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Imu e tasse casa: la lunga estate dei proprietari di immobili

Ancora un rinvio: l’ennesimo per i possessori di immobili che dovranno attendere alcune settimane per sapere di quale morte dovranno morire.
Il governo ha deciso di rimandare la questione Imu, l’ imposta che interessa i proprietari sia di immobili residenziali che di immobili commerciali, a fine estate; al 31 agosto per l’esattezza, data entro la quale “il governo si impegna a fornire soluzioni strutturali per il superamento dell’Imu sulla prima casa nell’ambito di una revisione della tassazione sugli immobili”.
Ricordiamo che il decreto legge n. 54 del 2013 del 21 maggio ha sospeso il pagamento della prima rata Imu del 2013 sulle abitazioni principali e relative pertinenze, terreni agricoli e fabbricati rurali, rinviando il tutto al 16 settembre purchè, entro la fine dell’estate, la tassazione sugli immobili sarà stata riformata. Ebbene ogni decisione su queste modifiche è rinviata al 31 agosto.

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Imu: quale futuro?

Tutto rimandato a dopo l’estate: cosa ne sarà dell’Imu non è dato sapersi e non è facile nemmeno pronosticarlo. Al momento si è aperti ad ogni tipo di soluzione; compresa la cancellazione per la prima casa, cavallo di battaglia del Pdl ed in particolare del suo leader Berlusconi che si era impegnato in questa direzione nel corso dell’ ultima campagna elettorale. Cancellazione che costerebbe 4 miliardi da dover recuperare in qualche altro modo.
Tra le ipotesi che si stanno studiando in queste ore relative alla tassazione sugli immobili vi è anche quella di aumentare la detrazione della tassa sulla prima casa: attualmente la quota che risulta essere esente dalla tassazione sulla prima casa è di 200 euro (più 50 euro per ogni figlio a carico).
Per come è strutturata adesso l’Imu è previsto oltre al riconoscimento di un’aliquota ridotta per la prima casa (al soggetto che utilizza l’immobile come abitazione principale) anche una detrazione fiscale di 200 euro.

Le detrazioni fiscali sull’Imu

Si sta pensando di aumentare questa franchigia portandola a 600 euro, ipotesi che andrebbe ad esentare dal pagamento dell’imposta circa l’80% dei contribuenti senza che questo rischi tuttavia di portare un eccessivo taglio del gettito incassato: lo scorso anno infatti (2012) circa il 30% dei proventi derivati dal versamento dell’ Imu era stato generato dai versamenti più alti, vale a dire quelli con un ammontare maggiore di 600 euro.
Altra ipotesi è quella di dar vita ad un’unica tassa (già ribattezzata tassa ics) che vada ad accorpare tutte quelle attualmente presenti e relative alla casa; vale a dire la Tares (ovvero la nuova tassa sui rifiuti) ed anche l’attuale addizionale Irpef. L’ Imu e la Tares si pagano in proporzione all’ immobile e, di conseguenza, potrebbero essere accorpate e rivisitate al fine di ridurre la spesa per il contribuente.

I proprietari attendono novità

Tutto facile almeno sulla carta perché poi, nei fatti, l’idea sembra non aver convinto più di qualcuno vista la diversa natura fiscale delle due imposte: l’Imu grava sul proprietario dell’immobile ed il suo calcolo avviene sul suo valore; la Tares è a carico del residente e per il calcolo ci si basa sulle dimensioni dell’immobile e sul numero di componenti della famiglia.
Altre soluzioni possibili in materia di rimodellamento dell’ Imu potrebbe essere quella di stabilire soglie di reddito Isee sotto le quali il tributo sulla casa non va pagato: o, ancora, l’ipotesi più drastica che prevederebbe l’ eliminazione totale della tassa relativamente alla prima casa andando, in contemporanea, a stabilire aliquote più alte per i possessori di seconde e terze case.
Tutte ipotesi che per ora non lasciano nessuna certezza ma che anzi gravano come una grande incognita sui proprietari di immobili: che ancora non sanno se, quanto e cosa pagheranno da qui a pochi mesi.

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Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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