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Roncadelle: il Comune dove è vietato morire

Un’ ordinanza emessa da un sindaco che, causa mancanza di fondi, vieta categoricamente di morire su tutto il territorio comunale; chi contravverrà a questa regola ricadrà chiaramente in sanzioni ed avrà la possibilità (dall’oltretomba…) di ricorrere al Tar o direttamente al Presidente della Repubblica.
La vicenda, piuttosto curiosa se non addirittura paradossale, non ha mancato di destare stupore ed è realmente accaduta a Roncadelle, comune in provincia di Brescia con poco più di 9.000 abitanti. Si tratta chiaramente di una provocazione (non è l’unico caso, vedi anche Il Comune dove è vietato ammalarsi) messa in atto per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e tentare di sbloccare alcuni fondi ‘impantanati’ nella giungla del patto di stabilità. Ma da dove nasce questa curiosa ordinanza?

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Roncadelle: il cimitero comunale è troppo piccolo

Lo ha spiegato l’autore della medesima, il sindaco Michele Orlando, sostenuto in questa sua provocazione da tutta la maggioranza di centro-sinistra, all’ interno di una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella quale ha sottolineato come il patto di stabilità imponga investimenti pari allo zero ed impedisca di conseguenza l’utilizzo di risorse per ampliare il cimitero.
Tutto questo porta all’impossibilità di concedere ulteriori sepolture mentre, se i lavori venissero autorizzati, sarebbe possibile, secondo le dichiarazioni del sindaco, liberare 180 loculi da poter successivamente utilizzare. I soldi necessari all’operazione, tra l’altro, sarebbero già disponibili nelle casse del Comune di Roncadelle, classificato tra i cosiddett comunii virtuosi, e consentirebbero di rinviare di almeno tre anni il problema dello spazio dei loculi essendo la media annuale delle sepolture intorno alle 60 unità.

L’ordinanza del sindaco di Roncadelle

L’unica soluzione alternativa, hanno fatto sapere sempre dagli uffici del sindaco, potrebbe essere quella della privatizzazione del cimitero stesso, vale a dire darlo in gestione ad un privato. Anche questa eventualità risulterebbe piuttosto rivoluzionaria, certo non quanto quella dell’ordinanza che vieta la morte ma comunque innovativa; sarebbe infatti il primo caso in Italia di un cimitero dato in concessione ai privati, i quali dovrebbero però assumersi l’onere dell’ampliamento della struttura.
L’ordinanza del sindaco è entrata in vigore ieri mattina e c’è chi già scommette sulla riuscita della stessa; chissà se funzionerà e servirà effettivamente da deterrente, magari per esorcizzare la morte costringendola a sopraggiungere con qualche mese di ritardo in attesa che i fondi si sblocchino.
Per altri invece, si tratta solo dell’ennesimo grottesco episodio in un paese, l’Italia, sempre più allo sbando e dove ai poveri cittadini, ormai, si vuole togliere anche l’unica certezza che si ha su questa terra; quella di dover morire.

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Scritto da

La Vera Cronaca

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