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Gigolò per combattere la crisi

La crisi economica ed occupazionale da cui è attraversato il nostro Paese costringe molti a tentare le strade più diverse per far fronte a quelle esigenze di natura finanziaria che il contesto sociale attuale richiede, talvolta in modo inderogabile.
Tra le altre, sembra che quella che va per la maggiore presso eserciti di giovani nostrani passa per le camere da letto di disinibite signore che non disdegnano affatto di compensare i partner occasionali con cui trascorrono ore, fine settimana, o brevi periodi, con laute mance o, quando il caso lo richiede, col pagamento di tariffe ben definite in funzione della qualità e quantità della varie prestazioni.
Insomma, quello del gigolò sta diventando un mestiere in cui si cimentano sempre più maschi italiani che ritengono di trovare in esso quegli elementi di piacere che bene si uniscono a quelli dell’utilità pratica.
Certamente è un mestiere dove non tutto fila sempre liscio come l’olio, secondo quanto si legge sempre più spesso nelle cronache dei giornali: a prescindere dal fatto che spesso le signore con cui sono impegnati professionalmente il più delle volte non sono proprio carine o attraenti, devono fare i conti con tutti gli imprevisti che sono sempre in agguato quando ci si incontra, e per di più in incontri che assumono carattere intimo, con delle sconosciute.
Che sanno benissimo che possono noleggiare tutti gli uomini che vogliono in un mercato, basta vedere l’enorme quantità di annunci in rete, che è in pieno sviluppo. Proliferano i siti dei “gigolò”, taluni specificando referenze e persino dimensioni; altri si presentano con suggerimenti per i neofiti che non possono non suscitare curiosità e portare a nuovi adepti a questa professione.

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Come diventare gigolò: 

“Come si diventa un gigolò, accompagnatore o escort per donne?” -è scritto in uno di questi siti- “La risposta è abbastanza semplice ma comporta una ulteriore domanda: che tipo di accompagnatore vuoi diventare? Fare l’accompagnatore per donne o escort per donne non è solo una professione in cui una mattina ci si sveglia e ci si improvvisa gigolò e si decide di mettere un annuncio su un giornale o su internet ed essere automaticamente gigolò accompagnatori provetti, capaci e disponibili ad ogni tipo di incontro.
Per saper fare l’accompagnatore o gigolò non basta avere un bel fisico donato dalla natura oppure costruito in palestra, bisogna saper parlare e fare il  meglio per far star bene l’ospite durante il tempo che trascorrete insieme. E’ molto importante che ci sia un dialogo chiaro, pulito ed onesto e bisogna chiedere sempre all’ospite cosa desidera che si faccia per farla stare bene.
Nessuno può prepararti alla professione di accompagnatore e insegnarti come diventare gigolò in quanto non esistono delle scuole in cui si spiega come fare. Se deciderai di fare l’accompagnatore per donne lo fai perchè pensi di essere portato a conoscere persone nuove e ti trovi bene con molti tipi di persone, riesci a divertirti e a far divertire. Fare l’accompagnatore è una tua scelta e principalmente deve piacerti stare insieme e trovarti immediatamente in sintonia con persone che conosci per la prima volta”.

 

Quali donne cercano i gigolò?

E’ ovvio che moltissime donne prendono a nolo i gigolò soprattutto per soddisfare i loro appetiti sessuali, mentre altre li usano per semplici momenti di compagnia, anche magari in occasione di cene o addirittura di viaggi. Una rivista per donne tempo fa ha condotto su scala nazionale una ricerca da cui è emerso che sono addirittura ben 300mila le potenziali clienti che navigano ogni giorno nei siti di gigolò e circa 8mila gli “affari” quotidiani che vanno a buon fine.
Sempre secondo questa ricerca, sono soprattutto le signore fra i 30 e i 40 anni (nel 38% dei casi) a cercare un gigolò, seguite da quelle di età compresa fra i 40 e i 50 (25%). Di esse, il 23% lavora come come imprenditrice, le altre sono manager (19%), consulenti (15%), libere professioniste (14%) e impiegate (13%).
Non tutte sono single (solo il 35% dei casi): molte sono sposate (21%) o divorziate (27%). Quanto, infine, alle motivazioni che le spingono a cercare un “diversivo” a luci rosse, esse vanno dalla ricerca del buon sesso (22%), alle carenze affettive (18%) sino alla pura curiosità (16%). Ma la “molla” prevalente (26%) è il desiderio di trascorrere qualche ora piacevole e di evadere dalla routine.
Un nostro amico cui piace sempre scherzare, a proposito di tale realtà ci ha confidato: “Questo è un altro segno di come l’Italia ormai sta completamente andando a puttane!”.

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Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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