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Criptovalute, la situazione regolamentazione in Italia

Un settore che negli ultimi anni è stato spesso e volentieri al centro di dibattiti ed interesse da parte dell’opinione pubblica per svariati motivi. Tutto è partito con il Bitcoin, prima moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo che divenuto poi famoso con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.
L’obiettivo era quello di costruire un sistema di pagamenti alternativo che consentisse il trasferimento anonimo tramite web. E nel tempo il meccanismo ha iniziato a prendere piede in modo deciso al punto che sono nate tantissime altre criptovalute, termine con il quale si vanno proprio a designare le monete virtuali.
Oggi sul mercato sono diversi gli strumenti associati a questi asset, sempre più sotto la lente di ingrandimento al punto che quasi tutti i paesi stanno iniziando a regolamentarli ed, alcuni, addirittura a vietarli. Cerchiamo di capire cosa sta succedendo all’interno di questo settore, con l’aiuto del portale di riferimento Criptovalute24.

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I rischi per chi investe in Criptovalute

Negli ultimi mesi si è iniziato a parlare, anche in Italia, dei rischi connessi al mondo delle criptovalute: circa un anno fa Bankitalia parlò di bolla speculativa con riferimento alle monete virtuali mettendo quindi in guardia gli investitori. L’elemento di pericolo risiede principalmente in un fatto ormai acclarato: queste valute per la loro caratteristica principale, quella di essere anonime, finiscono per diventare spesso e volentieri irrintracciabili, quindi di sfuggire a qualsiasi controllo a monte.
Tra l’altro sempre per le loro peculiarità, le monete virtuali alimentano le frodi ed il mercato nero attirando gli interessi di terroristi o di chi deve riciclare denaro. La necessità è quella di un quadro che sia sovranazionale, una cornice armonica di regole e leggi uguali per tutti. Cosa non semplice dato che si parla sempre e comunque di uno strumento decentralizzato, mentre si è abituati a fronteggiare sistemi centralizzati.

Regolamentazione delle Criptovalute

In sostanza le criptovalute esistono in rete ma non hanno alcun controllo da parte di governi e banche nazionali o sovranazionali. Ecco perché il loro utilizzo per attività illecite tende a proliferare. Ma la diffusione è ormai capillare e non ci si può più girare dall’altra parte; aneche i governi lo hanno compreso e stanno iniziando ad agire di conseguenza.
Si pensi al casi di Cina e Corea del Sud, che hanno dichiarato guerra alle criptovalute. Così come l’India che, notizia recente, sta valutando di mettere a punto una legge che preveda una pena detentiva di 10 anni per i cittadini che detengono o che si occupano di criptovalute. Strumenti che, per loro natura, nascono come mezzo di pagamento svincolato dai tradizionali circuiti bancari e che per questo sono di difficile controllo. Tuttavia è ormai evidente a tutti che una regolamentazione a monte è più che mai necessaria e ci si sta muovendo in questa direzione.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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