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Rete e fake news: come si informa la popolazione in Italia

Google e Facebook come fonti principali, necessità di avere informazioni gratuitamente e consapevolezza di essere vittima di fake news. Le ultime ricerche su come si informa la popolazione in Italia, o sarebbe meglio dire oggi “gli utenti”, esprimono principalmente questi tre indicatori.
Nonostante la capacità di riconoscere le notizie false e l’inganno dei cosiddetti articoli “clickbait”, emerge ancora come la loro diffusione nell’opinione pubblica dia adito a una errata elaborazione delle argomentazioni e quindi a un cattivo riscontro dei fatti. La fascia più giovane, quella dai 18 ai 30 anni, è tendenzialmente soggetta a sottovalutare l’autenticità o meno di un articolo, capacità che invece è più alla portata di chi ha completato un ciclo di studio e appartiene a una fascia d’età più alta.

Informazione sul web

Il web ha ovviamente quasi soppiantato la quotidianità del cartaceo, con le edicole che ormai sono preda di una crisi irreversibile (ne chiude in media una ogni due giorni) e gli indicatori delle vendite delle copie cartacee dei quotidiani, come certificato dai dati ADS (Associazione Diffusione Stampa) per quanto riguarda il mese di Aprile 2022, raffrontato allo stesso mese del 2021, sono tutti negativi.
Non va meglio per le copie digitali: non si supera quota 5.000 acquisti giornalieri. Globalmente, la stampa cartacea perde il 10% di copie ogni 12 mesi. Ma oltre ai quotidiani e a internet non bisogna comunque dimenticare la televisione: secondo il 17° rapporto Censis del 2022, “i TG restano la principale fonte d’informazione, seguiti da Facebook. La politica è la regina dei palinsesti personalizzati. Il futuro? Svolgeremo la maggior parte delle attività quotidiane tramite internet, ma l’informazione sarà meno libera. Un quarto degli italiani (il 57% degli anziani) non ha le competenze necessarie per vivere nell’ambiente digitale.”

Nazioni di lingua italiana: il caso di San Marino

Un altro rapporto del Censis di metà luglio 2022, per cui recentissimo, ha fotografato invece come gli italiani si siano informati a proposito della pandemia. Ed è emerso che ben 41 milioni di persone, ovvero l’82% circa, ha preferito i canali tradizionali, ovvero tv e radio, mentre il 64% ha affermato come si sia voluto dare risalto a una comunicazione “emozionale” dei media in generale, piuttosto che un tipo di comunicazione volta alla comprensione del problema.
Altri due dati balzano all’occhio invece a proposito della guerra tra Russia e Ucraina e che possono essere considerati indicatori poco incoraggianti: il 38% circa degli italiani si è affiato al proprio “influencer di fiducia” per informarsi sul conflitto, mentre il 45% lo ha fatto ascoltando persone vicine a lui come amici e parenti.
Capitolo a parte per quanto riguarda San Marino, uno Stato a tutti gli effetti ma di lingua italiana: i quotidiani di riferimento sono “Repubblica.sm”, diretto dall’ex giornalista Rai Michele Cucuzza e aperto nel 2018, “L’informazione” e gli inserti del Corriere di Romagna e Resto del Carlino. Nel 2017 ha chiuso invece “La Tribuna”, che dal 1995 raccontava la realtà sammarinese mentre nel 2022 è stato lanciato San Marino 365, nuova realtà editoriale nel panorama dell’informazione della piccola repubblica incastonata in Emilia Romagna.

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Scritto da

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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