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Caos migranti: chi può avere il diritto d’asilo

Prosegue la questione calda legata ai migranti che arrivano copiosi (e rischiano di esserlo ancora di più a breve) dai paesi in guerra. A Ventimiglia, ovvero al confine con la Francia, è già emergenza da settimane.
Il caos è all’ordine del giorno e riguarda chi tenta la fuga, in questo caso i migranti; e i cosiddetti no borders, movimento nato per protestare contro la condizione dei migranti stessi.
Tra un corteo e l’altro, scontri, proteste, migranti che tentano la fuga dai centri di accoglienza si preannuncia un fine estate piuttosto rovente; e non soltanto dal punto di vista climatico.

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Diritto d’asilo e tipologie di protezione

Si sta parlando di migranti che arrivano da paesi nei quali ci sono guerre, o almeno così dovrebbe essere. Perché poi le cronache raccontano anche di migranti economici. Ovvero in cerca di migliori condizioni di vita dal punto di vista lavorativo.
Per quanto riguarda i migranti con diritto d’asilo, va ricordato che non tutti possono beneficiare di questo diritto. In linea generale è orientato a tutti i cittadini stranieri, esclusi i comunitari. Le tipologie di protezione previste sono 3:

  1. Status di rifugiato: viene concesso a chi deve lasciare il proprio paese in quanto perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un gruppo o opinioni politiche.
  2. Protezione sussidiaria: viene riconosciuta a chi rischia di ricevere una condanna a morte o atti di tortura in caso di rimpatrio nel proprio paese di origine.
  3. Protezione umanitaria: viene riconosciuta su base individuale a seguito della presenza di gravi motivi di carattere umanitario in base ai quli il rimpatrio del migrante costituirebbe per lui un pericolo reale.

Chi sono i migranti a Ventimiglia

Tornando a parlare della situazione al confine, quindi a Ventimiglia, si tratta di migliaia di migranti che tentano di attraversare il confine per raggiungere Francia o Svizzera e che, puntualmente, vengono rispediti indietro viste le norme sui respingimenti applicate da questi due paesi.
Esito di tutto questo, nella città al confine si ammassano oggi migliaia di immigrati bloccati tra il centro di accoglienza temporanea della Croce Rossa, le strutture della Caritas o ripari di fortuna.
Ogni volta che tentano di sconfinare in Francia vengono respinti dalla polizia locale francese che li rimanda in Italia, in quanto primo paese di approdo. Eppure il 90% di loro vede l’Italia come paese di transito e non vorrebbe fermarvisi.
Parlare di migranti è ovviamente generico; ecco perché in base a quanto sopra descritto, diventa importante il riconoscimento. Discernere chi è un emigrante semplice, alla ricerca di migliori condizioni economiche; da chi viceversa potrebbe godere di diritto d’asilo. Anche a Ventimiglia è fondamentale capire che ha fatto richiesta d’asilo e chi è un semplice migrante.

Difficoltà di riconoscimento

Ovviamente si tratta di un qualcosa facile a dirsi; ma difficile a mettersi in pratica. Questo perché gli sbarchi sono molto frequenti e piuttosto corposi in termini di persone.
Chi non fa domanda di richiesta d’asilo o non ne ha diritto, viene collocato in uno dei 5 CIE italiani, Centri di Identificazione ed Espulsione. Dopo la presentazione della domanda di asilo la Questura può decidere se accordarla o meno: in base a questo il migrante potrà finire nei CARA, centri accoglienza per richiedenti asilo, per un tempo limitato; o trattenuto nei CIE qualora non abbia diritto di asilo.
È poi previsto anche un servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) che non rientrano nei casi di accoglienza nei CARA o detenzione nei CIE.
A questi dovrebbe essere garantita l’accoglienza nel Sistema di Protezione. Lo stabilisce una legge, il Decreto n. 140 del 30 maggio 2005, che obbliga i paesi all’accoglienza dei richiedenti che si siano recati in Questura per la presentazione della domanda entro 8 giorni dall’ingresso.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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