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Legge sui partiti: quali novità in arrivo

E’ scontro nelle ultime ore tra il PD ed il Movimento Cinque Stelle riguardo alla questione dei dissidenti. Mosso probabilmente anche dal caso Capuozzo a Quarto, il Movimento di Grillo, con un comunicato pubblicato da La Stampa, ha reso noto che i dissidenti del movimento nelle elezioni di Roma saranno soggetti ad una sanzione pecuniaria.
Il Partito Democratico, invece, di risposta a questa norma imposta dai grillini, ha espresso la volontà di far firmare la legge sui partiti che garantisca la democrazia interna agli stessi.
Il Movimento Cinque Stelle, con la decisione di istituire questa sanzione per i dissidenti, intende chiaramente difendere la sua immagine dopo alcune vicende che ne hanno messa in crisi la reputazione nel Paese.

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La mossa del Movimento 5 Stelle:

In effetti, oltre alla ormai nota vicenda di Quarto, negli ultimi tempi l’immagine del partito pulito, ligio, che doveva rappresentare il Movimento Cinque Stelle è venuta un po’ meno forse proprio a causa della crescita del partito stesso.
Con questa decisione, quindi, il leader Grillo e Di Battista intendono dare un segnale all’Italia che i Cinque Stelle hanno un proprio codice che deve essere rispettato da chiunque faccia politica presentandosi come suo esponente. Ma la risposta del Partito Democratico è altrettanto forte: il vicesegretario Guerini ha dichiarato che sanzioni di questo tipo rasentano il ridicolo e confermano l’esigenza di approvare la legge sulla democrazia interna dei partiti. Ma cos’è, in particolare, questa legge sui partiti?

Cosa dice la legge sui partiti:

La legge sui partiti ipotizzata da Guerini è un provvedimento volto a regolamentare la libertà degli associati ai partiti secondo quanto è espresso nell’articolo 49 della Costituzione.
La nostra Costituzione dice chiaramente che “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Il Partito Democratico, attraverso la firma di Guerini, intende fare leva proprio su quella parte dell’articolo che recita “con metodo democratico”. Stando a quanto espresso da Guerini e dai suoi sostenitori, si tratta di un procedimento legislativo che mira a garantire la libertà di pensiero e quindi di dissidenza degli appartenenti ad un partito.
In poche parole, riferiscono i democratici, la legge di Guerini intende garantire una fetta di democrazia del Paese, che con atti come quello di Grillo sui dissidenti rischierebbe, sempre secondo loro, di andare perduta.

Principali nodi della legge sui partiti:

Quali sarebbero i principali nodi della legge sui partiti allo studio da parte del Pd? Si tratta principalmente di 4 punti:

  1. Ogni partito deve avere personalità giuridica e uno Statuto proprio che rispetti i principi di democrazia e rispetti le minoranze interne. E in effetti questo punto sembrerebbe proprio studiato per andare contro al Movimento 5 Stelle.

  2. Lo Statuto dovrà essere consegnato alla commissione della Camera.

  3. I partiti devono presentare bilanci nazionali certificati da società specializzate.

  4. Nell’ipotesi di controversie il partito dovrà accettare ogni decisione della Magistratura.

Una serie di provvedimenti che, secondo molti, sarebbero appositamente studiati per mettere i bastoni tra le ruote al Movimento 5 Stelle.

La questione sindaco di Roma:

Disegni di legge affini sono stati già presentati alla Commissione Affari Costituzionali, ha detto Guerini, ma con questo codice di comportamento instaurato da Grillo è ora di dare un’accelerata per regolamentare il tutto.
Il dibattito al momento è acceso, perché la questione è molto sentita ed è destinata a far parlare di sé a lungo, come sta accadendo per la legge sui diritti civili. In gioco in realtà c’è una buona fetta di governo per Pd e Movimento Cinque Stelle, che sono destinati infatti a contendersi il Campidoglio alle elezioni di Roma.
Dopo il caos delle dimissioni di Marino e tutto ciò che si è portato con sé dal punto di vista mediatico, la gente attende con ansia le elezioni nella Capitale ed averne il governo può rivelarsi un grande successo politico per le fazioni in lotta.
In più, data la confusione che regna nel Centro-Destra con la possibile eliminazione di Marchini fra i candidati, i favoriti per il governo di Roma sono proprio i Cinque Stelle ed il PD.
Tale questione è una sorta di scontro nello scontro, con il fine strategico di arrivare meglio alle elezioni comunali di Roma.

Il codice di comportamento anti-dissidenti del M5S:

Tornando al cosiddetto decalogo, ovvero al codice di comportamento anti-dissidenti presentato dai grillini, la mente dietro al provvedimento sarebbe in questo caso proprio quella di Casaleggio.
Come ha dichiarato la deputata Roberta Lombardi, la firma del documento non sarebbe altro che una conferma dell’impegno morale che si è preso iscrivendosi al partito. “Astenersi perditempo” ha detto la politica romana.
Stando alle parole degli esponenti del Movimento, è un atto che intende unificare tutte le voci che fanno parte del Movimento in un’unica forza. Qui, però, entra in gioco un’altra questione: i Cinque Stelle, proprio in quanto “libera associazione di cittadini”, non si ritengono un partito vero e proprio e sono a favore del cosiddetto vincolo di mandato.

Il vincolo di mandato:

Il vincolo di mandato è quella condizione per mezzo della quale i parlamentari devono votare in linea con ciò che esprime il proprio partito. L’articolo 67 della Costituzione boccia il vincolo di mandato e garantisce la libertà di pensiero degli appartenenti ad un partito.
Ciò è quello che, indirettamente, intendono affermare anche gli esponenti del PD con la loro proposta di legge sui partiti. I grillini, dall’altra parte, sono sempre stati favorevoli al principio del vincolo di mandato.
Come ha espresso Grillo in un post sul suo blog, un candidato può mentire agli elettori e poi fare tutt’altro di ciò che ha dichiarato; con il vincolo di mandato ciò non è possibile, in quanto un’eventuale malafede del candidato risponderebbe prima al Partito stesso.

Cosa accadrà nei prossimi giorni:

In conclusione, il tema della legge sui partiti è destinato a far discutere ancora, in quanto le forze politiche in campo sono potenti ed hanno degli interessi precisi che chiaramente vanno al di là della semplice approvazione del disegno di legge.
Nelle prossime settimane ci saranno sicuramente degli sviluppi su cui bisognerà tenersi aggiornati e verificarne le conseguenza sul sistema politico.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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