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Gli eroinomani in Italia, sempre più giovani e acculturati

Un focus sugli eroinomani presenti in Italia utile a rivelare alcuni aspetti importanti ed a superare luoghi comuni sulla materia; l’eroina, derivato della morfina che iniziò a comparire in Italia a partire dagli anni ’70, è una droga tra le più utilizzate nel mondo ed è nota per la sua azione rapida oltre che per la pericolosità che la contraddistingue, come avevamo in passato certificato in una intervista ad uno dei massimi esperti in materia, Massimo Barra.
La sua è una forza letale di notevole impatto dato l’alto rischio di morte per overdose legato al suo utilizzo; a ciò va aggiunto che l’eroina può causare trasmissione del virus Hiv (oltre ad altre malattie) tramite la condivisione delle siringhe indispensabili per iniettarsi il liquido nelle vene.
L’eroina è la droga per eccellenza secondo molti, una realtà scomoda da affrontare ed accostata spesso a stereotipi difficili da superare. GfK Eurisko, un importante istituto operante in Italia nelle ricerche sul consumatore, ha tracciato in una ricerca l’ identikit degli eroinomani che frequentano i Sert in Italia.

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Sert in Italia, servizi per tossicodipendenze

I Sert (Servizi per le Tossicodipendenze) lo ricordiamo, sono i servizi pubblici del Sistema Sanitario Nazionale dedicati alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione delle persone che hanno problemi conseguenti all’abuso di sostanze stupefacenti (droghe o alcol) che generano dipendenza dalle stesse. Sono attivi in ogni distretto sanitario ed attualmente, in Italia, sono all’incirca 500.
Secondo lo studio GfK Eurisko effettuato su un campione di 387 pazienti, sono circa 100mila gli eroinomani che frequentano i Sert in Italia; sono sempre più giovani sotto i 29 anni (il 34%), acculturati (il 44% ha una laurea), o inseriti nel mondo lavorativo (il 50% circa), quindi non ai margini della società.
Un ritratto differente da quello che si è soliti immaginare quando si parla di eroinomani e che, di conseguenza, va a mutare anche la tipologia di approccio alla cura; non soltanto centri per le tossicodipendenze, ma una cura diffusa, che avvenga anche al di fuori con l’affido del farmaco.

Oppiacei, metadone e farmaci per curare la tossicodipendenza

L’affido del farmaco fu introdotto dal decreto del Ministero della salute 16 novembre 2007 “Consegna dei medicinali per il trattamento degli stati di tossicodipendenza da oppiacei da parte delle strutture pubbliche o private autorizzate ai pazienti in trattamento”, e stabilì che i farmaci sostitutivi per la dipendenza da oppiacei possono essere affidati direttamente al paziente (o ad altre persone da questi delegate compresi gli operatori della struttura residenziale che ha in cura il paziente), per un periodo massimo di 30 giorni.
Tornando a quanto diffuso dallo studio GfK Eurisko, a quest’ultima tipologia terapeutica (affido del farmaco) accederebbe ben il 71% dei pazienti; cifra che scende sotto il 50% se si prendono a riferimento soltanto i più giovani, considerati maggiormente instabili e quindi inadatti a quel tipo di approccio.

Terapia dell’ affido del farmaco

Parlando della terapia dell’affido del farmaco, il giudizio dei medici è piuttosto positivo: tra i 100 consultati da Eurisko (sparsi in tutta Italia) che hanno sperimentato questo approccio terapeutico su loro pazienti, la percentuale di voto in termini di efficacia da 1 a 10 è di 6,7. Solamente in 23 casi il voto espresso è stato insufficiente.
Un approccio diverso alla problematica della tossicodipendenza quindi, e che sembra dare i suoi frutti in termini di riscontri tanto per i medici quanto per i pazienti; la terapia dell’affido del farmaco infatti sembrerebbe essere importante per portare il paziente a condurre nuovamente una vita normale, senza la ghettizzazione nella quale rischiano di essere confinati coloro che vengono identificati, spesso anche brutalmente, con il termine di ‘drogati’.

Eroina ma non solo

Secondo le interviste realizzate da Eurisko nell’ambito della ricerca, ¾ dei pazienti trattati con l’ affido del farmaco abita in famiglia, solo il 2% è senza fissa dimora mentre l’ 1% sta in luoghi protetti come il carcere; il 26% ha figli (soprattutto pazienti over 44), il 61% del totale dichiara di non avere problemi fisici ma, semmai, di soffrire di patologie psicologiche quali ansia, insonnia, depressione o improvvise manifestazioni di violenza.
Da segnalare come i problemi della tossicodipendenza non siano legati esclusivamente all’uso di eroina: l’80% degli eroinomani in cura infatti, ha abusato anche di canapa; il 75% di cocaina; 65% di alcol e, tra i giovani sotto i 30 anni, il 49% ha fatto uso di ecstasy.

Uscire dalla tossicodipendenza

Ultimo dato importante relativo alla ricerca Eurisko è quello relativo ai farmaci per curarsi dalle dipendenze; il 98% dei pazienti afferma di conoscere tali farmaci, soprattutto il metadone (98%). Importante in questo dato la percentuale di giovani under 30 che conoscono tali rimedi.
Dati importanti ma che non bastano a cancellare definitivamente le difficoltà di un percorso così critico come quello per uscire dalla tossicodipendenza: il 14% dei pazienti infatti vive una crisi di astinenza mentre il 43% sente ancora il desiderio di drogarsi. Percentuale che, tra i giovani, sale fino al 50%.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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