimenti con il glutine scompaiono in periodi relativamente dilatati, anche fino a 2 anni, se si tratta di pazienti che si sono accorti di avere questa intolleranza molto tardi. Dieta gluten free
A differenza del passato, seguire oggi una dieta gluten free per un celiaco non è più complicato perché i supermercati più forniti si sono attrezzati con appositi comparti dove trovare alimenti che non contengono questa proteina. Sulle confezioni d vari prodotti è anche riportata la dicitura “gluten free”.
Oltre a evitare alimenti primari quali pane, pasta, pizza, biscotti e tutte le merendine e o prodotti industriali che potrebbero contenerlo, basta imparare a leggere le etichette. Se non si è sicuri conviene evitare e optare per cibi “alternativi” lavorati con farine di riso, di soia o di legumi.

Una dieta senza glutine è uno stile di vita

E’ diventato anche più facile riuscire a pranzare o cenare fuori casa, in quanto esistono i ristoranti che prevedono nella loro carta un menu dedicato “gluten-free”. Lo stesso vale per le mense e in ogni caso bisogna imparare a conoscere approfonditamente quali sono quei cibi che non contengono il glutine. Tra questi le verdure, i legumi, la frutta, il riso, la carne e il pesce freschi, le uova.
Una dieta senza glutine quindi deve diventare un vero e proprio stile di vita e non deve essere avvertita come una costrizione, in modo da evitare stress ed essendo felici di evitare seri problemi di salute. Per chi vuole conoscere ancora meglio alimenti dedicati ai celiaci può informarsi anche sui siti istituzionali o su quelli specializzati nella celiachia.
Non esistono veri e propri farmaci per la cura della celiachia, che comunque non si può eliminare definitivamente, ma possono essere assunte alcune vitamine (B12, B, K), folati, ferro e anticorpi mirati per attenuare i sintomi.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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