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L’ Italia, un paese di saggi: Letta nomina i 35

Oltre che essere un Paese di santi, navigatori ed eroi alla lista va aggiunta anche la dizione di saggi. Giorgio Napolitano ne ha trovati dieci, Enrico Letta trentacinque, il prossimo ne scoverà cento. Se si va avanti così si scoprirà che tutti gli italiani sono saggi. Anche se non sembra.
Gli Stati Uniti d’America non sono un paese per vecchi come hanno raccontato nel 2007 i fratelli Coen mentre l’Italia è decisamente un paese per saggi. Oltre che essere stato, chissà se lo si è ancora un Paese di santi, navigatori ed eroi.
Questo lo racconta con enfasi il duo Napolitano-Letta, Enrico Letta meglio specificare per non incorrere in equivoci anche se le differenze con lo zio Gianni si vanno assottigliando ogni giorno di più. Età e frequentazioni a parte, ma buon sangue, in politica e non solo, non mente.
Sarà forse perché i due Coen, Ethan e Joel, con questo film hanno vinto nel 2008 di tutto e di più: l’Oscar come miglior film oltre che miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior attore non protagonista, che i tentativi di imitazione si sono moltiplicati. Così successe anche per gli spaghetti western di Sergio Leone. Ma quelli furono tutt’altri film.
I due aspiranti registi, che non possono vantare gli stessi esotici nomi di quelli americani, suonano infatti: Giorgio ed Enrico che così appaiati richiamano alla mente più l’insegna di un negozio di parrucchieri per signora che gli inventori di mirabolanti intrecci, hanno scoperto una incredibile risorsa del paese: la saggezza. Incredibile dictu.

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I 10 saggi nominati da Napolitano:

Il primo a cominciare quello che si sta dimostrando un sequel fu Giorgio Napolitano che, in scadenza di mandato e non sapendo che pesci prendere, pensò di occupare il tempo di una decina di giovanotti, alcuni dei quali un po’ passatelli per età, altri per brio inventivo e altri ancora per lucidità, chiamandoli e mettere a punto la ricetta per risolvere i mali del Paese. E per essere rigoroso il Napolitano a questi dieci diede la bellezza di poche settimane per esaudire il compito.
Quello che negli ultimi vent’anni non era riuscito a svariati governi di tutti i colori era richiesto a questi dieci che, per nobilitarli furono detti saggi. Che se saggi fossero stati per davvero avrebbero rifiutato l’incarico. Ma si tiene famiglia.
Che poi a scorrere quei dieci nomi c’è da mettersi le mani nei capelli quanto a saggezza, equilibrio, lungimiranza e soprattutto risultati conseguiti, dato che tutti bazzicano le stanze del cosiddetto potere da lunga pezza. Che magari verrebbe da chiedersi come mai siano stati chiamati a quel compito gli stessi che non erano riusciti a risolverlo in altri ambiti e con più tempo a disposizione. Misteri italici.
Diceva Benjamin Franklin che: «fare le stesse cose nello stesso modo e sperare che il risultato cambi è follia.» Evidentemente Enrico Letta non si deve essere mai imbattuto in questa perla di incisiva e rara bellezza. E se c’è incappato non deve averla capita. E non sarebbe la prima.

 

I 35 saggi di Letta:

Infatti il giovane primo ministro del governo che a Enrico Letta stesso non piace ha pensato bene, si immagina dopo ampio ed approfondito consulto con il Presidente della Repubblica, di convocare anche lui dei saggi. E poiché, con tutta probabilità, dieci gli parevano pochi ha pensato bene di più che triplicarne il numero. Oggi sono ben trentacinque.
Se dieci dovevano dare la ricetta per risolvere tutti i mali del Paese ce ne voglio trentacinque per risolvere solo uno, importante sì ma solo uno, che tutto quanto riguarda il resto, come il rilancio dell’economia, il lavoro, la sicurezza, la scuola, il territorio, l’ambiente e via dicendo al momento è messo lì, da un canto. Forse si stanno cercando altri saggi per ciascun problema.
Comunque, per adesso si hanno questi trentacinque saggi e si vedrà quel che faranno. Qualche dubbio sull’efficacia e sull’efficienza della nuova “saggeria” senz’altro s’avanza non foss’altro per il fatto che alcuni dei trentacinque han già fatto parte di quella precedente. Ma, tant’è.
Le novità non si fermano ai numeri, ma anche al genere: questa volta tra i saggi ci sono anche le donne, dieci, e alla provenienza moltissimi vengono dalle università che dopo l’esperienza del governo di Mario Monti, è senz’altro una notizia che rassicura. E c’è anche un bel ripescato: Franco Frattini, che in un recente passato ha sparso la sua saggezza al ministero agli Esteri e che attualmente la impiega come Presidente della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale. E quello che non manca mai: Luciano Violante, questa volta in veste di professore universitario, università di Camerino.

Che compiti avranno tutti questi saggi?

Bene. Tutti questi saggi avranno compiti di consulenza e di proposta che una volta formalizzate passeranno, questa è una creatività che i Coen si sognano, alla commissione dei quaranta (venti deputati e altrettanti senatori). Notare che sono cinque di più dei saggi.
I quaranta discuteranno e voteranno i suggerimenti dei trentacinque e quindi sceglieranno quali trasferire alle due aule del Parlamento. E poiché l’italico popolo è composto oltre che di saggi anche di vivaci creatici senz’altro i quaranta non si asterranno dall’avere idee in proposito e dunque ci saranno delle proposte aggiuntive che molto probabilmente confliggeranno con quelle dei saggi. Ma, come si dice a Roma, nun se po’ stà a guardà er capello.
E tutti saranno felici e contenti. Anche perché essere considerati saggi porta bene visto che quattro dei saggi di Napolitano sono diventati poi ministri. Si sa mai che anche qualcuno dei trentacinque ambisca e magari si trovi a fare qualche saltino in avanti. Le vie dei Letta (e anche di Napolitano) sono infinite.
By the way, in tutto questo fiorire di creatività e saggezza, si sono dimenticati di dire quanto costa la consulenza di tutti questi saggi. Come dei precedenti del resto. Che a occhio e croce è difficile pensare che vengano via per due cocomeri e un peperone.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Castruccio Castracani

Blogger satirico, polemico, dadaista, ghibellino, laico, uomo d'arme e di lettere - Il Vicario Imperiale

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