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Se vuoi investire in Borsa, investi prima su te stesso

“Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire? Perché non succeda che, quando ne abbia posto le fondamenta e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno comincino a beffarsi di lui, dicendo: “Quest’uomo ha cominciato a costruire e non ha potuto terminare”. Luca 14,28-30

 

“Chiedo scusa se parlo di Maria” è una geniale canzone del formidabile repertorio di Giorgio Gaber. E’ una metafora, vuole indicare il fuori-tema, quella parola che sembra fuori posto ma che, invece, centra proprio il bersaglio, perché gli obiettivi si raggiungono non fissandosi nevroticamente e dunque inchiodandosi, alla fine, su un punto e quello soltanto.
I nostri obiettivi vengono raggiunti al meglio per via indiretta, indirettamente. Paradossale, ma vero e facilmente verificabile. L’ investimento del proprio denaro in Borsa –aperta parentesi e chiusa: il trading è anch’esso una delle molteplici modalità di far ciò- ne fornisce una verifica esemplare.
Un esperimento facile è il seguente: domandate ad una decina di persone interessate ad investire in Borsa e/o al trading la ragione per la quale essi vogliano intraprendere questa carriera e sette su dieci vi daranno la stessa risposta: per fare soldi. To make big money. Fare i soldi veri, quelli facili, che tu neanche li devi aspettare, perché arrivano da soli, sono appunto “facili”.

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Percentuale di guadagno nel trading:

Altra domanda, questa più ficcante: allora, stando così le cose, perché soltanto un misero 5% del popolo dei traders guadagna dal trading? E perché la maggior parte degli investitori in Borsa, tra una break news e l’altra, presumibilmente, ma direi illusoriamente “decisiva”, non fanno quello che Warren Buffet suggerisce caldamente ai neofiti, ossia studiare rigorosamente gli assetti protuttivi, industriali e le possibilità di profitto delle aziende e degli assets sui quali si investono i propri soldi?soldi-in-borsa
Così facendo, l’altro 95%, inclusa Borsa classicamente intesa, opzioni, stocks, indici, e trading, anche online – una percentuale a dir poco imbarazzante – regala al mercato soldi, provvigioni, pezzi di pensione e talvolta soldi presi in prestito. Un bell’esempio di autosabotaggio, che alla fine frustra così profondamente da far smettere di investire i propri soldi e forse anche di giocare al Superenalotto.
Tutti gli addetti ai lavori sanno che le cose stanno così, ma solo pochi fanno qualcosa di serio per aiutare gli investitori a riprendere in mano il proprio destino. Perché, dunque, questo popolo di investitori, seri, meno seri e seriosi, perfino, si immola ogni giorno, non immaginando neanche lontanamente di essere una mera vittima sacrificale?
Risposta, per la serie “elementare, Watson!”: perché quel 95% di traders non fa trading ma fa un’altra cosa, sogna un’altra cosa e soprattutto fa il giochino più pericoloso del mondo, che sia la finanza o il mondo personale: proietta i suoi bisogni sulla realtà, ricavandone un’immagine distorta e del tutto irreale.

La Borsa non regala soldi:

Il primo passo per non sfasciare la macchina, schiantando sul primo muro appena dietro la curva stretta dei mercati – mai in equilibrio, attenzione, prima lezione – è seguire la lezione del Vangelo: vuoi costruire una torre? Bravo, allora mettiti a sedere, rifletti, studia un piano, lavoraci sopra, trova buoni soldi e adelante Pedro, con juicio.
Altrimenti, lascia stare, non fa per te, anzi proprio il fatto che tu pensi sia un gioco da ragazzi e una giostra sputasoldi è il segno che non hai il “mindset”, la mentalità giusta per investire in Borsa, fare trading e affini. Brutale? Forse, ma vero e salutare, i nostri vecchi dicevano che i primi soldi guadagnati sono quelli risparmiati, soprattutto alla furia distruttiva dei nostri sogni distorti.

Caratteristiche necessarie per investire:

Il trading –ossia: compravendita sui mercati azionari– è una cosa seria e necessita di almeno quattro condizioni e caratteristiche, starei per dire virtù, per essere approcciato adeguatamente:

  1. La conoscenza di se stessi. Ebbene sì, ragazzi, l’oracolo di Delfi aveva ragione: “Conosci te stesso”. Tutti i grandi trader sono grandiCome-investire conoscitori della propria mente e delle proprie reazioni, prima ancora che azioni. L’aspetto psicologico è decisivo in questo vero e proprio sport della mente, ci sono trader che meditano a lungo prima di affrontare i mercati, gente che studia la Pnl, la psicologia cognitiva, le neuroscienze, insomma il trader è uno massiccio e così deve essere e continuare ad essere, se vuole fare risultati veri. E’ come sul ring: i cazzotti fanno male, non basta avere un buon destro per fare un match, ci vuole tutto il resto, innanzitutto la testa, la mentalità e anche un fisico bestiale.
  2. La conoscenza esatta e reale di cosa sia il trading: un’attività imprenditoriale. Il nostro capitale è l’account sulla nostra piattaforma, con il broker giusto. Si devono limitare le spese, innanzitutto, che qualcuno potrebbe chiamare perdite, ma meglio dire spese, perché si spende sempre qualcosa per stare sul mercato. Limitarle è la prima mossa, brillante, professionale, seria: si chiama money management. Fatelo bene e potrete cominciare ad annusare l’odore del campo di battaglia, il mercato.

  3. La scelta del broker: scegliete quello giusto. Non quello più assillante che si rivelerà poi, c’è da starne certi, il più rapace, e magari, come nove volte su dieci, di opzioni binarie, e magari – ciliegina sulla torta – di paesi extra UE. Scegliete uno bravo, serio, con una piattaforma affidabile, semplice, gestibile, dei Paesi giusti, regolari da accordi europei ed internazionali, che assicuri forte i vostri soldi, garantisca i vostri profitti e non faccia ingrassare, quindi, solo i broker senza scrupoli.

  4. Se investite soldi su titoli, indici e opzioni non sapendo un piffero di niente e sperando di mettervi nelle mani di qualche presunto “esperto” di banche d’affari, allora meritate la gogna e la disfatta finanziaria, sappiatelo fin d’ora. La manina che fa l’operazione deve essere la tua e sempre e solo la tua, caro trader-investitore, per una montagna di ragioni.

Questi sono i fondamentali. Chi resiste alla tentazione di essere soltanto un grumo di bisogni finanziari ai quali dover rispondere subito, costi quello che costi, potrà, nel tempo, fare profitti e, perché no?, imparare anche un vero lavoro. Sempre i nostri vecchi: impara l’arte e mettila da parte.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Nato a Grosseto e laureatosi in filosofia all' Università di Pisa, ha studiato teologia e si è dedicato alla scrittura a 360 gradi. Al suo attivo anche diversi libri pubblicati e collaborazioni con molte realtà editoriali.

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