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Sigarette elettroniche: tutte le novità del settore

Con il voto favorevole del Senato al decreto fiscale collegato alla manovra sono state introdotte diverse modifiche in vari ambiti della legislazione. Hanno votato a favore del testo sul quale era stata posta la fiducia da parte del governo 148 senatori, mentre sono 116 quelli contrari, compresi gli appartenenti Mdp.
Tra le numerose novità previste ha suscitato proteste e polemiche la scelta di effettuare una stretta sulle sigarette elettroniche. Si tratta di un emendamento proposto della senatrice alfaniana Simona Vicari che comporta il controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, così da assimilare le e-cig ai tabacchi sottoposti a monopolio statale.
L’idea è disciplinare un settore nato fuori dai dazi e dalle licenze, irregimentandolo. Inoltre negli stessi giorni è stato ribaltato lo stop del TAR sulla tassazione dei liquidi: infatti per la Corte Costituzionale l’imposta di 5 euro risulta essere legittima anche quando si parla di prodotti senza nicotina.

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Alla ricerca di maggiori entrate fiscali

L’obiettivo di questo emendamento è, da un lato, di porre limitazioni e controlli al comparto delle sigarette elettroniche. Secondo la senatrice che ha presentato la misura si combatterà il mercato illegale che ammonta a circa il 50% delle vendite, garantendo al tempo stesso controlli adeguati sui liquidi per proteggere la salute dei consumatori.
Dall’altro lato si punta a ottenere maggiori entrate fiscali, contrastando l’evasione: in base ai primi calcoli l’Erario avrà a disposizione 9,5 milioni di euro aggiuntivi a partire dal 2018.

Dove si potranno acquistare le sigarette elettroniche?

L’approvazione dell’emendamento Vicari da parte della commissione Bilancio del Senato prevede la vendita delle sigarette elettroniche esclusivamente nelle rivenditorie autorizzate e nelle tabaccherie.
Viene prevista una fase transitoria che durerà fino al 31 marzo 2018, termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate emanerà un regolamento per fissare i requisiti per il rilascio delle licenze di vendite.
In questo modo si avrà una nuova disciplina del settore e le nuove regole stabiliranno se le vecchie autorizzazioni rimarranno in vigore oppure se gli esercizi commerciali dovranno richiederne una nuova. Proprio per questo motivo nel periodo di transizione non viene prevista la chiusura degli attuali punti vendita per e-cig.

Divieto di vendita online

Al contrario i siti web che mettono a disposizione della clientela privata un’offerta più o meno ampia di sigarette elettroniche e prodotti con nicotina dovranno chiudere. Lo stop delle vendite online viene presentato, all’interno della relazione tecnica, come una risposta alla mancanza di controlli amministrativi frontalieri.
La decisione di molti consumatori di acquistare sul web i flaconi dei liquidi attraverso siti di aziende estere porta all’effetto collaterale di evadere l’imposta. Ciò si spiega con il fatto che le spedizioni riguardano quantità modeste e avvengono via corriere: di conseguenza riescono a non essere sottoposti a controlli fiscali alla dogana.

I liquidi con elevata quantità di nicotina acquistabili in rete

In secondo luogo questa tendenza porta all’immissione sul mercato di prodotti con una concentrazione di nicotina estremamente elevata. Diluendo il liquido il consumatore oppure l’esercente del punto vendita possono ottenere quantitativi maggiori in maniera più o meno legale.
Viene quindi sottolineata la necessità di limitare la vendita delle e-cigarettes in rete a vantaggio di canali autorizzati, tracciabili e da sottoporre a controllo.

La questione della tassazione più alta

Ma con l’emendamento alla legge Finanziaria si è stabilito anche un altro aspetto: una sorta di stangata per il settore delle sigarette elettroniche in termini di tassazione. Si parla di un’imposta pari a 0,393€ per ogni millilitro di liquido, che sia con nicotina o senza.
In sostanza una tassa che farà salire sostanzialmente il prezzo per le ricariche delle sigarette elettroniche, il che potrebbe portare molti fumatori a desistere per tornare sulle sigarette tradizionali.

Le reazioni del settore

Le reazioni da parte di consumatori ed esercenti è stata davvero rabbiosa, arrivando alla pubblicazione di duri commenti e insulti sulla pagina Facebook della senatrice Vicari.
Inoltre su change.org è stata subito avviata una petizione per chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Repubblica di non firmare il testo. La sensazione diffusa è che si stia cercando si schiacciare un settore che possa fare concorrenza ai normali tabacchi.
In secondo luogo si sottolinea come questa decisione possa portare a una crisi definitiva del mercato. Il comparto, sviluppatosi in maniera scomposta e repentina, presenta al giorno d’oggi un giro d’affari stimato in 300 milioni di euro e conta 2.500 negozi strutturati.
Si tratta di una filiera legale e che produce occupazione, tuttavia si ha la netta impressione che queste modifiche nel settore comporteranno soltanto il salvataggio teorico dell’esistente, bloccandone però l’espansione.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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