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L’arte di capire ed interpretare attraverso l’Ermeneutica

Un concetto filosofico complesso da spiegare in poche parole il cui nome deriva dal greco e sul quale molti pensatori hanno impostato le proprie riflessioni. Con il termine ermeneutica si va ad indicare l’arte dell’interpretazione, della traduzione, della comprensione.
Analizzandone l’etimologia, ermeneutica deriva dal greco antico ἑρμηνευτική e sulla sua interpretazione ci sono state intere correnti filosofiche che hanno costruito il proprio pensiero.
Cercando di dare un spiegazione al significato della parola ermeneutica, si tratta di una metodologia di interpretazione che può essere riferita anche ai testi biblici, filosofici, saggi ecc… in chiave moderna si intende l’ermeneutica come comprensione riferita alla comunicazione verbale e non verbale.
La principale preoccupazione dell’ermeneutica è la filosofia della comprensione: chiarire le condizioni in cui avviene la comprensione è una caratteristica centrale dell’ermeneutica, e questo è ripetutamente sottolineato negli scritti filosofici di Gadamer (Schwandt, 1999).

Ermeneutica significato ed etimologia

Il termine ermeneutica nasce quindi in ambito teologico per andare poi a riguardare anche quello filosofico. Nella storia dell’interpretazione biblica, sono emersi quattro tipi principali di ermeneutica: letterale, morale, allegorica e anagogica.
L’ermeneutica biblica è lo studio dei principi di interpretazione riguardanti i libri della Bibbia. Fa parte del più ampio campo dell’ermeneutica, che prevede lo studio dei principi di interpretazione per tutte le forme di comunicazione, non verbale e verbale.
L’interpretazione letterale afferma che un testo biblico deve essere interpretato secondo il “significato semplice” trasmesso dalla sua costruzione grammaticale e dal contesto storico.
La parola ermeneutica se analizzata si riferisce anche ad Hermes, nella mitologia greca dio di molte cose tra cui la lingua e la scrittura. Ecco allora che fuori dal suo significato teologico la parola ermeneutica significa anche interpretazione della lingua, scritta o parlata.

Ermeneutico, un concetto ampio

Il significato dell’aggettivo ermeneutico è quindi ampio, copre vari campi: l’ermeneutica si basa sull’interpretazione in campi di studio, come l’interpretazione di opere teatrali o di romanzi, ma anche nella vita di tutti i giorni, quando interpretiamo le azioni dei nostri amici o proviamo a capire cosa significhi terminare un lavoro, ad esempio nel contesto della nostra storia di vita.
Con il termine ermeneutico ci si riferisce all’arte di comprendere e di farsi capire. Va oltre la semplice analisi logica e i principi interpretativi generali. La parola “ermeneutica” deriva dall’antica lingua greca. Hermeneuein significa “pronunciare, spiegare, tradurre” ed è stato usato per la prima volta dai pensatori che hanno discusso di come i messaggi divini o le idee mentali sono espressi nel linguaggio umano.
L’ermeneutica è anche il nome della disciplina filosofica che si occupa dell’analisi delle condizioni per la comprensione. I filosofi ermeneutici esaminano, ad esempio, come le nostre tradizioni culturali, la nostra lingua e la nostra natura di esseri storici rendono possibile la comprensione.

La filosofia Ermeneutica

I pensatori ermeneutici sostengono che la comprensione è l’atto interpretativo dell’integrazione di cose particolari come parole, segni ed eventi in un insieme significativo. Comprendiamo veramente un oggetto, una parola o un fatto solo quando ha senso nel nostro contesto di vita e quindi ci parla in modo significativo.
L’ermeneutica filosofica si riferisce all’esame dettagliato e sistematico della comprensione umana iniziato con il filosofo tedesco Hans-Georg Gadamer (1900-2002). Ha sostenuto che la nostra percezione del mondo non è principalmente teorica ma pratica. Non valutiamo gli oggetti in modo neutrale a distanza, ma ci svelano mentre ci muoviamo in una totalità già esistente di relazioni significative.
L’antico filosofo greco Platone (427-347 a.C.), usò la parola ermeneutica nel trattare con i poeti come “ermeneut del divino”, e il suo studente Aristotele (384-322 a.C.) scrisse il primo trattato esistente sull’ermeneutica, in cui mostrò come le parole pronunciate e scritte fossero espressioni di pensieri interiori.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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