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Matteo Renzi e la settimana di Sanremo

Settimana di passione questa che sta scorrendo per tutti gli italiani: c’è il festival di Sanremo e la formazione del nuogo governo. Cosa vuol dire non farsi mancare nulla. Comunque niente paura tutto regolare. Tutto come al solito.
Infatti ci sono gli habitué della balaustra e poi la Litizzetto con gli ovvi e sgangherati doppi sensi che oramai sono telefonati e Fazio Fabio sempre ben impegnato nella parte del  bravo ragazzo. Al solito sgusciante come un’anguilla. Ma poiché ognuno sa farsi del male a piacimento e come crede questo è quello che tocca agli italiani. Anche se qualcuno pare rinsavire e infatti già in due milioni hanno mollato il colpo e hanno altri programmi su come impegnare la serata. Beati e fortunati.
Settimana durissima, comunque, anche quella di Matteo Renzi. Era partito alla grande facendo fuori in quattro-e-quattro-otto Enrico Letta. Prima l’aveva rassicurato con #enricostaisereno e poi l’ha spappolato neanche fosse fatto di pongo contando a squarciagola: «andava a cento all’ora per veder la bimba sua, ye-ye, ye-ye.» E già si vedeva a Palazzo Ghigi con tanto di ministri. E invece no. Sanremo dura una settimana e anche la formazione del nuovo governo deve durare una settimana.

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Napolitano e le indicazioni a Renzi:

Quindi ci ha pensato Napolitano, dopo la partenza a razzo del giovane virgulto fiorentino, a dargli una calmata. E poiché Napolitano è pure napoletano e amante della canzone napoletana ma rock l’ha accolto in Campidoglio cantandogli «tu vo fa l’americano, mmericano mmericano siente a me chi t’ho fa»  doppiandolo poi per riportarlo alla realtà con «Tu vuò fa l’americano mmericano mmericano ma sei nato in Italu! Siente a mme non ce sta niente a ffa o kay napolitan.»
Prima Napolitano l’ha obbligato ad aspettare lunedì per avere l’incarico, nonostante il Renzino avesse il motore a mille, quindi l’ha invitato a sottoporsi con calma al rito delle consultazioni: con il rischio che gli si rompessero i pistoni. Che se non si sono rotti un po’ si sono incrinati. Ma Palazzo Chigi val bene l’ incrinatura dei pistoni e in qualche modo l’ha scavallata. Poi è arrivato, con largo anticipo per lui, il mercoledì delle ceneri che gli ha imballato il motore.

Prima Berlusconi e Grillo: Rensi snobbato

La mattina è stato con Berlusconi e i suoi due capigruppo: Brunetta e Romani che però non san cantare allora per porre rimedio alla pecca Berlusconi, vecchio chansonnier ha invitato il Renzi a sette minuti di cheek to cheek durante i quali con la sua voce suadente gli ha ha cantato il refrain di “Cinque minuti” vecchio successo di Maurizio dei New Dada (http://www.youtube.com/watch?v=aLBc0PasZHA). Maurizio al Berlusconi è sempre piaciuto sia per l’altezza sia per la massa di capelli.
Ma poiché il Berlusconi Silvio è un ometto dotato di fantasia ha leggermente adattato il testo che è diventato: «cinque minuti per noi poi anche tu mi salverai, quattro minuti per noi poi anche tu mi aiuterai, solo un minuto per noi guarda che bell’aiuto mi dai”. E poi come non bastasse: la barzelletta.
Quindi è arrivato Grillo che l’ha fatta facile e in sostanza gli ha detto Matteo sei un buono manovrato da cattivi. Che è come dire essere un pupazzo. Il tutto tradotto in sanremese suona così « tu ti fai girar tu ti fai girar come fossi una bambola, che ti buttan giù poi ti tiran su come fossi una bambola» Che da Grillo tutto sommato ci sta. Ma quello che al povero Renzi ha scaricato del tutto le batterie sono stati gli ultimi 120 minuti passati con Napolitano.

Renzi e il Festival di Sanremo

In serata il Presidente della Repubblica ha spiegato che a comandare è sempre lui. La vecchia politica. Matteo ha cercato di reagire con timido «nuntereggaepiù.» Ma il Presidente da sempre estimatore di Celentano, molleggiando sulle ginocchia gli ha urlato: «tre passi avanti e crolla il mondo beat, una meteora che fila e se ne va, ragazzo svegliati ehi cosa fai mi lasci per andare con uno che ti mette nei guai.»
Adesso Renzi ha promesso che terrà la testa a posto e presenterà il governo sabato. Giusto uno zik prima della fine del festival di Sanremo mentre tutti i suoi gli cantano «su Matteo non aver paura di sbagliare un calcio di rigore non è da questo particolare che si giudica un calciatore -e poi tra loro si dicono- il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette e il prossimo anno giocherà con la maglia numero 7.» (http://www.youtube.com/watch?v=WVv0HbQdidY)
Tra i cantanti ci sono tutti i vecchi volponi di una volta, anche D’Alema, che pure è stonato. Ma nella settimana del festival di Sanremo non si può stare a guardare il capello.

Pubblicato in Satira

Scritto da

Castruccio Castracani

Blogger satirico, polemico, dadaista, ghibellino, laico, uomo d'arme e di lettere - Il Vicario Imperiale

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