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Ebook: riparte la battaglia sull’ iva al 4%

Ebook e iva

Con il motto o, per dirla con un termine più al passo con i tempi, con l’hashtag #unlibroèunlibro riparte la battaglia per la riduzione dell’iva sugli ebook: una questione che da tempo viene dibattuta e che adesso potrebbe trovare ulteriore slancio anche a seguito dell’appoggio arrivato nelle ultime ore da parte del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.
Una battaglia che l’Associazione italiana editori, l’Aie, ha lanciato da alcune settimane riscuotendo un discreto successo e adesioni trasversali (unlibroèunlibro): no alla discriminazione verso gli ebook, questo il motto che accompagna lo slogan scelto per una rivendicazione che da anni si tenta di far valere.
Si perché la vicenda dell’ iva sul prezzo finale degli ebook è una questione che prende il via alcuni anni fa: da quando questi misteriosi oggetti hanno iniziato a diffondersi anche nel nostro paese con l’obiettivo, per certi versi quasi impossibile, di surrogare i classici libri cartacei. Se una sostituzione sembra ancora non prevedibile, tuttavia un affiancamento dei due diversi prodotti è, da molti, auspicato; anche in virtù della crisi che ormai da anni attanaglia il mercato dell’editoria e che potrebbe trovare un seppur flebile sollievo proprio nei moderni ebook.

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Gli ebook in Italia:

La digitalizzazione selvaggia degli ultimi anni ha prodotto gli ebook; libri elettronici cui si può accedere tramite computer o altri dispositivi mobili quali tablet, smartphone ecc…
Una novità che porta vantaggi misti, come in tutti i casi di innovazione tecnologica, a polemiche e prese di posizione degli intransigenti legati al passato. Il vantaggio è indubbiamente quello di poter avere a disposizione, grazie semplicemente ad un piccolo dispositivo di lettura, una biblioteca sterminata di titoli da portarsi dietro.
Certo non è la stessa cosa di sfogliare un libro materialmente, sentirne l’odore e la consistenza della carta, averlo nella propria libreria come elemento di arredo. Ma forse il sorpasso non ci sarà mai. Le due cose possono essere viste come complementari.
Fatto sta che gli ebook stanno iniziando a diffondersi anche in Italia; sempre a piccoli passi, come da tradizione nostrana, ma comunque qualcosa si muove (Ebook: la situazione in Italia).
I supporti tecnologici indispensabili per la lettura di un ebook stanno, d’altra parte, vivendo un boom di vendite; basti solo pensare al proliferare di tablet, smartphone e finanche gli e-reader (il dispositivo specifico che consente di caricare e leggere gli ebook); le vendite di quest’ultimo sono salite nel corso dell’ ultimo anno di quasi il 35%.
Secondo i dati forniti proprio dall’ Associazione italiana editori, nel 2013 è cresciuto il numero relativo alla lettura digitale; +18%, a fronte di un calo della lettura classica cartacea del 6,1%. Inutile poi aggiungere i dati sulla crisi degli editori, in particolare quelli medi e piccoli, che sono ormai noti da anni.

La questione dell’iva sugli ebook:

A leggere questi dati, si può concludere che gli ebook potrebbero rappresentare una piccola sponda per consentire al mercato dell’editoria di continuare a galleggiare; la questione che ha portato alla protesta dell’ Aie e che da tempo viene posta all’attenzione dell’opinione pubblica è quella relativa all’iva.
Se i classici libri, quelli cartacei, godono di un’ iva agevolata fissata al 4%, viceversa gli ebook vengono, secondo una normativa Ue, assimilati a servizi elettronici andando quindi a prevedere il trattamento fiscale ordinario pari al 22%. Perché c’è questa differenza di trattamento tra i libri cartacei e gli ebook?ebook-e-cartacei
Prima di tutto per quanto detto sopra; ovvero gli ebook sono equiparati a prodotti tecnologici, come i videogiochi ad esempio, e non a prodotti di cultura come i libri cartacei. Concedere il regime di iva agevolato per gli ebook potrebbe aprire una breccia anche in altri settori. Inoltre nel caso di un cartaceo l’acquisto riguarda la proprietà in toto mentre per gli ebook si acquista spesso e volentieri esclusivamente una licenza d’utilizzo.
Partendo da questa contingenza, è nata la protesta dell’ Aie che ha trovato ora la sponda del ministro della Cultura Franceschini; il quale ha affermato di voler trasformare l’hashtag #unlibroèunlibro in un vero e proprio emendamento per abbattere quello che viene considerato un trattamento discriminatorio.
Perché, secondo quanto sostengono i fautori dell’iniziativa prendendo ad esempio lo slogan scelto, un libro è sempre e comunque un libro; senza distinzione di genere o di formato.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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