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Precari scuola: interrotto sciopero fame

Negli scorsi giorni avevamo dato la notizia dello sciopero della fame intrapreso a Palermo da alcuni precari della scuola ( Precari della scuola: a Palermo sciopero della fame ); la protesta si era poi spostata a Roma davanti a Montecitorio, sede del Parlamento, dove molti altri colleghi del mondo della pubblica istruzione avevano mostrato solidarietà partecipando al presidio.
Uno dei tre ideatori dell’ iniziativa, la cui salute era già cagionevole, si era inoltre sentito male a causa del digiuno ed era stato costretto al ricovero in ospedale; è di poche ore la notizia che i precari della scuola palermitani hanno deciso di interrompere lo sciopero della fame che, lo ricordiamo, era iniziato il 17 Agosto scorso.

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Storia dei due precari palermitani:

I due precari palermitani della scuola che ancora stavano proseguendo la protesta e che si trovavano in presidio davanti a Montecitorio, vale a dire Caterina Altamore e Giacomo Russo, hanno comunicato che interromperanno il digiuno, ma che questa decisione non deve esser vista come una resa, ma bensì come una fase di passaggio.
Abbiamo bisogno di recuperare le forze per parlare alla gente e organizzare una protesta nazionale” hanno sottolineato i due mettendo in evidenza l’importanza di questa decisione anche in funzione del loro stato di salute dopo oltre 15 giorni di protesta. Nella piazzetta della Camera rimarrà un presidio, anche con un camper, almeno fino alla giornata dell’ 8 Settembre, data nella quale i precari si riuniranno in un’ assemblea.
Nel frattempo in circa 200 persone, per lo più docenti e personale Ata precari della scuola campana, stanno effettuando un presidio di protesta anche a Napoli, da questa mattina, davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale. Molti di loro hanno trascorso la notte dormendo alla meno peggio sotto la sede dell’ ex Provveditorato;la protesta,anche qui,è montata a causa dei tagli al personale scolastico realizzati dal ministro Gelmini. Il mondo della scuola campana infatti ha subìto tagli quasi del 17 per cento e ad esser penalizzati risultano soprattutto gli insegnanti di sostegno.
Come si vede quindi, l’anno scolastico è alle porte ma la situazione sembra esser ancora in alto mare in tutto il Paese, con proteste che nascono da più parti contro la gestione del mondo dell’ istruzione.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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