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Conto corrente gratis o a basso costo: cosa prevede la legge

Si è tornato a parlare molto di conti correnti in questi ultimi giorni. Se, infatti, da una parte si è ampiamente discusso della vera e propria stangata che si starebbe per abbattere sui titolari di conto corrente bancario, dall’altra va notato come proprio questo strumento finanziario stia per regalare una buona notizia ai consumatori.
E’ ormai sul punto di diventare realtà il conto corrente gratuito o comunque a costi estremamente limitati prefigurato dal decreto legislativo 15 marzo 2017, il quale va a recepire una direttiva emanata dall’Unione Europea nel 2014.
La direttiva in questione, in particolare, imponeva a tutti gli istituti bancari operanti sul vecchio continente di assicurare alla propria utenza la possibilità di aprire un conto corrente con il quale poter dare vita alle operazioni di routine senza doversi sobbarcare costi proibitivi.

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Chi può richiedere un conto corrente gratis o low cost

Si tratta di una decisione a favore di una gran massa di cittadini che rispettino determinati requisiti e che, ormai da tempo, hanno deciso di rinunciare a tale strumento proprio in considerazione dell’onerosità dei costi.
Nello specifico potranno usufruire di questo strumento agevolato cittadini con un Isee al di sotto degli 11.600 euro annui; e pensionati con un trattamenti non superiori all’importo lordo annuo di 18 mila euro lordi.
Chi non rientra in queste fasce potrà comunque chiedere di aprire un conto a costi estremamente limitati nel caso non ne abbia già uno attivo.
Occorre poi ricordare che il contratto stipulato tra le parti dovrà riportare con la massima chiarezza possibile dopo quale numero di operazioni scatterà l’obbligo di pagare, quali siano i servizi a pagamento e quale il costo preciso di ognuno di essi.

Cosa si può fare con i conti correnti gratis?

Naturalmente si tratta di conti correnti caratterizzati da un livello di operatività estremamente limitata, ovvero confinata ad alcune operazioni di base, categoria in cui rientrano ad esempio il pagamento di utenze, l’invio e il ricevimento di bonifici o l’accesso al bancomat.
Anche l’iter procedurale che dovrà infine sfociare nell’apertura del conto sarà peraltro ridotto all’osso, limitando al massimo i possibili fastidi di carattere burocratico che spingono molti possibili utenti a optare per altri strumenti finanziari.
Considerato come ormai da tempo nel nostro Paese le associazioni dei consumatori lamentino i costi troppo alti collegati ai conti correnti, si tratta sicuramente di una buona notizia, anche in considerazione del fatto che ormai per alcune categorie, ad esempio i pensionati, è praticamente obbligatorio disporne al fine di poter ricevere l’emolumento mensile.
Una necessità che non risparmia poi i tanti lavoratori atipici che magari vengono pagati al termine del progetto concordato con il committente tramite bonifico.

Quanto ci costano i conti corrente ordinari

Una buona notizia per una miriade di consumatori, se si pensa che proprio i costi comportati dalla gestione di un conto corrente sono sotto accusa ormai da lungo tempo nel nostro Paese.
Basti pensare che per un conto corrente in grado di garantire una certa operatività occorre sobbarcarsi le spese relative al canone fisso, all’imposta di bollo (si paga nel caso la giacenza media vada ad oltrepassare i 5mila euro, ammontando a 2,85 euro al mese, oppure a 8,55 ogni trimestre), alle commissioni che gravano su alcune operazioni (non in tutti gli istituti bancari), all’estratto conto e all’invio cartaceo di informazioni.
Il totale di tutte queste voci, secondo un report emesso di recente dalla Banca d’Italia, ammonta mediamente a circa 78 euro, contro i 15 comportati invece dai conti correnti online. Un totale che peraltro continua ad aumentare di anno in anno, come è successo nel corso degli ultimi dodici mesi, quando l’aumento dei costi è stato di poco superiore all’euro.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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