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Italia e lavoro: la disoccupazione crescerà ancora

Il mercato del lavoro italiano è più che mai vittima della crisi economica con un tasso di disoccupazione record che influisce direttamente, come ovvio, anche sulla capacità di spesa delle famiglie; ebbene questo dato non solo non accenna a migliorare ma, anzi, nei prossimi mesi dovrebbe salire ulteriormente. Per la serie, al peggio non c’è mai fine.
Secondo una previsione dell’Istat diffusa in queste ore infatti, la disoccupazione in Italia aumenterà costantemente nei prossimi mesi; per tutto il 2013 il mercato del lavoro dovrebbe continuare a manifestare chiari segni di insofferenza ed il tasso di disoccupazione subirà un incremento che porterà il dato all’11,9% ovvero un +1,2% rispetto al 2012.
Ricordiamo che il tasso di disoccupazione è il rapporto fra persone in cerca di lavoro (disoccupati e inoccupati) e totale della forza lavoro (persone in cerca di lavoro e occupati) moltiplicato per cento. Per ottenere l’iscrizione all’anagrafe dei lavoratori e quindi lo status di disoccupato o inoccupato, occorre presentare personalmente al Centro per l’Impiego una dichiarazione d’immediata disponibilità allo svolgimento o alla ricerca di un’attività lavorativa.
Dato che, come facilmente intuibile, non tiene in considerazione quelli che rinunciano a cercare un lavoro perché scoraggiati e convinti di non riuscire a trovare; tendenza che nel nostro paese è in continua crescita se teniamo conto che, nel 2012, sono stati circa 1 milione e 300mila (dati Istat) coloro i quali hanno rinunciato alla ricerca di un lavoro.

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Disoccupazione: le previsioni per il futuro

Tornando ai dati sul tasso di disoccupazione e detto della previsione relativa al 2013, la situazione non appare più rosea per l’anno successivo ovvero il 2014; secondo le previsione dell’Istat infatti, la crescita dei disoccupati proseguirà anche per tutto il prossimo anno e ciò malgrado il fatto che per il 2014 si prevede moderato miglioramento delle condizioni generali dell’economia.
Ma questo, ammonisce l’Istat, non significherà una diminuzione della disoccupazione, tutt’altro; se il 2014 segnerà un lieve incremento del Pil, trainato prevalentemente dalla domanda interna, contestualmente si faranno sentire gli effetti dell’ aumento di persone in cerca di un’attività, fenomeno che dovrebbe verificarsi per tutto il 2013 e che farà salire anche il tasso di disoccupazione. E questo avrà ripercussioni anche nel 2014 con il tasso di disoccupazione previsto al 12,3%. In sostanza, il mercato del lavoro farà fatica ad adeguarsi alla ripresa economica che inizierà timidamente a farsi sentire a partire dal 2014.
I dati in ribasso non riguardano solamente il mondo del lavoro, ma anche altri due importanti indicatori, primo tra tutti quello relativo alla spesa delle famiglie; secondo l’Istat, questo campo non invertirà la tendenza negativa per tutto il 2013. Si prevede anche una contrazione ulteriore pari all’1,6%. Nel 2014 il dato potrebbe tornare a crescere facendo quindi segnare una lieve ripresa dei consumi attestabile in un +0,4%.

 

Retribuzioni ferme:

Il secondo indicatore che segnerà un segno meno è quello relativo alle retribuzioni, che resteranno al palo mostrando una dinamica piuttosto moderata nei prossimi mesi; +1%, nel 2013 e +1,3% nel 2014.
Una situazione, come si vede, molto critica e che mostra tutta la sua gravità se incrociata con altri dati, quelli relativi al numero di suicidi dovuti alla crisi economica ed alla perdita del lavoro; secondo le stime del Servizio per la prevenzione del suicidio dell’ospedale S. Andrea di Roma, in Italia ci sarebbe stato un aumento 10-15% di suicidi legati alla crisi negli ultimi due anni, concentrato nella popolazione in età lavorativa, oltre che un + 40% di richieste di aiuto pervenute nei primi tre mesi del 2013 al Centro. Richieste che, si sottolinea, arrivano da dipendenti che hanno perso il lavoro o rischiano di perderlo e da imprenditori che devono affrontare un fallimento.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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