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Il CLIL: insegnamento in lingua straniera nei licei

Il 15 marzo del 2010 con decreto del Presidente della Repubblica veniva approvato il regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei: con questo provvedimento si andava a regolamentare il settore scolastico introducendo alcuni importanti novità, quali ad esempio la nuova articolazione dei licei, identificabile in un sistema comprendente i licei artistico, classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico e delle scienze umane, o ancora la riorganizzazione dei percorsi delle sezioni bilingue, delle sezioni ad opzione internazionale, di liceo classico europeo, di liceo linguistico europeo e ad indirizzo sportivo.
In particolare l’articolo 6 del suddetto decreto andava a regolamentare il liceo linguistico stabilendo, tra le altre cose, che “Dal primo anno del secondo biennio e’ impartito l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica, prevista nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse assegnato e tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie…”

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Il Clil nei licei linguistici

In buona sostanza, dal terzo anno del  liceo (dal 2013 solo il linguistico, dal 2014 anche gli altri indirizzi) si andava ad introdurre l’insegnamento in una delle lingue straniere compresa nel piano di studi di una materia non linguistica (secondo le scelte prese dai consigli di classe). Si tratta del metodo CLIL (Content and Language Integrated Learning), in virtù del quale nelle scuole una o più discipline (non linguistiche) vengono apprese impiegando una lingua differente da quella materna.
In virtù di quel provvedimento quindi, a partire dal terzo anno di liceo una materia può essere insegnate interamente in lingua straniera; la novità come detto riguarda inizialmente solo i licei linguistici e, a partire dall’anno 2014 dovrebbe essere estesa a tutte le altre tipologie di licei. In realtà l’introduzione del’insegnamento in lingua di una materia avrebbe dovuto partire già dall’anno scolastico precedente, ovvero 2012/2013, ma i corsi che avrebbero dovuto formare i docenti CLIL sono partiti in ritardo.

Formazione dei docenti e certificazione per l’insegnamento

Si perché dopo aver legiferato in materia introducendo questo nuova tipologia di insegnamento il Ministero ha provveduto a formare i docenti previsti del livello B1 di competenze secondo il piano predisposto proprio nel 2010: con Decreto ministeriale datato 30 settembre 2011 si erano infatti definitecaratteristiche e modalità di attuazione del percorso universitario finalizzato alla certificazione delle competenze relative all’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica (CLIL, per l’appunto).
I docenti che, quindi, intendono insegnare la propria disciplina secondo la metodologia CLIL, hanno la possibilità di seguire corsi ad hoc; corsi (configurati come corsi di formazione) che potranno svolgersi solo presso le Università (con direzione del corso affidata ad un docente universitario con competenze specifiche di tipo linguistico, metalinguistico e didattico sulla metodologia CLIL) e la cui attivazione è subordinata alla autorizzazione del Ministero dell’Istruzione in presenza di specifici requisiti transitoriamente definiti dal medesimo decreto.

Insegnamento di una materia in lingua straniera

In data 16 aprile 2012, il Decreto Direttoriale n. 6 della Direzione Generale per il Personale scolastico ha definito quelli che sono gli aspetti caratterizzanti dei corsi di perfezionamento del valore di 20 Crediti Formativi Universitari per l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera secondo la metodologia CLIL rivolti ai docenti in servizio nei Licei e negli Istituti tecnici. In base a questa specifica, ai corsi possono accedere i docenti che siano in possesso in alternativa di:

  1. certificazioni nella lingua straniera oggetto del corso, rilasciate da Enti Certificatori riconosciuti dai governi dei paesi madrelingua, almeno di livello C1 di cui al “QCER – Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue”, che attestano le abilità ivi previste (Ascolto, Parlato/Interazione, Scrittura, Lettura);
  2. competenze linguistiche certificate in relazione alle abilità di cui alla lettera a), di livello B2 del QCER, iscritti e frequentanti un corso di formazione per conseguire il livello C1 del QCER

Il candidato che supera l’esame finale ottiene un certificato attestante le acquisite competenze per l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera.

La priorità per i licei linguistici

Nel selezionare i candidati da avviare alla formazione si è scelto di dare la priorità ai docenti dei licei linguistici (anche perché per il primo anno il CLIL sarà sperimentato in questi licei), a quelli in esubero ed ai più giovani di età.
Un ruolo importante sarà svolto in questa fase dai dirigenti Scolastici, che avranno il compito di individuare i docenti con le più elevate competenze sia linguistiche sia metodologiche CLIL da destinare alle prime esperienze di attivazione dell’ insegnamento in lingua straniera.
Così come dal collegio docenti, che invece avrà il compito di definire i criteri per l’individuazione delle discipline da destinare all’insegnamento secondo la metodologia CLIL.

Il Clil nei licei dall’anno scolastico 2014/2015:

Tornando all’applicazione del metodo CLIL nei licei va detto che l’iter non è stato (e non sarà) per niente facile; detto dei ritardi con i quali sono partiti i corsi che avrebbero dovuto formare i docenti, dallo scorso anno nelle terze classi dei licei linguistici una materia è insegnata in lingua inglese: da quest’anno in corso, sempre per i licei linguistici, le materie sono diventate due.
Dal prossimo anno scolastico 2014/2015 l’insegnamento di una disciplina in lingua straniera sarà obbligatorio per tutti i licei (nelle classi quinte) e negli istituti tecnici nel seguente modo: per i licei una disciplina non linguistica in una lingua straniera; per gli istituti tecnici una materia caratterizzante l’indirizzo in lingua inglese.
Quindi il CLIL non sarà più limitato soltanto ai licei linguistici ma riguarderà tutti; e quella sarà la prova del nove. Perché già oggi i licei linguistici si trovano in difficoltà a rispettare le tempistiche previste.
La formazione dei docenti partita in ritardo ha fatto si che il numero di insegnanti in possesso di requisiti idonei all’insegnamento risultasse al di sotto delle necessità: e c’è già chi teme che senza un adeguato supporto, anche in termini di fondi ed incentivi, il progetto rischia di scontrarsi con la dura realtà che caratterizza ormai da tempo il mondo della scuola. E, quindi, di naufragare.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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