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L’ortoterapia: guarire curando l’orto e le piante

L’ intuizione arriva da lontano; il connubio natura / salute è antico almeno quanto il mondo al punto che spesso, nel corso degli anni, si è arrivati a teorizzare un ipotetico impatto positivo che si può avere dal prendersi cura delle piante.
Negli ultimi periodi poi la tendenza a cercare soluzioni alternative a patologie quali disturbi mentali e psicologici si è spinta ulteriormente avanti ricercando sempre nuovi campi di applicazione: abbiamo parlato in passato di Teatroterapia, che vede il teatro come espediente per uscire da alcune patologie psicologiche e liberarsi dalle proprie paure, che si rispecchiano, in questo caso, nella paura di salire sul palco, imparando a comunicare e ad esprimersi.
Abbamo poi presentato la Biblioterapia, ovvero la convinzione che la lettura possa avere una tale importanza come strumento di crescita personale e conoscenza di sé da poter essere usata a scopo terapeutico. Branche dell’ arteterapia, una disciplina che vede nell’arte una forma di terapia ai mali dell’anima e della psiche dell’uomo.
Se anche coltivare la terra e prendersi cura dell’orto e delle piante possa essere considerata un’ arte, non siamo in grado di dirlo. Certo è che negli ultimi anni sta prendendo piede un’altra disciplina che propone metodi alternativi per prendersi cura della propria salute mentale: l’ortoterapia. Che vede per l’appunto nel coltivare la terra e nel prendersi cura delle piante una serie di attività che possono essere utili a rinvigorire la nostra mente e conseguentemente il nostro corpo.

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Cos’è l’ Ortoterapia: breve storia

L’ortoterapia è un metodo riabilitativo che rientra nel novero delle cosiddette terapie occupazionali, che vedono le attività quotidiane nelle quali l’uomo si impegna come un qualcosa che coinvolge pienamente la sfera fisica ed emotiva portando benefici in termini di salute. Tra queste attività vi è per l’appunto l’ ortoterapia.
La storia dell’ortoterapia ha radici distanti nel tempo; secondo alcuni può esser fatta risalire al 1600 circa quando, nei paesi anglosassoni, le persone meno abbienti che non potevano permettersi di pagare le cure ricevute in un ospedale si sdebitavano durante il ricovero prendendosi cura delle piante e del giardino. Da allora i medici iniziarono a notare come lo stare a contatto con la natura e lo svolgere lavori ad essa legata portasse giovamento alla salute dei pazienti.
Ad oggi l’ortoterapia non è ancora una pratica universalmente diffusa: sta iniziando lentamente a prendere piede in Europa mentre in altri contesti, vedi gli Usa, viene praticata da molti anni al punto che anche diversi ospedali ospitano al proprio interno reparti dediti a questo tipo di terapia.

Ortoterapia in Italia:

In Italia ci sono realtà sporadiche e circoscritte che si occupano di ortoterapia ma la strada verso un ipotetico riconoscimento a 360 gradi di questa disciplina sembra essere tutt’altro che corta. I fautori dell’ ortoterapia portano a sostegno della loro tesi sull’effetto benefico di questa disciplina diversi fattori: che sono abbastanza inconfutabili. Tra questi il fatto che:

  • L’ ortoterapia stimola l’attività motoria essendo una attività prettamente fisica pur se non eccessivamente pesante
  • Contribuisce ad attenuare stress ed ansia oltre che ad aumentare il benessere fisico di un individuo essendo una attività che si svolge all’aria aperta ed a contatto con la natura
  • Aumenta il senso di responsabilità delle persone essendo orientata alla cura ed alla responsabilità verso organismi viventi quali le piante sono
  • Ha una notevole funzione educativa portando l’individuo a vivere in contatto con la natura andando anche a conoscere i cicli di vita delle stagioni e del mondo vegetale.

Futuro dell’Ortoterapia:

Tutti elementi che i sostenitori dell’ortoterapia portano a sostegno della tesi dell’effetto benefico che questa avrebbe sulla salute. E che, in base ad alcune ricerche effettuate negli ultimi anni in Italia, avrebbe riscontri positivi soprattutto sulla salute delle persone diversamente abili.
Se possa essere effettivamente così da un punto di vista medico / scientifico, non spetta a noi dirlo; quello che si può affermare con certezza è che, quantomeno, una attività del genere non sembra avere alcuna controindicazione. D’altra parte nella società moderna caratterizzata sempre più dalla tecnologia e dall’utilizzo di macchinari di vario tipo, anche il solo pensare di potersi dedicare ad una attività all’aperto ed in contatto con la natura può essere di per sé un fattore positivo.
Se poi questo si rivela essere utile per il benessere fisico e mentale degli individui e l’ortoterapia può quindi essere in grado di migliorare effettivamente la qualità della vita dell’uomo multimediale del XXI secolo, ben venga come cura alternativa.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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