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Rischio ebola in Italia? Quarantena per immigrati dall’Africa

Rischio ebola in italia

Sale il rischio ebola e, con questo, sale anche l’allarme relativo; dopo la morte del primo paziente negli Usa e dopo il primo contagio in Europa, precisamente a Madrid, la psicosi arriva anche in Italia.
Nelle scorse ore a Roma è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’Istituto Spallanzani un cittadino nigeriano di 49 anni: aveva febbre alta ed è stato sottoposto agli esami per accertare l’eventuale presenze del virus ebola. Rischio che è stato scongiurato ma, comprensibilmente, non si è potuto evitare un tam tam mediatico che ha innescato il terrore anche nei cittadini italiani.
L’uomo sarebbe affetto da malaria e non da ebola; nei suoi confronti è stato solamente adoperato il protocollo previsto dal Ministero della Salute quando si è in presenza di casi sospetti. Il paziente tra l’altro proveniva da un paese a rischio, ovvero la Nigeria. Secondo le disposizioni del ministero della Salute ci si trova ad affrontare un caso sospetto di ebola se il soggetto presenta i seguenti requisiti:

  • Febbre alta dai 38°C in su

  • aver visitato un Paese affetto da malattia da virus Ebola nei precedenti 21 giorni

  • aver curato, o essere entrato in contatto con i fluidi corporei o con campioni clinici di persone malate, vive o decedute, o con animali, vivi o morti, considerati serbatoi del virus che causa la malattia

In questi casi scattano le misure di profilassi. Un iter che, per alcuni, potrebbe non essere comunque del tutto sicuro e che potrebbe non bastare a scongiurare il pericolo ebola. C’è chi invoca misure più stringenti.

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Mettere in quarantena gli immigrati dall’Africa

Una proposta che probabilmente susciterà reazioni e polemiche arriva direttamente dall’Aduc, una associazione per i diritti dei consumatori, e in particolare dal segretario Primo Mastrantoni.
Secondo Mastrantoni dato che l’ebola è un virus estremamente aggressivo per l’essere umano e che sta creando allarme nella popolazione potendo potenzialmente innescare un vero e proprio meccanismo di panico diffuso, occorrono misure precauzionali anche piuttosto consistenti. Quali?
Il segretario dell’Aduc le identifica nell’ obbligo di “controlli degli immigrati provenienti dall’Africa e che sbarcano nel sud Italia (Lampedusa, Sicilia, ecc…)”. Sarebbe quindi necessario, per sconfiggere la paura dell’ebola, “mettere in quarantena gli immigrati ed effettuare controlli sanitari. Inoltre, le persone provenienti, direttamente o indirettamente, dalle aree contagiate dovrebbero essere sottoposte a verifiche sanitarie”.
Cosa che, sempre secondo l’Aduc, attualmente non avverrebbe. Una proposta, quella della quarantena per gli immigrati provenienti da paesi dell’Africa a rischio, che era stata già pensata dalla Lega l’estate scorsa.

 

La quarantena: come funziona e in quali casi si applica

La quarantena, lo ricordiamo, consiste in un isolamento forzato utilizzato in taluni casi per limitare la diffusione di uno stato pericoloso, soprattutto una malattia. Come si capisce dal termine, si tratta di un periodo di isolamento della durata di 40 giorni e venne applicato ad esempio nel XIV secolo alle navi provenienti da zone colpite dalla peste.
Il periodo di quaranta giorni dipendeva dal fatto che si riteneva che, dopo questo lasso di tempo, un ammalato di peste non fosse più contagioso. Oggi il termine quarantena ha un valore generico e si riferisce ad un isolamento precauzionale di durata variabile. Tra l’altro, come è facile comprendere, ad oggi un provvedimento simile rischia di andare a creare problemi legati ai diritti civili dell’ individuo perché provvedimenti come l’obbligo di un lungo internamento o separazione dalla società possono violare i diritti dell’uomo.
Ecco perché la quarantena viene applicata in casi specifici nei quali ci sia un forte rischio di contagio: è quanto accaduto, ad esempio, in Spagna. A Madrid si è registrato il primo caso europea di contagio di ebola; si tratta di un’infermiera che è risultata positiva al test e che è stata posta subito in isolamento mentre il marito, venuto a contatto con lei, è stato messo in quarantena.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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