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Pm10 e monossido: cosa sta succedendo all’ambiente?

Si fa un gran parlare in questi giorni di inquinamento e del temuto Pm10 ovvero una delle frazioni con la quale si va a identificare il particolato, materiale presente nell’atmosfera sotto forma di particelle microscopiche con un diametro inferiore ai 10 millimetri (da qui Pm10).
Il Pm10 è formato da polvere, microgocce di sostanze liquide e fumo. Il Pm può avere origine da fenomeni naturali, quali ad esempio processi di erosione del sottosuolo o incendi; oppure da attività antropiche quali processi di combustione e traffico dei veicoli.
È appunto quest’ultimo il caso che ha dato il via ai tanti provvedimenti cui si sta assistendo in queste ore relativi a limitazione della circolazione dei veicoli nelle grandi città. Principalmente quelle con un livello più alto di Pm10, quali Roma o Milano.

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Le polveri sottili e il monossido di carbonio:

Le polveri sottili sono il residuo di processi di combustione e l’effetto di gas inquinanti invecchiati: sono formate quindi, come sta accadendo in questi giorni, dalla combustione dei motori, dei riscaldamenti domestici, e dall’usura del manto stradale e delle gomme delle automobili.
Si parla in particolare di scarichi dei veicoli che presentino un motore a idrocarburi e che quindi sono caratterizzata da una combustione non completa. A questo riguardo infatti, la più alta concentrazione di monossido di carbonio si rileva a ridosso delle strade altamente trafficate.
L’eventuale inalazione di monossido di carbonio non porta effetti immediati ma può dare qualche segnale dopo un po’ di ore: tra questi, mal di testa e problemi respiratori.

L’importanza delle piogge:

Si dice spesso che i mutamenti meteorologici possono essere di supporto per limitare la presenza di Pm10 nell’atmosfera: questo perchè il sopraggiungere di venti e temporali può aiutare a rompere la cappa che imprigiona gli inquinanti di cui sopra negli strati più bassi dell’atmosfera.
Da questo punto di vista non sono solo le piogge ad essere utili, ma anche venti e turbolenze in genere che sono fondamentali per il rimescolamento atmosferico.

Targhe alterne e temperature dei termosifoni:

Sono questi i due provvedimenti principali intrapresi per tentare di limitare la presenza del Pm10 nell’atmosfera. A Roma ormai le targhe alterne sono all’ordine de giorno: in previsione ci sono anche giornate di blocco totale del traffico.
Un po’ come sta accadendo a Milano dove si è optato per questo provvedimento più stringente. E in gioco entrano anche le caldaie. I comuni stanno spingendo i cittadini a rottamare le caldaie più obsolete, quindi quelle più inquinanti.
Così come si è cercato di convincere i cittadini ad abbassare la temperatura del proprio riscaldamento domestico, scendendo a 20 gradi come soglia da non poter oltrepassare.
Tutte misure che, secondo alcuni esperti, potrebbero servire a poco o nulla partendo da quella che è la situazione reale di inquinamento ambientale.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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