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Il problema del parco auto circolante italiano

L’Italia ha un grande problema per quanto riguarda il parco circolante: è questa la situazione che emerge dal report pubblicato da Aci relativamente al settore automotive nostrano nel 2022, in un Paese che è il primo in Europa per numero di auto rispetto alla popolazione.
Un’indagine che mette in luce un’arretratezza evidente del Belpaese alle prese con le esigenze di sostenibilità e le indicazioni dell’Unione Europea per contrastare i cambiamenti climatici, con la mobilità che rappresenta uno dei fattori determinanti per raggiungere gli obiettivi europei in merito all’abbassamento delle emissioni nocive e graduale abbandono dei combustibili fossili.
Le auto che circolano in Italia, infatti, sono troppo vecchie e inquinanti, con il numero di veicoli elettrici ancora molto basso, malgrado una leggera risalita rispetto agli anni precedenti.

Il report Aci sulle auto italiane

Sfogliando il report ACI denominato “Autoritratto 2022” troviamo un riassunto statistico sul parco circolante italiano relativo alle Regioni, alle Province e ai Comuni dello scorso anno, che sottolinea una situazione davvero preoccupante, specificatamente per quanto riguarda l’età dei nostri veicoli.
Circa il 9,3% del totale delle auto, quindi 3 milioni e 700 mila veicoli risultano infatti immatricolati prima del 1993, il che significa che quasi 4 milioni di mezzi hanno fino a 30 anni di età, la cui maggioranza è rappresentata da motori Euro 0. Una percentuale che sale notevolmente nelle Regioni del Mezzogiorno, con la Campania prima in classifica con il 17,6% sul totale, seguita da Calabria, oltre il 15% e la Sicilia con il 13,5%. Le Regioni “più giovani” risultano essere invece la Valle d’Aosta, con una percentuale poco superiore al 2%, il Trentino Alto Adige con 2,6% e il Veneto, poco sotto il 6%.
Parallelamente, il numero di auto ritenute “ecologiche”, vale a dire modelli elettrici o ibridi alimentati a benzina e gasolio, GPL e metano, coprono un fetta di poco inferiore al 14% sul totale, con un trend positivo rispetto al 2021, quando la quota era al 12,4%. Un numero ancora molto esiguo e che si riduce ulteriormente se dovessimo considerare solo le elettriche, con percentuali molto distanti rispetto agli altri Paesi Europei.

Le auto ecologiche in Italia

Come accennato in precedenza, prendendo in esame le cosiddette auto ecologiche in Italia, ci accorgiamo fin da subito che i modelli elettrici rappresentano una netta minoranza di questa categoria. Nello specifico, i veicoli ecologici più diffusi sono i GPL, con il 7,2% sul totale del parco circolante, seguiti dalle auto ibride, 3,9%, e metano, 2,4%. Le auto totalmente elettriche, invece, arrivano solo allo 0,4%.
Le Ragioni “più green” in questo contesto sono le Marche e l’Emilia Romagna, terza la Valle d’Aosta, con l’Umbria fuori dal podio. Quelle che invece fanno registrare i dati peggiori sono la Sardegna e la Calabria. Se invece analizziamo i dati in valori assoluti è la Lombardia la Regione con il maggior numero di auto “verdi”, seguita da Emilia Romagna e Lazio. Fanalini di coda Molise e Basilicata.

Due Italie a velocità molto diverse

In generale, va però constatato un miglioramento riguardante il numero di auto alimentate a batteria, con un incremento medio nazionale del 49% nel 2022 rispetto al 2021. Percentuali che salgono notevolmente in alcune Regioni in particolare, come la Valle d’Aosta, con una crescita addirittura del 158%, seguita dal +72% del Trentino Alto Adige e dal +64% della Toscana, soprattutto nel capoluogo, dove è aumentata notevolmente la vendita di auto ibride a Firenze, grazie anche al sistema di incentivi e agevolazioni fiscali e al rafforzamento della rete elettrica per la ricarica, con l’installazione di nuove colonnine in giro per la città.
Come si evince sempre dal report ACI, esistono in questo senso due Italie che viaggiano a velocità molto diverse, con il Nord più in linea con gli obiettivi di mobilità sostenibile mentre il Sud ancora molto indietro.

Pubblicato in Focus

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Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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