Nelle aule di tribunale si decidono i destini, ma è fuori da esse che si gioca la partita della consapevolezza, forse quella più importante. In un’epoca segnata da una cronaca nera sempre più stringente e dalle nuove, insidiose frontiere del crimine digitale, la figura dell’avvocato sta cambiando pelle. Non più solo un difensore tecnico che interviene a danno fatto, ma una guida strategica capace di decriptare i segnali d’allarme prima che si trasformino in tragedia.
È questa la filosofia che muove l’attività forense dell’Avvocato Valerio Russo, professionista che ha scelto di far convergere il diritto penale e le dinamiche familiari in un unico, inscindibile fronte di tutela. Dal Foro di Salerno ai palcoscenici digitali di Instagram e LinkedIn, il suo obiettivo è di trasformare la conoscenza legale in una forma di difesa preventiva, specialmente per i soggetti più fragili come i minori. In questa intervista, esploriamo il sottile confine tra legge e realtà umana, tra Codice Penale e sfide del Deepfake.
In questo articolo parliamo di:
Diritto penale e diritto di famiglia
Avvocato, lei opera in un campo dove il confine tra diritto penale e dinamiche familiari è spesso molto sottile. Perché ha scelto di far convergere queste due specializzazioni e come si intrecciano nella tutela dei soggetti più fragili, come i minori?
Ho scelto di far convergere diritto penale e diritto di famiglia perché spesso le questioni giudiziarie non sono mai isolate: un episodio di violenza domestica, di maltrattamento o di abuso si riflette su tutto il contesto familiare, e soprattutto sui minori.
Comprendere le dinamiche familiari mi permette di tutelare non solo la posizione legale del mio assistito, ma anche di proteggere chi è più fragile, come i bambini, intervenendo con misure preventive e consigli pratici che limitino il danno futuro
Spesso si pensa all’avvocato come a qualcuno che interviene “dopo”, quando il danno è fatto. Lei però parla spesso di divulgazione e prevenzione. In che modo la conoscenza del diritto può essere una forma di difesa prima ancora di entrare in tribunale?
Conoscere il diritto significa saper riconoscere i segnali di pericolo, evitare comportamenti rischiosi e tutelarsi prima che si arrivi a un contenzioso. La divulgazione non è solo teoria: informare le persone sui propri diritti, sulle procedure e sulle conseguenze legali di certi atti è una forma di prevenzione concreta, perché permette di agire correttamente e di proteggere sé stessi e i propri cari prima che sia troppo tardi.
Sulla mia pagina Instagram e LinkedIn pubblico regolarmente contenuti pensati per aiutare cittadini e famiglie a orientarsi prima di arrivare in tribunale.
Figura dell’avvocato e uso dei Social
A tal proposito, quanto conta oggi per un avvocato essere presente e attivo sui social, e come usa le sue pagine Instagram e LinkedIn per educare e prevenire problemi legali?
Oggi la presenza sui social è fondamentale per un avvocato che vuole essere vicino ai cittadini anche fuori dall’aula di tribunale. Io utilizzo le mie pagine Instagram e LinkedIn per condividere contenuti informativi, rubriche legali e aggiornamenti su temi di diritto penale e tutela dei più fragili.
L’obiettivo è offrire strumenti concreti di prevenzione, aiutare le persone a conoscere i propri diritti e a muoversi con consapevolezza prima ancora di trovarsi in una situazione critica. Credo che la divulgazione responsabile sia oggi una delle forme più efficaci di protezione legale.
Assistiamo a una cronaca nera sempre più densa di episodi di violenza di genere e domestica. Spesso si invoca più carcere, ma lei che vive il Foro di Salerno, qual è il vero anello debole della catena che impedisce di fermare la violenza prima che diventi tragedia?
Il problema non è solo la pena, ma l’individuazione precoce dei segnali di allarme e l’efficacia degli strumenti di protezione. Troppe volte le vittime non denunciano per paura, vergogna o mancanza di supporto.
Il vero anello debole è quindi la prevenzione: occorre una rete capillare di ascolto, sostegno e intervento immediato, in cui avvocati, forze dell’ordine e servizi sociali collaborino per intervenire prima che la violenza esploda.
Lei afferma di voler essere innanzitutto un conoscitore dei fatti prima di applicare la norma. Perché, nel diritto penale e di famiglia, l’ascolto del cliente e l’analisi del contesto concreto valgono a volte più della citazione testuale di una legge?
Ogni caso è unico. La legge fornisce strumenti, ma senza capire il contesto reale, le relazioni, le paure e le motivazioni delle persone coinvolte, non si può scegliere la strategia giusta. L’ascolto approfondito permette di costruire una difesa efficace e di proporre soluzioni concrete, che siano rispettose della legge ma anche umanamente sensate.
Cyberbullismo e Revenge Porn
Parliamo di nuove frontiere: Cyberbullismo e Revenge Porn. Sono reati che colpiscono duramente i giovani. Qual è la sfida più grande nel difendere o tutelare vittime e famiglie in un mondo digitale che corre molto più veloce della burocrazia giudiziaria?
La difficoltà principale è la rapidità con cui i contenuti si diffondono e spariscono, spesso senza lasciare traccia.
Intervenire significa agire tempestivamente, capire la tecnologia, raccogliere prove e allo stesso tempo proteggere la privacy delle vittime. È una sfida continua: le famiglie hanno bisogno di strumenti concreti e di supporto legale rapido, perché in digitale ogni minuto può fare la differenza.
Ricollegandoci ai reati di prima, oggi con l’intelligenza artificiale e il deepfake è facilissimo creare immagini o video falsi per ricattare o umiliare qualcuno. Dal suo osservatorio sui reati informatici, siamo davanti a una nuova arma impropria che le leggi attuali faticano a contenere?
Sì, sono strumenti potentissimi nelle mani sbagliate. La tecnologia avanza più rapidamente della normativa, quindi spesso ci troviamo davanti a vuoti legali o a procedure complesse per far rimuovere contenuti falsi.
Il compito dell’avvocato è combinare conoscenza tecnica e strumenti giuridici esistenti, supportando la vittima in tempi rapidi e tutelandola sia penalmente che civilisticamente.
In un’epoca in cui l’informazione è ovunque ma spesso imprecisa, qual è il consiglio d’oro che darebbe a un cittadino che si trova improvvisamente coinvolto in una vicenda legale e non sa di chi fidarsi?
Il primo passo è non agire d’istinto e non lasciarsi guidare da voci o consigli superficiali. Bisogna rivolgersi a professionisti qualificati, valutare le informazioni con attenzione e chiedere chiarimenti chiari su ogni passaggio.
Conoscere i propri diritti e avere un interlocutore affidabile può fare la differenza tra confusioni e decisioni corrette; nella mia professione essere chiari e diretti con i clienti, ma soprattutto indicare le direzioni da percorrere nei procedimenti da seguire dal mio punto di vista sono le basi per un rapporto di fiducia.