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Rilevatori fughe di gas e pericolo truffa

Girano, in varie province italiane, dei singolari personaggi che riescono a vivere, e talvolta a vivere bene, svolgendo un’attività commerciale legata alla fornitura ed installazione di una valvola, o congegno, cui vengono dati i nomi più diversi, spesso ad effetto, ma che altro non è che un semplice rilevatore di fughe di gas.
Tale prodotto ha un costo, all’ingrosso, di pochi euro, ma il prezzo al pubblico che loro praticano, soprattutto a privati visitati nelle loro abitazioni, difficilmente scende al di sotto dei 150 euro.
Ciò che produce il suo collocamento nel mercato, determinando di conseguenza un discreto successo nelle vendite, non ha però a che fare con le sue caratteristiche intrinseche, non particolarmente straordinarie in rapporto al prezzo di vendita, bensì con la tecnica sottile che trova applicazione durante l’opera di convincimento messa in atto dai venditori.

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Come funziona la truffa:

Tutto comincia con un bel cartello affisso nell’androne del palazzo oggetto dell’operazione commerciale (o tentata vendita) che si vuol svolgere, in cui è evidenziato il nome di un’azienda o ditta, appositamente studiato per provocare un’immediata associazione mentale con noti enti fornitori di gas insieme alla comunicazione di una prossima visita di un incaricato, presso le famiglie residenti nello stabile, addetto alla valutazione della sicurezza degli impianti del gas (se non è così, è qualcosa che quasi sempre gli assomiglia molto).
Con i pericoli che corrono quotidianamente i cittadini nel proprio ambito domestico, esaltati spesso da varie trasmissioni televisive in cui intervengono appositi esperti, molti, soprattutto le persone più anziane, non trovano nulla di strano sulla visita dell’incaricato di cui al cartello, nella propria abitazione. Qui comincia il bello.
L’incaricato chiede di vedere la cucina a gas presente nell’appartamento oppure altri impianti che funzionano attraverso il gas e, una volta messa in scena una specie di recita su un controllo generale, spostando manopole, schiacciando interruttori, premendo sui tubi di collegamento per valutarne consistenza e vetustà, ecc… ecco che sbotta in un perentorio: “Signora, mi creda, lei è in pericolo. Se dovesse verificarsi un’improvvisa fuoriuscita di gas, magari di notte mentre dorme, chi potrebbe mai salvarla?”.

Pericolo fughe di gas? Ci pensa il rilevatore:

E’ superfluo aggiungere che l’applicazione di tale tecnica psicologica ottiene quasi sempre l’effetto sperato dal venditore: nella maggior parte dei casi le persone vivono un momento di indecisione che diviene quasi subito dopo insicurezza, per trasformarsi infine in ansia e, talvolta, addirittura in panico.
A questo punto l’incaricato (cioè il venditore) esponendo un sorriso rassicurante, tira fuori il suo asso nella manica: il rilevatore di fughe di gas che fa dormire sonni tranquilli. Col suo prodotto installato in casa al costo di solo 150 euro, ogni problema inerente il pericolo gas è definitivamente risolto. Si chiedono in tanti: “E’ una truffa?”
Secondo alcune autorevoli opinioni, anche se talvolta si possono riscontrare abusi da parte di venditori approssimativi e scorretti, si tratta semplicemente di un’ arte che vede un professionista applicare una tecnica commerciale conosciuta da tempi antichissimi e che consiste nel creare un motivo credibile per approcciare una persona, nel riuscire a creargli un problema (esagerando magari un problema da tutti vissuto comunemente) e, alla fine, convincerla ad acquistare il prodotto risolutore del problema che egli stesso ha creato. Come ci si difende dalle incursioni di tali “artisti?” Gli esperti rispondono: semplicemente usando il buonsenso.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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