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TFR e TFS: cosa significano e quali sono le differenze

TFR e TFS sono due sigle che si riferiscono a due istituti previdenziali italiani distinti: si parla di Trattamento di Fine Rapporto e Trattamento di Fine Servizio. Due strumenti affini riferiti al pagamento della liquidazione che ogni dipendente deve ricevere nel momento in cui cessa di lavorare presso un’azienda.
In sostanza il Trattamento di Fine Rapporto e Trattamento di Fine Servizio servono entrambi per tutelare i lavoratori dipendenti al momento della scadenza del proprio contratto di lavoro. Quali sono le differenze e come funziona ogni singolo strumento previdenziale?

TFR: il Trattamento di Fine Rapporto

TFR sta per Trattamento di Fine Rapporto ed è un’indennità che spetta al lavoratore dipendente al momento della cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. L’importo dell’indennità è calcolato in base all’anzianità di servizio del lavoratore presso l’azienda e alla retribuzione dell’ultimo anno di lavoro. Il TFR viene versato dall’azienda al lavoratore e costituisce una forma di risparmio a lungo termine per il lavoratore stesso.
Il Trattamento di Fine Rapporto è previsto dalla legge italiana e deve essere corrisposto alla fine del rapporto di lavoro, sia esso per licenziamento, dimissioni volontarie o pensionamento. Il TFR è un fondo di risparmio accumulato durante l’intero periodo lavorativo del dipendente e rappresenta una sorta di “riserva” per il momento in cui termina il rapporto di lavoro. Questa somma è calcolata in base all’anzianità di servizio e all’ultima retribuzione del dipendente.

TFS: il Trattamento di Fine Servizio

Il TFS è il Trattamento di Fine Servizio ed è una prestazione economica che viene erogata ai dipendenti del settore pubblico, in particolare del comparto delle Forze Armate e di alcune altre categorie di lavoratori statali, come i dipendenti delle forze di polizia e del personale della pubblica amministrazione.
Più per la precisione il TFS spetta ai dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato prima del 31 dicembre 2000, mentre a tutti gli altri dipendenti pubblici spetta il Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Pertanto, i dipendenti pubblici assunti prima di questa data e ancora in servizio hanno diritto a una parte di TFR e a una parte di TFS.
Per calcolare l’importo del TFS si prende in considerazione l’80% di un dodicesimo dell’ultima retribuzione annua e si moltiplica poi per gli anni di servizio prestati dal lavoratore. Ad esempio, se un dipendente pubblico ha percepito un’ultima retribuzione annua di 30.000 euro e ha lavorato per 10 anni, il calcolo del TFS sarà: 80% di 1/12 di 30.000 euro x 10 anni = 20.000 euro.

Differenze tra TFS e TFR

La differenza sostanziale tra il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e il Trattamento di Fine Servizio (TFS) è che il TFS è destinato solo ai dipendenti pubblici assunti fino al 31 dicembre 2000, mentre il TFR è la normale liquidazione destinata a tutti i dipendenti, pubblici e privati, assunti con contratto a tempo determinato o indeterminato. Di conseguenza, il TFS e il TFR sono erogati in modalità diverse e hanno anche una tassazione diversa.
Il TFS si calcola solo sull’ultima retribuzione annua percepita dal dipendente pubblico e viene moltiplicato per gli anni di servizio prestati, mentre il TFR si calcola sulla retribuzione complessiva e tiene conto di una serie di fattori, come ad esempio l’anzianità di servizio e le eventuali indennità accessorie. In sintesi, il TFR è un’indennità spettante ai lavoratori dipendenti alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, mentre il TFS è destinato ai lavoratori dipendenti delle aziende pubbliche assunti prima dell’anno 2000.

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Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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