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Imu: effettivo il Decreto sospensione. Chi e cosa paga

Con l’uscita sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge numero 54 del 21 Maggio 2013, a seguito della firma del Presidente della Repubblica, l’Imu sulla prima casa è stata sospesa; momentaneamente, fino a settembre per la precisione.
Una finestra temporale di tre mesi che rimanda solamente il problema, durante la quale il governo Letta dovrà necessariamente trovare un accordo e, nell’eventualità si opti per una cancellazione dell’imposta, dovrà soprattutto trovare i soldi necessari all’ eliminazione del tributo. Procediamo con ordine e vediamo cosa prevede il decreto sul’Imu e quale sarà l’iter dei prossimi mesi.

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Esenzione dal pagamento e proroga dell’Imu:

In base al Decreto Legge n.54 di cui sopra, i contribuenti non dovranno pagare la rata di giugno 2013 dell’imposta municipale unica (Imu) sulla prima casa, sui terreni agricoli e sugli immobili di edilizia sociale appartenenti alle famiglie socialmente svantaggiate. In sostanza l’esenzione dalla tassa non riguarderà alcune categorie quali:

  • le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici);
  • le seconde case;
  • case di società o enti;
  • immobili d’impresa (capannoni, alberghi, cinema e teatri, banche e assicurazioni, ecc.); altri fabbricati (negozi e botteghe, laboratori, pertinenze non di prime case)

Per tutte queste categorie di immobili non è prevista alcuna proroga e quindi il decreto è assolutamente irrilevante. Ma anche per quel che riguarda le categorie che beneficeranno della sospensione dell’ Imu, è bene precisare che si tratta solo di una proroga e dunque di un provvedimento relativo; una sospensione per l’appunto, non una abolizione.

Dove trovare i soldi per cancellare definitivamente l’Imu

Il che potrebbe significare che, se le parti politiche non troveranno un accordo entro questi tre mesi su un’eventuale cancellazione dell’imposta o su un ulteriore rinvio, a decorrere dal 16 settembre 2013 la prima rata ora sospesa sarà richiesta ai contribuenti.
Se così fosse, il provvedimento attuale si trasformerebbe in un boomerang essendo il pagamento soltanto rimandato e costringendo il contribuente a versare tutte le rate insieme (in base alla cosiddetta ‘clausola di salvaguardia’ chi non ha pagato a giugno si ritroverebbe a versare il 50% dell’imposta).
Una vera e propria beffa che non appare poi così improbabile dato che, ad oggi, il governo Letta non ha ancora un piano chiaro e definito di dove andare eventualmente a trovare i soldi per cancellare definitivamente l’Imu o per finanziare una sua ulteriore sospensione.

A quanto ammonta il gettito complessivo dell’ Imu

Al riguardo è bene ricordare che, in riferimento all’anno 2012, il gettito complessivo dell’ Imu riferito solo alla prima casa (escluse quindi le altre tipologie) era stato di circa 4 miliardi di euro, con quasi 18 milioni di contribuenti interessati al pagamento per un importo medio di 225 euro per ciascuno.
La sola rata di giugno sulla prima casa aveva portato una cifra quantificabile intorno ai 2 miliardi di euro; l’ attuale sospensione rischierebbe quindi di portare uno squilibrio nelle casse dello Stato se non compensata con altri provvedimenti.

Berlusconi spinge per l’abolizione dell’Imu:

Tornando al decreto che ha sancito la sospensione, è bene ricordare che questa era stato il cavallo di battaglia, in fase di campagna elettorale, del Pdl e soprattutto di Berlusconi il quale addirittura avrebbe voluto, almeno sulla carta, restituire la rata Imu versata dai contribuenti nell’anno 2012.
Berlusconi che, analizzando le dichiarazioni degli ultimi giorni, cercherà in tutti i modi di portare a casa l’ abolizione definitiva pena la mancata fiducia all’attuale governo e in linea con quanto spesso sostenuto in materia di tasse (leggi: Berlusconi e le tasse). Come dire, la campagna elettorale per le nuove elezioni che in molti pronosticano esserci prima della fine del 2013 è già iniziata.
Mentre la questione continua a dividere e ad essere terreno fertile per un’ipotetica tornata elettorale, l’attuale governo presieduto da Enrico Letta si è riproposto di affrontarla all’interno di un provvedimento più ampio che vada a rivedere la tassazione fiscale sulla casa tramite una riforma complessiva e generale del sistema di imposte. I tempi, come detto, sono stretti ed entro fine agosto è necessario un provvedimento per dare seguito a questo decreto di sospensione che, altrimenti, risulterebbe essere stato vano.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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